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Giglio Porto- Ma guarda un po’… a 0,18 miglia dall’isola del Giglio, Costa Concordia c’è passata davvero. Lo ammette anche lo Schettino, secondo la testimonianza del nuovo video diffuso oggi da TGCom24 che riporta una telefonata tra il comandante della Costa Concordia e il Comando generale della Capitaneria di Porto di Roma della notte tra il 13 e il 14 gennaio scorsi. Ecco il video:

Al minuto 4:18, Schettino ammette che la nave si trovava a “0,18 dal Giglio” e “che ci stava acqua…”. Poi “un colpo e il blackout elettrico…”. Solo che l’allora comandante di Costa Concordia non ha evidentemente tenuto conto del fatto che tra il Giglio e il punto dove lui si trovava, in quel momento, si trovano da sempre gli scogli delle Scole: due maggiori più uno minore, con una serie di secche intorno che, ma guarda un po’, arrivano esattamente a 0,17 miglia dalla costa del Giglio. Questo lo abbiamo scritto e documentato sin da quella tragica notte, basandoci unicamente sui dati di navigazione disponibili e sul senso comune del navigante.

Ecco il dettaglio della cartografia (Navionics Europe) delle Scole, il punto viola è quello dell’impatto con la secca, il “colpo” descritto dallo Schettino in questa telefonata:

La distanza di 0,17 miglia dalla costa del Giglio coincide esattamente con la secca urtata dalla Costa Concordia

Per cui, tra 0,18 e 0,17, anche a voler essere proprio pignoli, c’è uno 0,01 di miglio, ovvero 18,52 metri. Si dà il caso che Costa Concordia sia larga 35,5 metri, per cui tutto, purtroppo, torna alla perfezione. Quella nave è stata deliberatamente portata su una secca da chi ne aveva la responsabilità del comando. I fatti lo dimostravano già ampiamente. Non resta che constatare come ora vi siano anche ammissioni verbali. Attendiamo ovviamente con ansia la conclusione del procedimento avviato dalla Magistratura, tanto per non perdere di vista questa storia.

9 COMMENTS

  1. Senza voler attenuare la responsabilità e colpevolezza di Schettino, trovo pero’ una discrepanza tra la profondità 7.8 m della secca riportata sulla carta, e la profondità della falla cosi’ come si vede sulle foto, che sembra essere 3-4m.

    • Gentile Giovanni,
      nessuna discrepanza, consideri che siamo tornati sull’argomento, dopo aver già ampiamente dibattuto la questione dell’enorme errore di navigazione, proprio per stigmatizzare la dichiarazione di Schettino nella telefonata a Compamare Roma riportata da TGCom 24. Lui stesso dichiara che la CC era a 0,18 miglia dal Giglio. Calcolando le 0,18 miglia, che diventano 0,17 sulla fiancata sinistra che ha colpito la Secca (la nave è larga 35m e uno 0,01 di miglio equivale appunto a 18,52m), dal punto più estremo della costa del Giglio in corrispondenza delle Scole si ha un fondale di 7 metri. Basta prendere le 0,18 miglia da un qualsiasi punto più a sud e si arriva in pieno sul fondale dai 4/5 metri colpito dalla nave. Stiamo parlando di pochi metri… Ciò che volevano dimostrare con questo nuovo articolo è l’evidenza stessa di ciò che è accaduto e ormai accertato in ogni particolare: una nave di 290 metri di lunghezza e 35 metri di larghezza è stata portata volontariamente a 15 nodi di velocità fino a sfiorare un fondale tra i 3 e i 7/9 metri. L’urto c’è stato, esattamente come e dove attesta la carta nautica del luogo. Amche se la fortuna lo avesse assistito sarebbe stata una manovra totalmente irresponsabile. La dichiarazione di Schettino, a nostro modo di vedere, non fa che accrescere la sua ormai evidente responsabilità, come la magistratura accerterà con le modalità del caso.

      Un saluto

      • Io ho messo in questione il punto preciso d’impatto mostrato sulla cartina, perche’ mi piacerebbe saperlo. Se la secca e’ 7.8 m, vuol dire che la nave non ha preso la secca, ma un fondale ancora piu’ vicino alla scola. Il punto d’impatto preciso si dovrebbe saperlo, perche’ sono state ritrovate le lamiere contorte della nave sul fondale. Ho visto un documentario sul canale National Geographic che mostrava una animazione sottomarina dell’urto, con lo spuntone di roccia che si stacca dallo scoglio sottomarino alla fine della strisciata. Non so se sia un’animazione basata sui dati raccolti, o un’animazione di fantasia.

        • Gentile Giovanni,
          è tutto noto e chiaro. Il nostro ultimo articolo voleva solo dire che una nave di 290 metri è stata portata a una quarantina di metri da uno scoglio emergente con un fondale di 7/9 metri e una serie di secche sulla sua sinistra, in accostata la fiancata sinistra poppiera ha appunto preso il fondale sui 5 metri che ha aperto la falla. Su quel fondale è stato trovato il punto d’impatto con ancora lamiere staccatesi dalla nave.
          Il punto dell’impatto è noto e chiaro. Ciò che vohgliamo che sia anche chiaro è che una nave di quelle dimensioni in quel punto non poteva e non doveva trovarsi. Mai, in nessuna condizione. Anche se non avesse preso la secca sarebbe stata una manovra irresponsabile e gravissima da parte del suo comandante. Anche se l’avesse mancata di 10 metri, di 20, di 40… sarebbe stata ugualmente inaccettabile. E invece quella nave era lì. Stiamo parlando di una cinquantina di metri di larghezza, in cui si poteva prendere uno scoglio o no, ma non cambia nulla sul rischio che Schettino, consapevolmente o no non spetta a noi dirlo, si è preso.
          Un saluto

          • Caro Giovanni, è a circa 30 metri (0,016 miglia) a sinistra del punto viola che vede sulla cartina. Lì dove sono state trovate anche lamiere della nave. Se rilegge tutto quanto abbiamo scritto sulla vicenda, lo trova specificato sin dalle news dello scorso gennaio.
            Ripetiamo, però, che questo è sì importante, ma ci piacerebbe inoltre che fosse chiaro il concetto che anche se per sua fortuna la nave avesse mancato tale fondale di un paio di metri sarebbe comunque stata una manovra irresponsabile e inaccettabile.
            Un saluto

  2. Mi sembra che ormai parlare o commentare sull operato del Comandante S. Sia come sparare sulla croce rossa, troppo palesi gli errori commessi troppo chiaro tutto. O quasi.
    Si perché sulla plancia della Concordia quella sera di Schettino ve ne erano tanti o in tanti hanno seguito passivamente l’errore del piu’ alto in grado senza dire nulla .
    Come ha funzionato quella sera la catena di comando ? Cosa prevedono gli standard della compagnia Costa in casi come questo? visto che questo tipo di navigazione scellerata era prevista dall armatore , quante altre volte si sono sfiorate tragedie simili in passato? Forse sarebbe bene interrogarsi anche su questi aspetti della vicenda , per evitare che simili tragedie si ripetano, anziché aspettare giustizia,che e’ giusto che arrivi, per un uomo che ha già abbondantemente compromesso vita e carriera .

  3. Mi piacerebbe sapere la rotta e la manovra che ha condotto la nave, dopo l’impatto, sul punto in cui si è arenata.

    • gentile Pierluigi,
      vada a rileggersi le nostre news sull’argomento (basta che digiti Costa Concordia nel database del menu in alto a destra), troverà tutto ciò che le serve.

      Un saluto

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