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Venezia- Per Lamberto Cesari, prodiere esperto di multiscafi e plurivincitore nella classe Formula 18 con Vittorio Bissaro, la giornata di ieri è stata quella dei sogni di bambino. Partecipare a una delle regate disputate ieri a Bacino San Marco, come sesto uomo a bordo di Emirates Team New Zealand, equivaleva per lui a quello che un derivista puro avrebbe provato dopo una regata seduto accanto a Ben Ainslie. Più o meno quello che un giovane appassionato di moto avrebbe provato un giorno stando seduto sulla moto di Valentino Rossi.

Lamberto Cesari sulla poppa di ETNZL

Dopo aver vissuto personalmente l’esperienza a bordo degli AC45 di Artemis e Luna Rossa, con una formazione monoscafistica, ci interessava molto sapere le sensazioni provate da chi invece era tecnicamente cresciuto sui multiscafi. Per cui ecco le risposte di Lamberto Cesari (il loro sito è www.bissaro-cesari.it)
alle nostre domande tecniche sul tema:

FVN Come ha visto gli AC45 con gli occhi del velista esperto di multiscafi?

Lamberto Cesari E’ scontato dire che ero doppiamente emozionato: era la prima volta che vedevo un team professionista (tra l’altro affiatato come i ragazzi di Emirates Team New Zealand) muoversi su un cat: mi interessava tutto ciò che in qualche modo sarebbe stato riproducibile su un Formula 18, e ovviamente ero affascinato dal funzionamento dell’ala. Mi ha stupito come la regolazione fosse “poco scientifica” e molto a feeling, esattamente come vengono regolate le rande normali. Ma mi sembra di aver capito che sugli AC72 saranno regolate più numericamente. E mi ha anche stupito che lavorassero abbastanza poco sullo “svergolamento” (i tre flap posteriori) e sulla “pancia” (l’angolo tra le due grandi metà dell’ala) durante la bolina. L’unica regolazione era l’angolo di incidenza dell’ala, assimilabile al carrello della randa come idea.
A livello di conduzione è esattamente come un Formula 18 ma più grande, più veloce in andatura e lento in manovra. Anche l’equipaggio (chi non deve anticipare la manovra per regolazioni varie) si muove con gli stessi tempismi dei cat più piccoli, rimanendo sulle vecchie mure il più possibile e poi correndo velocemente su quelle nuove.

FVN Che particolarità tecniche ha notato sull’ala rispetto a una vela convenzionale?
LC Le differenze sono apparentemente molte, e il mio interesse era doppio perché a breve dovrò imparare a “usare” un’ala io stesso sul classe C di Challenge Italia (www.challengeitalia.it). In realtà quello che mi ha colpito è stato quanto simile sia nel trimming a una randa tradizionale. Anzi, penso che osservare il movimento dell’ala sia molto “didattico”, aiuta a capire cosa effettivamente noi vogliamo nel momento in cui tocchiamo le varie regolazioni della randa (scotta, base, vang, cunningham, crocette…)

FVN Dal punto di vista fisico come ti sono sembrati?
LC Faticosissime… Io sono salito la terza prova e si vedeva che i ragazzi erano stremati. Il campo di Venezia in bacino poi è micidiale: molte più virate e strambate del solito. Mi ha fatto impressione come anche per il timoniere sia impegnativa: al lasco sembra un laserista, gestisce con una mano timone e scotta e con l’ altra gira il winch.

FVN Regatare a San Marco, che emozione è stata?
LC Incredibile. Per un ragazzo come me poi, che ha fatto i suoi primi bordi in cat otto anno fa proprio in quelle acque allenato da Alberto Sonino (l’uomo che ha portato l’AC a Venezia), e che da allora ha il sogno di entrare in piazza San Marco con un Hobie 16, ieri è stato il giorno in cui ci sono arrivato più vicino… alla Piazza.

FVN Tattica di regata, quanto si avvicina ai cat tradizionali?
LC Molto. A parte per il discorso dei confini virtuali del campo che li obbliga a fare più virate del dovuto, il rapporto di velocità andatura/virata è più o meno lo stesso, e quello determina una tattica molto simile. Questo l’ho notato particolarmente il primo giorno in mare, quando si muovevano più “liberamente” che in bacino.

Lamberto Cesari sorride (e ci crediamo...) sull'AC45 kiwi

 

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