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Venezia- Chi ha vinto le AC World Series di Venezia? La Serenissima, prima di tutto, che ha saputo organizzare un magnifico evento, con decine di migliaia di persone a terra e centinaia di barche in acqua, ponendosi in deciso credito rispetto all’America’s Cup. Una prova di maturità superata a pieni voti in uno scenario che già si sapeva magnifico ma che si è trasformato in uno splendido spot per la vela e, perché no, anche per l’Italia dopo periodi non proprio felici.

Energy Team vince a Venezia. Foto Borlenghi/Luna Rossa
Luna Rossa Swordfish lungo una Riva degli Schiavoni affollata di pubblico. Foto Max Ranchi

Energy Team poi, e il suo skipper Loick Peyron più di tutto, autentico istrione della vela transalpina che ha dimostrato grandi doti al timone degli AC45. Il team francese è l’unico che ha ancora qualche chance di aggiungersi ai quattro grandi per la Coppa vera e propria che si disputerà con gli AC72 a San Francisco nell’estate 2013.

Loick Peyron esulta per la vittoria a Venezia. Foto Martin Raget

Luna Rossa, che nonostante i cattivi risultati nella prova finale a punteggio maggiorato, ha ancche a Venezia dimostrato una solida struttura di team e un appeal notevolissimo per il pubblico, che l’ha acclamata in ogni situazione utile, trafsormando Max Sirena, Francesco Bruni e gli altri lunarossiani in autentiche star.

Tifosi di Luna Rossa inneggiano a Francesco Bruni e a Piranha. Foto Borlenghi

La Compagnia della Vela e il suo presidente nonché sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, che hanno saputo coadiuvare al meglio l’organizzazione ACEA/ACRM, candidandosi anche a ruoli superiori per le prossime ACWS della primavera 2013. Complimenti anche ad Alberto Sonino, delegato del sindaco per l’evento.

Artemis, che ha vinto ancora la parte a match race dell’evento dopo esserci riuscita già a Napoli. Gli Ac45 che si dimostrano scafi dal grande appeal nel pubblico e nei giovani, soprattutto per la notevole richiesta “fisico-atletica” richiesta ai velisti.

Per la Coppa America, tutti ripetono ciò che è logico, ovvero che la partita si giocherà sugli AC72, in cui pare che le variabili legate alla loro gestione stiano prevalendo su quelle della pura velocità teorica. Inutile fare barche avveniristiche e velocissime, ripetono gli addetti ai lavori, se poi si rischia di romperle o non riuscire a gestirle nel vento forte e nell’onda corda della Baia di San Francisco.

A vincere è stata la Coppa America stessa, non quella di Oracle o di qualcun’altro intendiamo quanto “la Coppa” stessa che, almeno qui in Italia, continua ad avere un appeal notevole sul pubblico sia specialistico, che magari storce un po’ il naso per il formato ma che alla fine la segue eccome, sia generalista, che alla vista di qualunque cosa sia Coppa non tarda a entusiasmarsi.

L’immagine degli AC45 nel Bacino San Marco e all’Arsenale resterà nella storia della vela. Venezia ha vinto la sua scommessa e merita applausi.

La Festa della Sensa, lo "sposalizio del mare di Venezia", ha accompagnato questa mattina l'inizio della giornata finale degli AC45. Foto Borlenghi/Luna Rossa

La regata finale

Confermandosi in un grande momento di forma, l’equipaggio di Energy Team si è imposto nella settima e decisiva prova dell’AC World Series di Venezia e ha fatto suo il successo assoluto nella serie di flotta valida ai fini del circuito di avvicinamento all’America’s Cup.  “Credo che la nostra arma in più sia stato il vento leggero – ha raccontato Loick Peyron una volta a terra – Le regate come quella di oggi mi sono sempre piaciute, perché sono soggette a continui rimescolamenti e perché per imporsi bisogna essere attenti e coraggiosi. Verso la fine la pressione ha toccato livelli molto alti, un dettaglio che ha reso tutto ancor più emozionante. E’ un grande successo per noi. Siamo un team piccolo e mi auguro che sia solo l’inizio di qualcosa di importante”.

A rendere la regata odierna estremamente complicata sono state le condizioni di vento leggerissimo che hanno interessato il bacino di San Marco, preso d’assalto da oltre ottantamila persone e da una miriade di imbarcazioni di ogni genere. In una situazione del genere, ad avere la meglio sono stati i team che prima degli altri hanno avuto modo di sfruttare le raffiche più marcate.

La regata decisiva si è risolta nelle battute iniziali, quando Loick Peyron ha trovato il varco giusto per superare Emirates Team New Zealand e lanciarsi con una progressione lenta ma costante verso Riva degli Schiavoni, mentre alle sue spalle gli avversari si ostacolavano tra loro. L’unico a tentare di tenere il passo dell’AC45 francese è stato l’equipaggio di ORACLE TEAM USA Spithill con i suoi caschi griffati Red Bull. Staccato di oltre quattrocento metri da Energy Team, James Spithill non si è dato per vinto e grazie alle chiamate di John Kostecki ha tentato sino all’ultimo di riaprire le sorti della regata. Un tentativo che ha visto l’AC45 statunitense recuperare buona parte del distacco, sino a presentarsi a poche lunghezze dall’arrivo in ritardo di un paio di lunghezze. Peyron non ha perso la concentrazione e nonostante il ritorno dell’avversario ha gestito la situazione al meglio tagliando la linea di arrivo con una manciata di secondi di vantaggio.

Il video

A differenza dei battistrada, il resto della flotta ha faticato a scappare dalle zone di piatta totale che hanno punteggiato il bacino di San Marco. In più di un’occasione si sono registrati contatti tra gli AC45, trasportati più dalla corrente che dal vento. A conquistare la terza piazza è stato un solido Artemis Racing, protagonista di un duello a tutto campo con Emirates Team New Zealand. Per gli altri, attardati in alcuni casi di oltre venti minuti, lo scadere del tempo limite è giunto prima della linea di arrivo. Al Comitato di Regata non è restato altro da fare che dichiarare chiusi i giochi e rispedire gli equipaggi verso l’Arsenale, dove si è svolta la cerimonia di premiazione.

Una fase della regata di oggi. Foto Martin Raget


Una sorte toccata a entrambi gli AC45 di Luna Rossa, protagonisti di una prova sfortunata: “Purtroppo il distacco dell’ultima regata ha condizionato la nostra posizione – ha commentato lo skipper Max Sirena – Rimane per noi la soddisfazione di aver regatato bene con ambedue le imbarcazioni, a un solo punto dal leader della classifica provvisoria sino all’ultima prova, constatando così di essere competitivi”.

Nel corso del primo pomeriggio, Artemis Racing ha superato Luna Rossa Piranha nella finale dell’evento di match race, conquistando il secondo successo consecutivo nell’uno contro uno dopo quello di Napoli. La regata si è decisa nelle fasi di pre-partenza, quando Terry Hutchinson ha rubato il tempo a Chris Draper, anticipandolo di un paio di lunghezze già al momento dell’uscita dal box di partenza.

“E’ davvero un bel modo di festeggiare il compleanno – ha spiegato un soddisfatto Terry Hutchinson – I ragazzi sono stati fantastici e il livello della competizione elevatissimo”.

L’evento conclusivo dell’AC World Series 2011-2012 si svolgerà a Newport, in Rhode Island, tra il 26 giugno e il primo luglio prossimi.

AC World Series Venezia – Regate di flotta
1.    Energy Team, 74 punti
2.    ORACLE TEAM USA Spithill, 58 punti
3.    Emirates Team New Zealand, 54 punti
4.    Artemis Racing, 52 punti
5.    Luna Rossa Piranha, 43 punti
6.    Luna Rossa Swordfish, 43 punti
7.    Team Korea, 37 punti
8.    ORACLE TEAM USA Bundock, 22 punti
9.    China Team, 18 punti

AC World Series Venezia – Match race
Finale: Artemis Racing batte Luna Rossa Piranha 1-0
1.    Artemis Racing
2.    Luna Rossa-Piranha
3.    ORACLE TEAM USA Spithill
4.    Energy Team
5.    Emirates Team New Zealand
6.    Team Korea
7.    Luna Rossa Swordfish
8.    ORACLE TEAM USA Bundock
9.    China Team

Gli sconfitti nelle semifinali e nei quarti sono stati classificati dal terzo al nono posto nell’evento di match race così come stabilito dalle Istruzioni di Regata.

Ricordiamo che le ACWS non hanno alcun valore ai fini della Louis Vuitton Cup e dell’America’s Cup 34 in programma nell’estate 2013.
www.americascup.com

La foto gallery di Carlo Borlenghi:

1 COMMENT

  1. Un grazie enorme ad Alberto Sonino, colui che ha reso possibile l’impossibile: messo d’accordo istituzioni, commercianti, città di Venezia per chiudere il bacino per le regate e ha mostrato a tutto il mondo le bellezze dell’Arsenale..chapeau

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