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Valencia, Spagna- Paul Cayard parla della rottura dell’ala di Artemis in un’interessante intervista a vSail.info. Il CEO di Artemis specifica come l’ala si sia rotta in un solo pezzo, in una giornata con 13 nodi di vento e mare piatto, cadendo praticamemte sopra il trimarano ORMA modificato con cui il challenger of record si sta allenando nella sue base segreta di Sagunto, poco a nord di Valencia.

Quindi l’ala, secondo quanto dichiarato da Cayard, è collassata “solo” in un punto, però il fatto che abbiano bisogno di addirittura 4-5 mesi per la riparazione, passando quindi da primi a ultimi per la messa in acqua dell’AC72, indicherebbe che si è trattato di un difetto di costruzione generalizzato. E non possono neanche buttare via la struttura, perché secondo il Protocollo ne possono fare solo tre in tutto, quindi sono obbligati a recuperarla.

Paul Cayard. Foto Sander van der Borch/Artemis Racing

Dalle risposte di Cayard a Pierre Orphanidis, apprendiamo che Artemis aveva già fatto 12 uscite con l’ala, certamente un bel vantaggio quindi se fosse durato.
Cayard rivela poi che l’ala di Artemis ha anche il twist sull’elemento anteriore, cioè la struttura portante non è a forma di “D” a vista, ma è una trave interna attorno alla quale ruota una carenatura. È la soluzione dei Classe C moderni ed è particolarmente vantaggiosa in presenza di vele di prua, ma solo Juan Kouyoumdjian poteva pensare di introdurla su queste dimensioni e da subito.

L'ala AC72 di Artemis nel giorno del suo debutto a Sagunto. Foto Sander van der Borch/Artemis Racing

Cayard specifica anche che Artemis ha navigato con l’ala anche con 25 nodi di vento e più di un metro d’onda, “condizioni superiori a quellemedie della Baia di San Francisco”.

Interessante, poi, l’osservazione di Cayard che specifica come il terreno vergine rappresentato dagli AC72, e dalle problematiche legate alla loro gestione, rendeva verosimile un incidente come quello che è successo: “Siamo stati il primo team a navigare con un’ala di AC72”, dice Cayard, “e siamo stati i primi a sperimentare questo tipo d’incidente… Sono abbastanza sicuro che non saremo gli ultimi. Potremo guardare indietro a questa faccenda e dire: “Wow, siamo stati super fortunati… abbiamo imparato tutto questo nel maggio 2012, è stato un fatto determinante che ha cambiato il modo con cui costruiamo le nostre ali”.

In coda all’intervista si apprende come Artemis abbia inoltrato un’altra richiesta alla Giuria Internazionale della 34AC sulla sinergia, contestata dal challenger of record, tra Emirates Team New Zealand e Luna Rossa.

Paul Cayard ha parlato dell’incidente anche con Bob Fisher, decano dei giornalisti velici, che ne scrive su SailWorld.

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2 COMMENTS

  1. C’è da sperare che facciano tesoro di questo incidente, anche se i tempi per rimediare sono molto stretti. A San Francisco il vento è in genere sostenuto, sarebbe un brutto colpo per l’America’s Cup se episodi del genere si ripetessero…

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