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Brindisi- Il colpo d’occhio è dei più suggestivi. Mentre si sta percorrendo Corso Garibaldi, la strada principale piena di negozi aperti e palme ai lati, dai tetti delle case si vedono spuntare piano piano gli alberi delle barche a vela ormeggiate lungo la banchina del Seno di Levante, uno dei rami del porto di Brindisi. Sono solamente alcune delle 137 imbarcazioni che prenderanno parte alla XXVII edizione della Brindisi-Corfù, la regata su un percorso di 120 miglia che ogni anno fa registrare un numero crescente di partecipanti. Tanto che, a poche ore dalla partenza prevista per domani 13 giugno, Livio Georgevich, il presidente del Circolo Vela Brindisi, organizzatore della manifestazione, si lascia andare a una battuta: “Sufficienti 137 barche? Non me le aspettavo, ma mai dire mai. Abbiamo tempo fino a domani mattina. E chissà che non se ne aggiungano delle altre”.

Le procedure di partenza inizieranno alle ore 13 davanti all’imboccatura del porto esterno del capoluogo salentino. A partire per primi saranno i Maxi, seguiti dalle altre categorie, tra cui Multiscafi e ORC. La linea di arrivo sarà posizionata davanti al porticciolo di Kassiopi, nel nord-est dell’isola greca. Secondo le stime degli organizzatori le prime imbarcazioni sono attese per le prime luci dell’alba. A detenere ancora il record della traversata del Canale d’Otranto è Paolo Montefusco che nel 2005 a bordo di Pegaso impiegò 8h 7m 6s.

La vista suggestiva dal Monumento al Marinaio d'Italia del porto di Brindisi, Seno di Levante. saranno 137 gli equipaggi che a partire dalle 13 di domani si affronteranno in regata sulle circa 130 miglia previste Credit: Fabio Taccola

È mezzogiorno quando iniziamo a percorrere viale Regina Margherita. Sono ore calde nonostante il vento intenso che soffia da SSO. Il termometro fuori segna 33 gradi e sono poche le persone che si incontrano sul lungomare. Qualche curioso si sofferma a osservare le imbarcazioni, altri scattano quasi timidamente delle fotografie, altri ancora chiacchierano sorseggiando una bibita ghiacciata. C’è una calma apparente. Sono pochi i velisti che controllano le attrezzature, eseguendo lavori di manutenzione. Come ci confessa qualcuno, un po’ è per il caldo, un po’ è per l’approssimarsi dell’ora di pranzo. Tutti, però, sono concordi nel dire che il più è fatto e le barche hanno avuto l’intera stagione invernale per essere collaudate.

Uno scorcio delle banchine affollate lungo il Seno di Levante

Di tutti i team incontrati, solamente il Farr 80 Drake Passage di Vincenzo Pirato e Alberto Leghissa stava levando gli ormeggi per allenarsi un paio d’ore e rodare equipaggio e attrezzature.

Il Farr 80 Drake Passage inizia le manovre per uscire dal porto e allenarsi un paio d'ore in vista della regata.

Oltre alla bandiera italiana che sventola sullo specchio di poppa della maggior parte dei cruiser, se ne scorgono alcune di altri Paesi, una conferma ulteriore del richiamo internazionale della manifestazione. Perché, come fanno sapere dal comitato organizzatore, oltre ai più tradizionali equipaggi provenienti da Montenegro, Grecia, Serbia e Russia, se ne aggiungono altri di origine olandese, tedesca (in particolare padre e figlio che parteciperanno alla Brindisi-Corfù per due), inglese e francese.

A un certo punto ecco un Elan 350, con tutte donne a bordo. Un equipaggio al femminile di nazionalità israeliana. La skipper, Sharon Searay, mi racconta che il loro team si è affiatato in 9 anni di regate. “Abbiamo deciso di iscriverci alla Brindi-Corfù – spiega l’armatore – perché con il nostro Elan stiamo  partecipando a tutte le regate che dalla Slovenia gradualmente segneranno il nostro ritorno in Israele”. E la loro priorità sarà divertirsi.

Momenti di relax per i team. Chi chiacchiera, chi mangia o chi, semplicemente, si riposa sotto un tendalino per proteggersi dal sole. In primo piano l'equipaggio tutto al femminile di Elan is, l''Elan 350 battente bandiera israeliana

Parlando con l’armatore di Obelix, un Bavaria 46, si capisce lo spirito goliardico che anima la barca. Marco Vonghia è intento ad aiutare un suo amico a mettere a posto il paterazzo di un Grand Soleil 37 e i due cominciano a scherzare e far battute. “Nessuna donna a bordo – dicono – perché porterebbe via la concentrazione dell’equipaggio”. “Poi il bello di questa competizione è che segna per noi velisti un po’ intirizziti dal freddo inverno, la ripresa della navigazione all’insegna del sole”, concludono. Non sono infatti pochi gli armatori che decidono, alla fine della regata, di lasciare la propria barca a vela a Corfù per organizzare successivamente una crociera per i mari e le isole della Grecia.

Lungo la banchina gli equipaggi effettuano le operazioni di check dell'attrezzatura. In questo caso si sta controllando la tenuta del paterazzo su un Grand Soleil 37

Ma non mancano gli armatori più agguerriti, di sicuro la maggioranza. Come Nicola Ruccia sul suo Idriv, un Elan 45 che a novembre parteciperà alla nuova edizione dell’ARC, la transatlantica da Las Palmas, Canarie, a Saint Lucia, Caraibi. “Ho telefonato al progettista Rob Humphreys perché dovevo migliorare le prestazioni delle pale del timone e del punto di mura del fiocco, che abbiamo portato altezza tuga grazie a dei barber”.

Al momento le previsioni meteo indicano una Tramontana che dovrebbe attestarsi sui 12 nodi nelle fasi di partenza per poi aumentare gradatamente fino a toccare i 20-25 nodi, anche se non mancheranno, in prossimità delle isole, zone di bonaccia e salti di vento. “L’Elan sa esprimere il meglio di sé nelle andature portanti e queste previsioni meteo sono un buon auspicio per fare bene la nostra regata”.

Su Best Love, un Bavaria 42 Match, regata invece Marco Navazio, che dal 1998 partecipa alla Brindisi-Corfù. “In genere – mi racconta lo skipper – ho sempre portato con me gli allievi dei miei corsi di vela, peccato però che per quast’anno non abbia potuto. Cosa mi affascina di più dell’evento? La traversata, la notte e le stelle, la piatta in mezzo alle isole”. E tiene poi subito a precisare l’importanza delle dotazioni di sicurezza e delle procedure di emergenza: “Metto molta cura nel preparare l’equipaggio, che è composto spesso da neofiti, a gestire situazioni di emergenza, proprio come se io non ci fossi o come se fossi io a essere caduto in mare o a sentirmi male”.

My Best Love, un Bavaria 42 Match

A bordo di Moonshine, il noto Cori 52, c’è un clima di festa. L’equipaggio si sta per sedere a tavola a gustare un’insalata di aragosta (appena pescata, come tiene a dire Antonio De Filippo, lo chef di bordo) e del prosciutto. A bordo ci sono degli ospiti. L’armatore Edo Ziccarelli, uno dei favoriti per il primo posto, conosce molto bene questa regata. “Non è la prima volta che vi partecipiamo e siamo sicuri di poter dire la nostra se dovesse soffiare Maestrale”. Dopo questa competizione, saranno altri trofei ad attendere l’equipaggio di Moonlight, come la Fuxia Race che si terrà il 7 e 8 luglio a Pesaro, e la Barcolana.

L'equipaggio di Moonlight si prepara a pranzare in un clima di festa. Come ha scherzato anche lo stesso armatore, un buon piatto da gustare è il modo migliore per prepararsi alla regata

Altro favorito della Brindisi-Corfù è chi queste acque le conosce molto bene, ovvero l’olimpionico Paolo Montefusco. A bordo di Idrusa, Farr 80, dovrà difendere il primo posto dello scorso anno. La prima novità di quest’anno è la scelta dello skipper di imbarcare alcuni neofiti che saranno affiancati dai professionisti nella conduzione e nelle manovre. Così Paolo Montefusco spiega la decisione: “Insieme a Sanofi, gruppo farmaceutico, abbiamo attivato dei corsi di formazione per i suoi dipendenti che con noi hanno fatto delle uscite. E questo evento rappresenta l’ultima tappa del loro percorso velico ed educativo nello spirito del team buiding”.

Il Farr 80 Idrusa, vincitore della passate edizione della Brindisi-Corfù
Alle spalle di Idrusa la San Marco, la nave della Marina Militare Italiana

Lo skipper di Idrusa ha poi affermato di essere un po’ preoccupato per le condizioni meteo che dovrà affrontare: “Salti di vento, rotazioni, sbalzi di pressione e zone piatte caratterizzeranno la prova. Dunque un grande quiz. Per di più le barche sono salite come numero e come preparazione. Sarà sicuramente una regata molto tecnica e difficilmente prevedibile”. E sciogliere tutti questi nodi legati al tempo spetterà come compito al tattico Giuseppe Miglietta.

Vista del Seno di Ponente, dove sono ormeggiati i Maxi

Alle 19 si è svolta la presentazione della Brindisi-Corfù. A seguire aperitivo e fuochi d’artificio. Poco prima dell’intervento, il presidente del circolo organizzatore, Livio Georgevich ha rilasciato questa intervista a Farevelanet.

Qual è la chiave del successo di questa competizione in un momento così delicato per la nautica?
Credo che i motivi siano diversi. Intanto è un tipo di regata che piace perché non richiede barche tecnologiche e vele superperformanti, equipaggi professionisti. Sono amici che si mettono in barca e fanno la regata. Ovviamente ci sono anche le classi dell’ORC e dei Maxi, ma c’è un po’ di tutto. Questo credi che accontenti un gran ventaglio di regatanti che, messi insieme, permettono questi numeri.

Molti gli equipaggi stranieri…
C’è stato quest’anno un cambiamento. Il ventaglio di nazioni partecipanti si è allargato moltissimo. Stranamente si sono ridotti montenegrini e serbi perché lì la crisi si è sentita. Sono però compensati da tutti questi altri.

Quali sono gli aspetti più difficili, anche organizzativi, nel mettere in piedi una manifestazione che conta un così vasto numero di barche iscritte
Complica la vita il carattere degli italiani che sono disorganizzati e fanno tutto all’ultimo minuto. Per esempio, stamani sono arrivate due barche, si sono presentate volendo far la regata. Le cose sono due: o li butti tutti a mare o sorridi e ti adegui. E forse anche questo è uno dei segreti della regata: sono tutti ben accolti con il sorriso.

Quindi fino al segnale di partenza temete “intrusi”?
Le rispondo con un esempio: abbiamo informazione che c’è una barca ormeggiata al porticciolo e non ancora iscritta che parteciperà. Voglio vedere quanto prima della partenza si vorrà iscrivere.

Qual è la grande novità di questa edizione?
Quest’anno lo sforzo maggiore del circolo è stato dotare tutte le imbarcazioni del live tracking, per noi un’avventura tecnologica.

www.circolovelabrindisi.it

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