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Lorient, Francia- Di Giancarlo Pedote ci piace soprattutto la capacità di mettersi in gioco e di puntare alle vere sfide. Nel suo caso, si tratta della vela in solitario, della course au large per dirla alla francese. E proprio per imparare dai migliori nel settore, i francesi appunto, che questo 36enne velista fiorentino, si è trasferito a Lorient, dove ha preso casa insieme alla moglie Stefania a Larmor Plage, e ha dato fondo a tutti i suoi risparmi per comprare il prototipo di punta degli ultimi anni, quel mini “simil scow senza prua” che con David Raison ha vinto l’ultima edizione della Transat 650. Grazie allo sponsor Prysmian ora è ITA 747, e con lui Pedote punta deciso alla Transat 650 del 2013. L’obiettivo è quello di lottare per la vittoria, e non potrebbe essere altrimenti visto che Pedote alla Transat un quarto posto l’ha già ottenuto nel 2009, miglior risultato di sempre per un velista italiano. Allora fu nei serie, con Prysmian ITA ITA 626, questa volta Pedote regaterà nei proto, contro i migliori della classe, a bordo appunto del 747.

Giancarlo Pedote all'interno del suo Mini 650 ITA 747 tutto nero di carbonio. Foto Tognozzi

Questo fiorentino laureato in filosofia e arrivato alla vela dal windurf facendo l’istruttore a Follonica (che, con la locale Lega Navale Italiana, è ancora il suo circolo), ha le idee chiare. “La mia vocazione”, dice, “è la regata in solitario, mi piace perché mi consente di confrontarmi con tutti gli aspetti della navigazione e della regata, dal meteo alla costruzione e allo sviluppo delle vele”. In più, e questo è un aspetto che nella vela italiana purtroppo a volte latita, ama mettersi in gioco, accettare le vere sfide, con il rischio di prendere qualche batosta, certo, ma anche con la certezza di imparare molto e di crescere, cosa che appunto in questi ultimi due anni Pedote, reduce anche da una formativa stagione Figarò nel 2011, sta facendo e bene.

La nostra videointervista con Giancarlo Pedote a Lorient, con i dettagli del proto ITA 747:

In questo 2012, Pedote ha già navigato egregiamente vincendo la regata da La Trinite a Plymouth e finendo terzo al Mini Fastnet. E’ secondo nel ranking mondiale dei Mini 650 categoria Proto. Nomi che solo a pronunciarli fanno capire di cosa si sta parlando: La Trinite sur Mer, Fastnet, Lorient, Plymouth, praticamente la culla della vela oceanica internazionale. Ed è questo ambiente, tutto bretone nella tempra ma assai aperto internazionalmete, che ha adottato Pedote. Proprio qui a Lorient, negli spazi dedicati ai Mini 650 nell’enorme e imprendibile base dei sottomarini tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, che Pedote si allena con i migliori della classe, prova nuove soluzioni, cura e perfeziona il suo prototipo, scambia esperienze. “Dai migliori bisogna rubare con gli occhi”, ci racconta, “e l’interscambio e la voglia di migliorare insieme è continua. Poi alla fine sarà solo uno a vincere ed è giusto così. A me non piacciono le scorciatoie e so che per migliorare e provare a vincere questa è l’unica strada. Spesso viene quassù anche il mio amico e collega di classe Luca Del Zozzo, che tiene qui il suo Mini”. Parole sacrosante per una vela italiana che deve tornare a pensare in grande anche in oceano.

Pedote sotto la prua "scow" di ITA 747, progetto di David Raison vincitore della Transat 650 2011

A Lorient ferve l’attività della Volvo Ocean Race. Mentre chiacchieriamo al bar La Base, il ritrovo di tutti i velisti locali, passano Franck Cammas, Ken Read, Iker Martinez, Thomas Coville, Chris Nicholson, Mike Sanderson, alcune dei grandi del giro del mondo e della vela oceanica. Bello pensare che anche l’Italia potrebbe esserci un giorno. La garanzia migliore sarebbe continuare a vedere ragazzi che come Pedote si danno da fare per migliorare un’idea e un progetto. “I primi anni sul Mini”, racconta con entusiasmo Pedote, “dormivo in barca per risparmiare, tutto ciò che guadagnavo nell’altura veniva investito per costruire questo progetto. Poi lo sponsor Prysmian che mi ha iniziato a supportare, i due libri con Mursia (Il Manuale del Velista e Il Manuale dello Skipper, Ndr) in cui non potevo fare errori. Ora ho dato fondo ai miei risparmi per comprare il 747, lo sponsor mi copre in tutta la gestione ma è qui che voglio e devo essere, perché qui sono i migliori”.

La visita alla barca ci ha impressionato per i particolari e l’attenzione della costruzione. “Raison ci ha messo due anni”, spiega Pedote, “ma i risultati si vedono”. In effetti tutto è portato al minimo o al massimo di stazza. Fa un po’ impressione camminare in alcune parti della coperta e sentire il piede affondare leggermente sul carbonio che flette. “Lì non è previsto camminarci…”, scherza il velista fiorentino”. Anche la classe Mini è cambiata. Come i Figarò 2 e i Class 40 questa è la palestra per la course au large, per i grandi Imoca 60. Andrea Mura, Giancarlo Pedote, chissà magari anche Marco Nannini e altri che ne seguiranno. La vela italiana sta crescendo, lì dove conta davvero, anche in oceano.

L’impegno principale del 2012 è la regata in solitario Les Sables-Azzorre, 1.200 miglia fino a Horta e altrettante al ritorno. Si parte il 29 luglio e ci saranno tutti i migliori. Dopo la Transat 650 ci sono altri pensieri e progetti, alcuni molto importanti. Li seguiremo tutti, con la certezza che FareVela aiuterà sempre chiunque abbia l’ambizione e la voglia di accettare le vere sfide, da un Laser olimpico a un piccolo ma ipertecnologico Mini al più grande dei maxi.

Le linee d'acqua di ITA 747. Nell'intervista Pedote ci spiega i dettagli tecnici più importanti del suo mini
Il piano velico di ITA 747 ha albero rotante e abbattibile su un lato di qualche grado, come i grandi multi oceanici

Pedote e Prysmian in regata al Mini Fastnet 2012:

www.giancarlopedote.it

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