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Galway, Irlanda- L’importanza assoluta di una vittoria come quella ottenuta da Groupama è sintetizzata dalle parole del suo skipper, Franck Cammas: “E’ incredibile, è sempre stato il mio sogno partecipare a questa regata, il primo libro che ho letto era sulla Whitbread. Non mi rendo ancora conto. Credo sia la cosa migliore che ho fatto finora, non ci sono dubbi. E’ la regata più lunga e più dura da vincere. Abbiamo iniziato male ma siamo cresciuti”. In effetti, il successo del team francese ha dell’incredibile: vincere alla prima partecipazione la Volvo Ocean Race, migliorare tappa dopo tappa rimediando anche un disalberamento, sviluppare una velocità ottima mediamente ed eccezionale nei laschi stretti/traversi con vento forte, che statisticamente costituiscono la maggioranza delle andature, gestire un gruppo cosmopolita che unisce il meglio della course au large francese a uomini esperti della regata oceanica in equipaggio. A Groupama e a suo skipper è riuscito tutto questo. D’obbligo quindi, per noi dedicare un approfondimento al team verde-rosso.

Groupama 4, vincitrice della Volvo Ocean Race 2011-2012. Foto Todd

Il team

Forte di un’esperienza eccezionale nella vela oceanica in multiscafo e in solitario, Groupama sa molto bene di cosa si parla quando si tratta di course au large. La sua base nella Cite de la Voile Eric Tabarly a Lorient, che abbiamo visitato nello scorso week end, è degna di un top team di America’s Cup.Il suo modo di approcciare le nuove sfide è perfetto e basato sull’umiltà e la voglia di imparare. “Siamo venuti qui per imparare questa nuova disciplina per noi che è la regata intorno al mondo in equipaggio”, aveva detto Franck Cammas alla partenza da Alicante… “Pare che lei sia decisamente uno che impara in fretta”, gli abbiamo chiesto a Lorient. La sua risposta è stata chiara: “Abbiamo ancora cose da imparare, questo è un gioco dove ogni giorno si apprende qualcosa di nuovo ed è impossibile fare la regata perfetta. La Volvo Ocean Race ti porta a contatto con i team migliori al mondo, ognuno cerca di superarsi ed è per questo che devi sempre migliorare”.

Esulta Thomas Coville, uno degli uomini chiave del sailing team

Il team è costruito con una solida base francese di campioni della vela oceanica, dove Franck Cammas si è circondato di un ottimo marinaio come Thomas Coville, tra i grandi della vela in solitario sui multi oceanici e anche lui velista umile. Sempre il primo a salire in barca e l’ultimo a scendere, come solo i veri campioni sanno fare. Di un navigatore esperto come Jean Luc Nelias. Di un altro specialista come Charles Caudrelier. A questa base è stato aggiunto un gruppo di specialisti della Volvo Ocean Race, capitanato dall’irlandese (ma con casa a Lorient) Damian Foxall, veterano di quattro giri del mondo e vincitore della Barcelona World Race nochè titolare a suo tempo del Trofeo Jules Verne. Vi sono poi tosti e giovani marinai nordici come Martin Krite e Martin Stromberg, l’altro under 30 francese Erwan Israeli, cresciuto sui Figarò e nel Tour de France a la Voile, l’australiano Phil Marmer e il prodiere neozelandese Brad Marsh, anche lui 29enne. Nell’ultima tappa ha regatato a bordo anche Laurent Pages, membro del performance team e capo del programma vele.

Un lusso anche il mediaman, Yann Riou, un tipo capace di vincere tre MiniFastnet come velista.

Lo skipper, Franck Cammas

I grandi hanno sempre le stesse caratteristiche: ambizione, umiltà, voglia di misurarsi nelle vere sfide, capacità di gestione, carisma e voglia d’imparare. Franck Cammas, 39 anni nato ad Aix-en-Provence e cresciuto velisticamente a Marsiglia, che campione lo era già avendo vinto la Route du Rhum del 2010 (che per un velista francese è un po’ come vincere il Mondiale di calcio), detenuto il Trofeo Jules Verne e vinto tre edizioni della Jacques Vabre, ha ora vinto il giro del mondo “anglosassone”, quello che come lui stesso dichiara era il suo sogno di bambino.

Franck Cammas festeggiato all'arrivo a Galway. Foto Todd
Cammas al timone nell'ultima tappa. Sullo sfondo si nota Banque Populaire V. Foto Riou

Parlando con Cammas si percepisce l’estrema attenzione ai particolari, la voglia di imparare da chi questa regata l’aveva già fatta e più di tutto crediamo valgano le parole di un altro veterano, Ken Read di Puma, secondo nel 2009 e terzo quest’anno: “Tutto il credito del mondo. Sono veloci, sono intelligenti, una combinazione letale. Gli dò così tanto credito anche perché hanno iniziato questa regata con molto da imparare e mettere a punto, soprattutto con aria leggera. Sono migliorati molto, in un modo che non ho mai visto fare a nessuno in passato. Li ho conosciuti meglio, come persone e come avversari, e voglio far loro tutti i complimenti possibili, se li meritano”. Alla vigilia delle prime Inport Race Cammas dichiarava apertamente di non aver mai timonato un monoscafo in un percorso tra le boe, ebbene anche qui ha imparato in fretta vista la serie 1-2-1-1 nelle ultime 4 regate Inport. Tra le sue prossime sfide anche la campagna olimpica per Rio 2016 sul cat misto Nacra 17.

La barca

Con Groupama 4 Juan Kouyoumdjian vince la terza edizione consecutiva della Volvo Ocean Race. Il geniale progettista argentino ha preso decisamente male la scelta del management VOR di affidare allo Studio Farr la progettazione del nuovo monotipo da 65 piedi per le prossime edizioni, ma resterà nella storia del giro del mondo per le sue intuizioni. “Per avere una barca vincente, devi creare una simbiosi tra i progettisti e il sailing team”, spiegava il 41enne argentino alla vigilia della regata ed è esattamente quello che Groupama è riuscita a ottenere. La barca è stata costruita perfettamente da Multiplast a Vannes e ha sviluppato un programma vele di altissimo livello, con particolare attenzione alle forme dei Code Zero e ai gennaker, rivelatisi poi velocissimi. Ricordiamo anche che Groupama era l’unica ad avere un albero a tre crocette e che ha superato un disalberamento nel corso della Leg 5 Auckland-Itajaì.

Groupama 4, progetto di Juan Kouyoumdjian costruito in 50.000 ore di lavoro dal cantiere Multiplast, vincitore della Volvo Ocean Race 2011-2012

Eccellente la velocità della barca negli angoli tra i 70 e i 120° con vento medio-forte, quelli dove statisticamente si decide la Volvo Ocean Race con i nuovi VMG dei moderni Volvo 70.

La crescita

La progressione di Groupama è stata lenta ma costante. Persa la prima tappa er una scelta rischiosa lungo le coste del Marocco, Groupama ha pian piano migliorato le proprie prestazioni trovando una costanza di rendimento che non l’ha fatta mai uscire dai primi tre da Auckland in poi. Proprio l’arrivo vittorioso in Nuova Zelanda, prima delle due vittorie di tappa per Groupama, ha costituito il punto di svolta del suo giro del mondo. Se la prima metà della Volvo è stata dominata da Telefonica la seconda ha avuto un solo padrone nel team di Cammas. I parziali nelle 9 tappe offshore sono stati: 3-4-2-1-3-3-2-1-2. Quelli nelle 9 regate Inport sin’ora disputate sono stati: 5-5-2-5-3-1-2-1-1, a conferma di una progressione anche tra le boe, dove Groupama ha conquistato 38 dei suoi 250 punti, 15 in più di Telefonica e uno solo in meno di Camper e Groupama.

Il team francese sul podio di Galway. Foto Roman

Il punto vitale del giro del mondo, comuqnue, è stato l’arrivo della Leg 8 a Lorient, con il duello incredibile tra Groupama e Telefonica, fianco a fianco nella notte a medie pazzesche nella burrasca. “Siamo andati fino all’inferno e ne siamo usciti”, ci ha detto Cammas.

Il video del momento decisivo in Leg 8:

 

Gli italiani nel Team

Sono tre. Il palermitano Michele Bella (cresciuto al Lauria ed ex di +39 in Coppa) fa parte del programma vele. Stefano Morosin, di Padova, fa parte del programma dello studio delle performance. La triestina trapiantata a Lorient Gaia Coretti fa parte del team media.

Italiano anche il fornitore di abbigliamento tecnico: la SLAM, produttrice di capi appositamente studiati per le condizioni estreme della Volvo Ocean Race.

In attesa di vedere un team italiano alla Volvo Ocean Race, e la prossima edizione con gli One Design è un’occasione da non perdere, i nostri complimenti vanno intanto a loro.

 

Il video riepilogativo della vittoria di Groupama:

 

La classifica dopo 9 tappe e con l’ultima inshore di Galway da disputare

LEG 9
TOTAL
1
Groupama sailing team
25
250
2
CAMPER with Emirates Team NZ
30
226
3
PUMA Ocean Racing by BERG
20
220
4
Team Telefónica
15
209
5
Abu Dhabi Ocean Racing
5
129
6
Team Sanya
10
50

3 COMMENTS

  1. Anglosassoni e nordici…avete chiuso!!!!
    Tornate pure a fare i triangli perchè dalla prissima volta il gioco cambia.
    il monotipo ” una boiata!!” distruggera quel pochissimo di innovazione che è mai arrivato dalla giro del mondo in equipaggio.
    la volvo resta un businness e si vince solo a colpi di soldi, …una volta c’era unabellissima regata/avventura con 4 tappe da 40 giorni (che nagari oggi durerebbero 25) ma era una regata non una fiera per vedere op engtrare in cina, in india o negli emirati.
    Speriamo che duri ancora poco!!!
    Un saluto a tutti
    vittorio

    • Ciao Vittorio, forse seinun po’ esagerato con la Volvo, che resta l’unica regata dove si tira in oceano a livelli mai visti altrove. A noi piace molto, comunque rispettiamo la tua opinione, ciao

    • Vittorio,
      mi spiace ma concordo poco con la tua visione, se mi dici che è una regata per pochi perchè servono un sacco di soldi, sono d’accordo, ma ritengo che queste regate che danno una alta visibilità e siano sempre più curate dal punto di vista mediatico facciano solo bene al movimento della vela e che sarebbe un vero disastro se non ci fossero, sopratutto dopo il pasticcio Cutts, che presenta dei saltimbanchi che in 15 minuti fanno una regata, dando un’immagine del mare usa e getta!

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