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Weymouth, UK- La decima regata della classe Finn, andata in scena questo pomeriggio nel campo sud di Weymouth, ha avuto un che di epico. Achille contro Ettore, ovvero Big Ben Ainslie contro Jonas Hoegh-Christensen. Il superfavorito contro il tosto danese che, un po’ inconsapevolmente, si trova a dover difendere il mito di Paul Elvstrom come velista più titolato della storia dall’assalto dello scatenato inglese. In Race 9, Ainslie ha recuperato sette posizioni andando a chiudere sesto mentre Jonas era quinto, perdendo quindi un solo punto che lo porta a 4 di distacco dal danese.

Ben Ainslie scatta dalla linea in una delle regate di ieri. Foto Richard

Vincere, questa la sola possibilità in race 10, l’ultima prima della medal race, per Ainslie. Solo così potrà andare concretamente all’assalto della sua quarta medaglia d’oro consecutiva. Ciò significherebbe, appunto, battere il record di Paul Elvstrom, visto che Ainslie vanta anche un argento conquistato nel 1996, a Savannah, nei Laser, nel primo degli altrettanto epici duelli contro Robert Scheidt. Per Ainslie occorre portarsi ad almeno due punti dal danese. Con il punteggio doppio della medal race prevista domenica, sarebbe una regata da tutto o niente, ovvero chi arriva davanti vince l’oro. Specialità in cui Ainslie eccelle, dall’alto di una cattiveria agonistica senza precedenti. Un vero automa lanciato verso l’annichilazione sportiva dell’avversario.

Jonas Hoegh-Christensen plana al lasco. Foto Richard/Classe Finn

Ci sono circa 15 nodi, con il vento da sud ovest che imbianca le creste di Portland Bill, alle due del pomeriggio nel Dorset. Ainslie, come già ieri, si trova nella situazione di dover vincere. E cosa fa? L’inglese parte esattamente dove vuole, perfettamente lanciato. Si vede subito che vuole la sinistra, dove si dirige comodamente mentre Jonas, sostenuto praticamente da tutti i non inglesi presenti a Weymouth come l’eroe buono dell’Iliade, parte maluccio e vira verso destra. Solo un alto ragazzo olandese, forte e ben educato, PJ Potsma gli resiste. Quando i due virano per tornare verso il centro si scatena un ingaggione tutto cinghie e muscoli, con il ducth che “asfalta” addirittura il campione olimpico mentre Jonas galleggia intorno al sesto posto. In boa arriva primo PJ, con due barche di vantaggio su Ben mentre il danese è buon quarto. Non basta ad Ainslie. E qui si scatena il demone.

Ainslie all'inizio della poppa in race 10 dopo il mostruoso lasco in cui ha dato 50 metri a Potsma

Il dio della vela prende possesso del corpo di Ben, che inizia a pompare come un assatanato nel lasco. Sorpassa da sottovento Potsma, Lo lascia indietro di 50 metri alla boa successiva. Esplosione di potenza e rabbia. Tecnica sopraffina ma anche qualcosa di sovrumano. A quante pulsazioni sarà arrivato il cuore dell’inglese? Un lato mostruoso, seguito da una poppa altrettanto efficace che lo porta primo alla boa di poppa con oltre 100 metri di vantaggio sul secondo, che però non è più PJ, ma Jonas, che intanto è riuscito a superare l’olandese. Se finiranno così, DEN inizierà la medal con 3 punti su GBR, situazione pericolosa che potrebbe non bastare.

Mentre Ainslie è già in poppa con buon vantaggio, Potsma supera Jonas alla boa di bolina, dopo che l'inglese ha "rallentato" da lontano il danese. Foto Richard

E allora avviene l’incredibile a Porland, qualcosa di mai visto. Ben si guarda intorno, tituba, procede a cinghiare con ormai 170 metri di vantaggio, un’abisso in quella barca leggendaria e brutale che è il Finn olimpico. Si volta ancora, armeggia con la scotta, pensa, ruggisce, schiuma rabbia, troppo avanti per influire ancora sulla regata che lo segue. Ed è in quel preciso istante che l’istinto del killer torna a impossessarsi di lui portandolo ad abbassarsi in pozzetto per mollare la randa. Rita, la sua barca, un Devoti Sailing del 2004, è praticamente ferma in mezzo al campo di regata. Ainslie ritarda volutamente la sua regata per tornare a influire su quella di Jonas, il rivale, e di PJ, ora terzo. Il caso vuole che i due siano stati protagonisti di un caso nella regata di ieri, quando entrambi avevano urlato all’inglese di aver toccato una boa, con Ainslie che fa un giro di penalità per evitare guai. A terra i tre si mandano a dire parole pesanti. Sul web si sfiora il caso diplomatico tra fan inglesi e sostenitori del danese.

Ben Ainslie dà i suoi rifiuti a Jonas durante la seconda bolina di race 10 dopo aver appositamente rallentato

Rita è lì ferma, con la randa che sbatte, per lunghi secondi, fin quando Ben non giudica che i suoi rifiuti potranno infastidire la barca di Jonas provocandone un rallentamento e agevolare così il recupero di PJ. Con quel vento, Ainslie misura le distanze con euclidea precisione, l’aria perturbata che esce dalla sua vela North si estende per diverse lunghezze. Per non rischiare, l’inglese torna a cazzare la sua scotta quando Jonas è a 100 metri. Pian piano il piano riesce e alla boa di bolina PJ prima ingaggia e poi supera il danese. Ainslie vola in poppa con un vantaggio enorme ma passa più tempo a guardarsi indietro che a pensare alla sua velocità. Pare avere quasi gli occhi sulla nuca e ciò che vede è bellissimo per il suo cervello di splendido terminator velico.

All’arrivo NED è secondo e DEN terzo. Amazing… questo significa che dopodomani, domenica 5 agosto, alle ore 14 locali (le 15 in Italia) tutto il Regno Unito (ma anche tutti gli appassionati, visto che SKY dovrebbe trasmettere la regata in diretta) si fermerà per assistere alla prova definitiva del suo campione. Al duello, lancia in testa, contro il vichingo Jonas Hoegh Christensen. Jonas/Paul Elvstrom avrà due soli punti di vantaggio su Big Ben nella Medal Race che vale doppio. Ciò comporta che chi dei due arriverà davanti sarà oro olimpico. Match race annunciato per la medaglia forse più importante nella storia della vela, quella che appunto potrebbe significare per Ainslie battere il record di Paul Elvstrom. Impossibile mancare. Come dormirà Jonas stasera e domani, sapendo che ad aspettarlo domenica nelle acque del Nothe a Weymouth, sotto gli occhi di migliaia di spettatori, ci sarà uno squalo bianco affamato?

Una volta a terra, Ben Ainslie spiega che “a quel punto della regata veramente dovevo fare qualcosa e ho pensato che potevo in qualche modo influire sulla regata del danese, certo non potevo esagerare perché avrei rischiato di perdere più di quanto potevo guadagnare, ma alla fine il ragazzo olandese ha svolto bene il suo compito e domenica sarà una grande giornata, con due soli punti l’approccio alla regata sarà diverso”.

Voi per chi tiferete? Per l’Achille Ainslie o per l’Ettore Jonas? Che spettacolo, signori, è la vela olimpica con i suoi campioni.

1 COMMENT

  1. Domenica tifiamo per Jonas perchè l’impresa avrebbe un sapore più romantico e le storie alla Davide e Golia ci piacciono di più, renderebbe tutto più umano e rispetterebbe il vero spirito olimpico.
    Una vittoria di Ben non avrebbe sapore e darebbe la sensazione di qualcosa di meccanico di freddo che non ha nulla a che vedere con lo sport epico.
    L’epilogo dell’epos Achille/Ettore non è però di buon auspicio per i due, visto che alla fine muoiono entrambi, forse potrebbe vincere Potsma e allora si che la vicenda diventerebbe epica

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