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Weymouth, UK- Ragazzi, che emozioni oggi sotto i bastioni del forte Nothe a Weymouth… Di fronte a migliaia di spettatori si sono svolte le medal race delle classi Star e Finn, quelle imbottite di campioni e da cui gli inglesi speravano di rimediare i primi due ori dell’Olimpiade velica. Ne sono venuti, invece, per loro un argento e un oro, ma quest’ultimo premia il più grande velista di tutti i tempi: Ben Ainslie, 35 anni, nato a Macclesfield e cresciuto in Cornovaglia con attuale residenza a Lymington. Per lui quarto oro consecutivo, a cui va aggiunto l’argento che conquistò a 19 anni nel 1996 nei Laser quando imparò a vincere nei duelli contro l’altro grandissimo Robert Scheidt. Il suo totale è così di quattro ori e un argento, che superano i 4 ori del mito Paul Elvstrom e i 5 di Torben Grael (2 ori, un argento e due bronzi). E’ lui il più grande velista della storia. Ieri sera era su tutti i telegiornali della BBC con servizi speciali, trattato come una delle stelle assolute dell’Olimpiade.

Ben Ainslie sul podio olimpico con il quarto oro record. Foto ISAF

A qualcuno, come tutti i vincenti, è diventato antipatico. Noi preferiamo considerarlo il dio della vela incarnatosi sotto forma umana. Il predestinato alla vittoria, anche quando una congiunzione pressochè imprevedibile stava oggi privandolo dell’oro, non da parte di Jonas-Ettore, ma da parte di un alto olandese, PJ Potsma, che a cento metri dall’arrivo aveva l’oro al collo e nel momento dell’arrivo si è ritrovato con nulla in mano. Ma vediamo com’è andata nel dettaglio.

Prima della Medal dei Finn, c’è la finale delle Star, in cui Iain Percy era oro fino all’ultima boa, ma poi si cura più di Scheidt che di Loof, che va a vincere la prova che vale doppio e supera così gli inglesi. Percy e Simpson perdono addirittura tre barche nella poppa finale, tra cui Scheidt, sprecando il margine che avevano alla vigilia della Medal. Tra i due litiganti, il terzo gode. Comunque 11 medaglie in tre su quel podio e applausi per tutti e tre gli equipaggi protagonisti di una delle più avvincenti serie che la vela olimpica ricordi…

Il podio delle Star: oro per Freddy Loof e Max Salminen, argento per Iain Percy e Andrew Simpson, bronzo per Robert Scheidt e Bruno Prada. Due su tre si allenano e hanno casa sul Garda... Il Benaco esulta. Foto ISAF

E nei Finn? Nella giornata dello scontro dei titani, quasi accade l’imponderabile. Ainslie vuole incutere timore a Jonas nel prepartenza, lo insegue attorno alla barca comitato come uno squalo bianco accerchia la preda prima di azzannarla. Jonas, il vichingo, non è abituato a tale livello di scontro, e scappa con la barca comitato come unico riparo tra lui e l’Ainslie furioso. C’è un però… un match race totale, che Ainslie vincerebbe a mani basse, non è possibile perchè l’olandese PJ Potsma ha ancora una chance teorica di vincere l’oro se i due contendenti dovessero finire ultimo e penultimo. Ainslie continua a girare mentre il conto alla rovescia supera l’ultimo minuto… che fare? Ben, pur di far partire male il rivale, accetta (o finisce) per partir male anche lui. Nelle prime schermaglie, sotto le vele degli altri contendenti, tra cui almeno 4 in regata per il bronzo, è quasi il danese ad avere la meglio, ma quando Ainslie è costretto a separarsi verso destra, Jonas non ha il coraggio di seguirlo. Un piccolo buono a centro campo aiuta il predestinato che all’incrocio seguente è davanti a Jonas. Lo squalo azzanna virando in faccia alla vittima. Alla boa di bolina Ben è davanti a Jonas, che gira ultimo. Ci sono 11 nodi ed è ancora ammesso il pompaggio libero. La poppa dell’inglese è mostruosa: Ben ci dà come il dio della guerra e risale addirittura secondo. Nella seconda bolina, sceglie di virare sempre sulle vele di Jonas seguendolo a destra, lo controlla ma perde tutte le barche entrate dalla layline di sinistra. Ainslie riscende fino al nono posto, con il danese ultimo, ma poco importa perché PJ è lì vicino, sesto o settimo.

Il tifo inglese durante la Medal Race. Foto Tognozzi

A quel punto sarebbe oro, ma accade l’impensabile. Proprio l’olandese PJ Potsma, uscendo dal nulla nel bordeggio che precede la terza boa di bolina, incredibilmente risale da sesto a terzo e poi addirittura secondo nella poppa, senza più free pumping. Per Ben, che è ancora nono in controllo di Jonas, distrutto psicologicamente e ultimo, sarebbe la beffa. L’oro in quel momento è sul collo dell’olandese. A 100 metri dall’arrivo PJ è secondo e Ben nono. Ed è in quel preciso istante che tutti gli dei dell’Olimpo si impossessano del ragazzo dutch, offuscandone la vista per privilegiare il loro campione. Lo fanno spingere troppo e incappare in una penalità per aver colpito con il suo boma la poppa di un avversario. In pochissimi metri, PJ passa da secondo a quinto. Dall’oro olimpico alla medaglia di legno. La pressione è una brutta bestia, mentre gira per penalizzarsi lo passano tre barche e l’oro torna a scendere sul preferito. Ben, che per la prima volta non ha in mano il proprio destino, torna a respirare, è nono con Jonas decimo e PJ quinto. Gli dei hanno scelto di premiarlo, anche nella sua peggiore (si fa per dire) settimana olimpica. Come sempre accade, perché il dio della vela predilige i migliori, quelli che lasceranno un segno sulla terra. Vince quando soffia forte e c’è da pompare, vince con vento leggero e c’è da bordeggiare. Vince brutalmente, con subdola leggerezza, con spietata cattiveria. Insomma, alla fine vince lui. Qualcuno dice che per arrivare al peso forma sia stato molto aiutato dai medici brit. A noi pare che non ci sia velista più meritevole di lui, o almeno così dicono gli annali della vela perché, anche questa volta l’oro è suo. Il quarto oro consecutivo, che unito all’argento del 1996 ne fa il velista più titolato della storia, più di quel mito che si chiama Paul Elvstrom. E allora, che sia lode e onore al più grande di tutti: Big Ben Ainslie.

Ainslie festeggia l'oro con la sua Rita, Finn Devoti Sailing del 2004. La vela è North Sails. Foto Richard

Ainslie rende omaggio agli avversari “hanno navigato molto bene per tutta la settimana” e spiega che “Il piano oggi era di cercare di attaccare Jonas nella partenza ma lui si è difeso bene. Poi c’è stata una separazione nella prima bolina e la destra mi ha un po’ favorito anche se è stato tutto molto tirato. E’ una sensazione incredibile e ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto negli anni. Da essere un ragazzino in Cornovaglia ai miei giorni nella classe Finn, ho assaporato davvero ogni minuto della mia carriera. E’ fantastico”.

L’argento va quindi a Jonas Hoegh-Christensen, mentre l’argento premia il francese Jonathan Lobert.

La classifica finale dei Finn

1GBR226(12)4313611858.046.0
2DEN112712(8)4532054.046.0
3FRA9442675(10)37259.049.0
4NED51034(20)1322121072.052.0
5CRO337956374(10)865.055.0
6SLO865385(9)6261472.063.0
7NZL71116(17)116158144100.083.0
8ESP121212(23)741511346109.086.0
9SWE(17)514199101210812107.090.0
10FIN1113853124515(17)16109.092.0
11EST(14)91111111713111199.085.0
12USA101513172812812(19)116.097.0
13AUS(25)
DNF
716
DPI
14101719995131.0106.0
14GRE421108(25)
OCS
10201979133.0108.0
15CAN16(23)1613121813172012160.0137.0
16POL(25)
DSQ
161716132025
OCS
111416173.0148.0
17RUS138(22)15192216162222175.0153.0
18TUR1814181825
DNE
1411(22)1620176.0154.0
19UKR21
RDG
18.6
RDG
19191519(23)141718183.6160.6
20BRA1520152016(24)14211921185.0161.0
21CZE1918211018(23)18202315185.0162.0
22ITA2022(24)21142117181813188.0164.0
23AUT6192324(25)
OCS
1521242423204.0179.0
24CHN(25)
OCS
17202225
OCS
1622232124215.0190.0

La classifica finale delle Star

1SWE(10)441534126242.032.0
2GBR(11)2321212411645.034.0
3BRA41(9)62135131449.040.0
4NOR7524(16)1184751079.063.0
5NZL(15)7113659889485.070.0
6GER698746(17)
BFD
1194687.070.0
7USA5(14)53895103111285.071.0
8POL9312103429(13)21885.072.0
9FRA113101112(14)116688100.086.0
10IRL261451112(17)
DSQ
711720112.095.0
11DEN121113(14)137631410103.089.0
12CAN16106810(17)
OCS
1312513110.093.0
13SUI138119158101315(16)118.0102.0
14GRE316712715(17)
BFD
17
DSQ
17
OCS
12123.0106.0
15POR141515(16)9107141014124.0108.0
16CRO812(16)15141312151215132.0116.0

La foto Gallery di Carlo Borlenghi sulla giornata dei titani:

 

5 COMMENTS

  1. Complimenti a Ben Ainslie per il quarto Oro, ma perché l’ISAF tifava dichiaratamente per lui nei tweet? La federvela internazionale non dovrebbe essere super partes? Siamo rimasti ai tempi della perfida Albione?
    Giuliano

    • Ciao Giuliano, semplicemente perché chi scriveva quei tweet è inglese, poi hai ragione, dovrebbe essere neutrale. Immagino anche perché la storia dei 4 ori di Ben è mediaticamente molto spendibile per la vela e infatti qui a Weymouth oggi c’erano legioni di giornalisti, ciao

  2. Ringrazio Farevela per i precisi e appassionati commenti. Senza di voi avremmo avuto (per chi non ha Sky) la Rai. Ieri ho visto il servizio Rai della regata di Ainsle: non si è capito nulla di quello che stava succedendo e il cronista era assolutamente impreparato.

    • Riceviamo da un lettore (max Perbellini) questa e mail: “Ammiro la vostra guerra contro Sky per non trasmettere e far
      trasmettere nulla della vela olimpica di Londra 2012 , e ne aggiungo un
      altra: nel loro medagliere HANNO CANNATO TUTTI I PODI della vela,
      mettendo come podio i primi tre della medal race, l’hanno fatto ieri
      con Finn e Star, e anche oggi coi Laser, e scommetto sarà cosi anche
      con le altre cinquei classi, la Elliot 6m ovviamente non potranno
      sbagliarla…
      Una gaffe simile va “premiata” con un degno articolo sul
      prossimo Farevela e su Farevela.net: da abbonato Sky PRETENDO che
      almeno i diano i risultati delle medaglie corretti, visto che di vela
      fanno vedere poco o niente…”
      Max Perbellini

  3. Vogliamo aggiungere carne al fuoco?
    Cosa ne dite della medal del Finn, dove hanno inquadrato tutto l´ultimo traversino del francese che stava vincendo non facendo vedere il dramma dell´olandese che é passato da oro a quarto? Ovviamente senza che nessuno dei due telcronisti si accorgesse della cosa…Ma chi sta in regia?!

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