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Weymouth, UK- Non ce la fanno purtroppo Gabrio Zandonà e Pietro Zucchetti a conquistare la medaglia di bronzo nel 470 uomini. I due azzurri concludono al sesto posto la Medal Race, sempre dietro agli argentini Lucas Calabrese e Juan de la Fuente (che lavorano a Sanremo da Zaoli Sails e si sono allenati presso lo YC Sanremo), che concludono terzi e conquistano così il terzo posto sul podio per la bandiera bianco-celeste.

Molto bello il match race tra gli australiani Belcher-Page e gli inglesi Patience-Bithell, che vincono rispettivamente l’oro (e sono tre per gli scatenati velisti aussie) e l’argento. Gli inglesi hanno rimediato anche una penalità per pompaggio (si è regatato con 6-8 nodi di brezza da SE e il pumping non era consentito).

Belcher e Page festeggiano il terzo oro olimpico per l'Australia. Foto ISAF

Zandonà e Zucchetti sono quarti, risultato che al momento rappresenta la miglior prova di un equipaggio azzurro in questa Olimpiade della vela.

Una fase del match race tra GBR a AUS nella Medal race del 470 maschile

Dichiarazioni di Gabrio Zandonà a SailRev:

“Accetto il verdetto del campo. Lui ha fatto un’ottimo finale di campionato e non ha sbagliato nulla. D’altra parte la fortuna aiuta gli audaci e lui lo è stato”.
“Se mi avessero detto pochi mesi fa vai all’Olimpiade e sei in regata fino alla fine per il podio ci avrei messo la firma”.
“Sono molto soddisfatto del lavoro fatto insieme a Luca De Pedrini negli ultimi sei mesi, da quando è diventato nostro allenatore, se avessimo avuto più tempo con lui forse il risultato avrebbe potuto essere diverso, ma questa, sia chiaro, non vuole essere nessuna polemica con nessuno”.

Zandonà e Zucchetti in 470 a Weymouth. Foto Borlenghi/FIV

Classifica finale dei 470 uomini.

1AUS3(9)21113511431.022.0
2GBR2142341(6)32836.030.0
3ARG5(24)391782256687.063.0
4ITA6(26)18613841131298.072.0
5NZL(28)
DSQ
35416379131214114.086.0
6CRO(28)
DSQ
13910851512222115.087.0
7FRA910116102(19)1141116109.090.0
8POR12216511717310(28)
OCS
10121.093.0
9AUT14719416(24)10141418131.0107.0
10SWE4681413914(24)221320147.0123.0
11ESP7812(27)2461013159131.0104.0
12NED8519721(24)92268129.0105.0
13GER13(17)13169101114910122.0105.0
14USA1522103(23)2361874131.0108.0
15ISR17111711214512(28)
OCS
23140.0112.0
16SUI111618221412127(23)7142.0119.0
17RUS211814135204(25)1817155.0130.0
18JPN1912(25)1271121171715156.0131.0
19GRE147201518(28)
DSQ
2719820176.0148.0
20CHN2015626(27)1722261216187.0160.0
21FIN221922171215(26)212118193.0167.0
22KOR2314152420(25)2082421194.0169.0
23IRL16252425152225(27)165200.0173.0
24TUR1023(26)18222123161926204.0178.0
25CAN2420212119191620(26)19205.0179.0
26RSA18(27)2720262613152524221.0194.0
27CHI(25)212323251818232025221.0196.0

Alle 14 italiane è iniziata la Medal Race dei 470 donne, con Giulia Conti e Giovanna Micol che partivano dal settimo posto e sono a 17 punti dal bronzo.

Dopo una brutta partenza, le azzurre sono state capaci di rimontare fino al secondo posto alla prima bolina, posizione che hanno mantenuto fino alla fine dietro alle neozelandesi Jo Aleh-Olivia Powrie, che sono andate a vincere l’oro vincendo la sfida con le inglesi Mills-Clarck che terminano argento. Il bronzo va alle olandesi Westerhof-Berkhout.

Giulia Conti e Giovanna Micol concludono quindi al quinto posto, lo stesso risultato di Qingdao. Peccato per i due sedicesimi in regata 7 e 8 che le hanno allontanate da un podio che sembrava possibile.

Le dichiarazioni rilasciate a SailREv: Giulia Conti, “Era troppo tardi per recuperare, abbiamo perso troppi punti durante la settimana. Eguagliamo il risultato di quattro anni fa in Cina, non nascondo che mi aspettavo di più”.

Giovanna Micol: “Era per me l’ultima regata in classe olimpica. A 30 anni è tempo di voltare pagina. Penso a un figlio e voglio finalmente cominciare a fare l’architetto”. Ciao Giovanna, una bellissima dichiarazione.

Giulia Conti e Giovanna Micol tagliano il traguardo della Medal Race al secondo posto, sono quinte alla fine.

Classifica finale 470 femminile

1NZL2625104112(18)253.035.0
2GBR61461652(8)21859.051.0
3NED186421843(20)61284.064.0
4FRA10(17)1812376351082.065.0
5ITA810(18)231161667491.073.0
6BRA115(14)1610109541489.075.0
7AUS1473(21)
DSQ
979134116104.083.0
8GER(19)27131556514116103.084.0
9USA735719(20)3817920118.098.0
10ESP15148(16)1381147138117.0101.0
11CHN18189128(19)217112116.097.0
12POL1313(20)17721871110118.098.0
13ARG16(19)1935121411153117.098.0
14JPN94171911913(21)
DSQ
138124.0103.0
15ISR3(21)
DSQ
101841412151217126.0105.0
16DEN512(16)1014161510915122.0106.0
17CRO4161311(20)118191914135.0115.0
18SLO1291214(17)1717141616144.0127.0
19SWE17111191615191218(20)148.0128.0
20AUT(20)151515181320181019163.0143.0

Carlo Croce raggiunto al termine delle regate ha detto: “Onestamente, come avevo dichiarato a Loano, una medaglia me l’aspettavo, ma le cose non sono andate così. Alessandra (Sensini), che sicuramente poteva mirare ad una medaglia, in questa Olimpiade non si è mai ritrovata è stata sempre un po’ tesa, non è riuscita a trovare la sua concentrazione, una delle sue qualità, anche se non c’è dubbio che è ancora un’atleta da medaglia.”

“Per quanto riguarda gli altri due equipaggi su cui puntavamo per una medaglia, i 470 maschili e femminili – ha continuato Croce – abbiamo ottenuto un quarto e un quinto posto dietro a degli equipaggi formidabili. I risultati sono stati rovinati da due giornate no, con il rovesciamento di Zandonà-Zucchetti nella prima giornata, e i due sedicesimi di Giulia Conti e Giovanna Micol nella quarta.
Manca poco, un centimetro, quel centimetro che va ricercato con grande attenzione. Non è semplice farlo, bisogna prendere un foglio bianco e guardare da dove ripartire. C’è sempre qualcosa che alla fine ci manca pur avendo degli equipaggi di primo piano, avendo lavorato molto e credo bene a livello tecnico.
Bisogna valutare con serietà la situazione – ha terminato il Presidente – capire che strada prendere. Abbiamo dei giovani promettenti, ma non è semplice, mancano solo quattro anni a Rio 2016, bisogna vedere come fare, è un bel rebus per tutti. Eravamo vicini a risolverlo, ma per il momento non l’abbiamo risolto.”

Luca De Pedrini, Direttore Tecnico della Nazionale FIV: “Abbiamo raccolto meno di quello che ci aspettavamo arrivando in finale solo con quattro barche. L’obiettivo era di conquistare una o due medaglie ma solo una barca ha regatato per vincerla, quella di Zandonà e Zucchetti. L’equipaggio del 470 femminile, quello di Conti e Micol, ha concluso con uno splendido secondo posto la prova di oggi e il 5° assoluto. Il risultato è questo: non ce l’abbiamo fatta con Alessandra, non ce l’abbiamo fatta con Zandonà-Zucchetti e nemmeno con Conti-Micol, mentre nel 49er con Angilella-Sibello abbiamo ottenuto più di quello che ci aspettavamo. Questo è obiettivamente il nostro valore e gli altri sono stati più bravi. Comunque tutti gli atleti ce l’hanno messa tutta, nessuno ha mollato e tutti hanno regatato al massimo delle loro possibilità. Stesso discorso vale per i tecnici che hanno lavorato al 100%. Il mio ringraziamento  ha concluso De Pedrini – va a tutto il team, atleti, tecnici, allo staff medico, allo staff che si è occupato del  meteo e del regolamento. Queste ultime, sono persone che noi, vivendo alla base, abbiamo visto raramente ma che sono sempre state in contatto con gli atleti svolgendo un lavoro molto importante e prezioso.

Restano da assegnare le medaglie del match race femminile con gli Elliott 6m. La finale sarà tra Spagna e Australia, che hanno battuto nelle semifinali rispettivamente Russia e Finlandia alla fine di due tiratissimi match. La finale inizierà sabato 11 agosto, alle 14:05 italiane.

Italia senza medaglie, non succedeva nel 1992

La vela italiana chiude quindi la Regata Olimpica 2012 senza medaglie, un risultato che non capitava da Barcelona 1992. Questi i risultati finali degli otto equipaggi azzurri (nelle Star e nel match race femminile non eravamo presenti):

470M 4.Zandonà-Zucchetti

470F 5.Conti-Micol

49er 9.Angilella-Sibello

RS:X F 9.Sensini

Laser Radial 19.Clapcich

Finn 22.Baldassari

RS:XM 34.Esposito

Laser 35.Regolo

Nessuna medaglia, 4 medal race centrate su 8, tre risultati oltre i primi 20. La media dei piazzamenti in queste otto classi è addirittura 17,12, un risultato che certo non può essere soddisfacente, anzi decisamente negativo, e che sarà analizzato come d’obbligo per capirne le ragioni. Ne parleremo a breve, non abbiate dubbi, come in un vero de-briefing. Di chi è la responsabilità. Il sistema-Italia così com’è non funziona più e anche la vela ne è uno specchio? Perchè noi non vinciamo e gli altri, a parità di investimenti, sì? Scopriremo insieme molti aspetti interessanti. Solo un po’ di pazienza, per ricaricare bene le pile e ragionarci a mente fredda.

8 COMMENTS

  1. Non è “soddisfacente”? “Ne parleremo a breve”? Non serve aspettare, basta la cronaca: è stato uno sfacelo. Tutti a casa i dirigenti FIV che hanno gestito un quadriennio vergognoso. E un bell’esame di coscienza per quei giornalisti che li hanno trattati con piaggeria

    • Gentile Mario,
      abbia un po’ di pazienza e si ritroverà una bella analisi dei mali della vela italiana, molto più approfondita di quanto si immagina, altro che piaggeria. Saluti

  2. Sono totalmente in accordo con il lettore Mario. E’ stato uno sfacelo, oltretutto annunciato. Il direttore sportivo si assuma le sue responsabilità. E diciamo le cose come stanno! ma ci ricordiamo che poco prima delle olimpiadi dichiarava che la preparazione era stata molto buona??? andate a vederlo: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=oLyIi423hg8
    La squadra, la normativa, le selezioni, le scelte tecniche ha fatto tutto lui o almeno ne è responsabile in prima persona.
    E voi giornalisti per una volta non aspettate di vedere da che parte gira il vento per poi “analizzare” quando le acque si sono pacate e rivedremo le stesse facce in giro con le mega BMW federali…

    • Gentile Franz,
      concordiamo con lei, il DT è il responsabile di molte scelte che si sono dimostrate errate, a cominciare da quella del sistema di punteggio della selezione che non ha portato i migliori atleti ai Giochi in almeno 3 classi. Di questo, e di molto altro, basandoci su quanto abbiamo visto a Weymouth e su quei tratti “comuni” che abbiamo osservato in tutti gli atleti vincenti, che noi purtroppo non abbiamo avuto, parleremo molto presto in un’analisi completa. Abbia fiducia e vedrà che questa testata dirà cosa è successo senza sconti.
      Un saluto

  3. Meno Bmw ai dirigenti e più Optimist in acqua!
    Purtroppo lo sport italiano, nel senso di Coni e varie Federazioni, è inquinato da troppe persone che hanno come unica mira il proprio interesse personale, che si gonfiano lo stipendio con benefit non giusitificati, e che in questo modo depauperano le poche risorse a disposizione per la pratica vera dello sport. Non voglio generalizzare, né fare il qualunquista, ma la parata di dirigenti vegliardi in prima fila a rubare la ribalta agli atleti il giorno dell’inaugurazione, illustra molto bene un certo generone romano (chissà perché i tre quarti dei dirigenti Coni sono tutti romani), e l’arroganza e l’ignoranza di questa casta di burocrati e passacarte, che spesso nulla sanno dello sport di cui si devono occupare. Intanto si sono fatti la passarella “aggratis” a Londra, spesso con famiglia al seguito. Gratis: che poi sarebbero soldi del Coni, distratti dalle finalità di promozione e pratica degli sport…

    • Sottoscriviamo in toto e lo abbiamo già scritto: nelle prime tre file alla cerimonia della sfilata della squadra azzurra a Londra c’erano praticamente solo stagionati dirigenti CONI o simili, a parte la portabandiera Valentina Vezzali e la nostra Alessandra Sensini. Gli atleti, che sono i veri protagonisti di un’Olimpiade, relegati in fondo. Ma, gentile Franco, torneremo a scriverlo presto con la massima visibilità, non abbia dubbi.
      Un saluto

  4. Intanto facciamo i complimenti a Gabrio Zandona che conclude alla grande la sua carriera olimpica con un risultato inatteso e sorprendente. Al terzo tentativo ci è andato vicinissimo. Bravo davvero.
    Ora Largo ai giovani, ricambio e innovazione sono le parole d’ordine. A tutti i livelli, in tutte le classi RIFONDARE.

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