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San Francisco, US- In corso, tra non poche emnozuioni, scuffie e collisioni, le AC World Series di San Francisco. Nella terza giornata disputata ieri ORACLE TEAM USA COUTTS, infatti, ha speronato la Barca Comitato durante le fasi di pre-partenza della terza prova di flotta. Il campione neozelandese ha tentato di inserirsi tra l’AC45 del compagno di squadra James Spithill e il battello che ospita il Comitato di Regata ma non ha trovao lo spazio necessario a uscirne indenne.

“Pensavo di passarci, ma non è stato così – ha spiegato Coutts – Si è trattato di una brutta botta: non mi immaginavo sarebbe stato così rischioso perché ero convinto che avrebbero poggiato per partire veloci, invece hanno orzato, riducendo ulteriormente il margine a disposizione”.

Collisione di Russell Coutts a parte, va sottolineato che la star del giorno è risultata essere Nathan Outteridge. Lo skipper di Team Korea è stato protagonista assoluto della prima prova, che ha chiuso in quarta posizione solo a causa di una penalità. A vincere, mettendo in fila Luna Rossa Piranha e Energy Team di Yann Guichard, è stato Luna Rossa Swordfish, timonato da un convincente Paul Campbell-James.

Luna Rossa Swordfish collide con Oracle. Foto Borlenghi

La seconda prova, invece, ha visto Emirates Team New Zealand partire fortissimo e difendere la testa della regata fino al momento in cui ha dovuto cedere il passo a ORACLE TEAM USA SPITHILL, che, finito settimo nella prova di apertura, si è riscattato assicurandosi la vittoria. Anche in questo caso Outteridge si è superato, mettendo la prua davanti a quella dei kiwi nel corso dell’ultimo lato. Bene anche Ben Ainslie con BAR Racing, capace di raccogliere il miglior piazzamento della sua serie: un quarto.

“Siamo contenti. C’era una bella brezza e ci siamo ritrovati in più occasioni al comando della flotta – ha spiegato Outteridge, fresco vincitore dell’oro olimpico in quel di Londra nei 49er – Un quarto e un secondo sono risultati di una certa importanza, che sarebbe bello raccogliere ogni giorno: la regolarità è la chiave del successo durante le fasi iniziali di ciascuna tappa”.

Complimenti da parte di Spithill sono stati rivolti al suo tattico, John Kostecki: “John ha trascorso moltissime ore navigando nella Baia e credo non ci sia nessun altro che la conosce bene come lui. Oggi è stata una giornata davvero fantastica: era come essere in uno stadio perché sentivamo il supporto del pubblico. Non vediamo l’ora sia il momento di regatare nel corso del week end, quando lungo le banchine ci sarà ancora più gente”.

I risultati maturati nel corso della terza giornata hanno confermato James Spithill e il suo equipaggio al comando della classifica, con Team Korea e Luna Rossa Piranha lanciati al suo inseguimento. Russell Coutts, invece, è precipitato in decima posizione.

Il pomeriggio si era aperto con la disputa dei duelli validi per i Quarti di Finale dell’evento di match race. Nel match tra J.P. Morgan BAR e Emirates Team New Zealand non c’è stata storia. Ben Ainslie, infatti, ha sbagliato il calcolo sul time on distance durante le fasi di pre-partenza e si è trovato a inseguire i kiwi senza speranza di poter rientrare in regata. Con grande fairplay, Ainslie si è subito scusato con il suo team, al quale ha spiegato di doversi ancora abituare all’AC45.

Il secondo duello, invece, è stato molto più combattuto: Coutts ha vinto la partenza ma ha subito il sorpasso di Team Energy, che ha trovato condizioni favorevoli per incrociare davanti all’avversario. Il team statunitense non si è però dato per vinto e ha trovato lo spunto per tornare al comando e vincere il match.

Le regate in programma sabato saranno trasmesse in diretta tramite il canale YouTube dell’America’s Cup a partire dalle 14 californiane (le 23 ora italiana) mentre domenica verranno trasmesse a partire dalle 11.30 (le 20.30 ora italiana).

 

www.americascup.com

9 COMMENTS

  1. Giusto per la cronaca anche da Italia uno, questa sera in diretta alle 23. Domani Italia due in diretta alle 20.30 e in differita alle 23,25 su italia uno.

  2. Ben Ainslie, plurimedagliato olimpico, si scusa col proprio equipaggio e ammette di doversi abituare all’AC45. Questa è la vera umiltà dei grandi campioni, e se c’è qualcosa da migliorare nella vela italiana è proprio questo: una maggiore umiltà e un approccio più disteso alla disciplina della vela.

    • Ciao Carlos, Ben è uno schiacciasassi in acqua ma nella preparazione è molto umile, come sono umili tutti i campioni della vela, nessuno escluso. L’osservazione di Daniele Regolo ci pare molto pertinente ed è storicamente uno dei difetti storici della vela italiana. Ciao

      • Ringrazio di cuore Tognozzi per aver riproposto, con ottime parole, il mio pensiero. Ad esempio, rimasi molto stupito quando qualche anno fa, a Kiel, la giuria si “scusò” via radio in mare per non essere in grado di mettere il campo di regata a causa del vento instabile! Ma la “colpa”, se così si può dire, era del vento, non certo della giuria! Questo non significa non essere competitivi (e Ben, che ho avuto la fortuna di conoscere, è proprio uno schiacciasassi ed è giusto che lo sia). Grazie ad entrambi.

        • probabilmente in Inghilterra avrebbero anche umilmente colto l’ironia insita nel definire Ben Ainsle un esempio di “approccio più disteso alla vela” 😉

  3. Caro Carlos,
    il riferimento che ti fa tanto sorridere riguarda, più in generale, l’approccio alla vela da un punto di vista collettivo. In alcuni paesi, specie anglosassoni, c’è – è vero – molto spirito di competizione, ma c’è anche spazio per gli errori, per sbagliare senza che nessuno (magari un genitore) ti urli davanti a tutti. In Australia, ma anche nei Paesi nordici, le persone che lavorano si ritrovano per improvissare regate. Si divertono, e imparano. Diventano sempre più brave. I piccoli velisti crescono in un ambiente marinaro, imparando il rispetto e non fermandosi alle prime difficoltà. Questo intendevo, il che non è incompatibile con l’essere, come diceva Tognozzi, degli schiacciasassi. Comunque se non la vedi come me, non pretendo di farti cambiare idea. Anzi, apprezzo molto l’ironia, e l’autoironia!

  4. caro daniele,
    sono d’accordo sull’approccio pessimo alla vela ed allo sport in italia rispetto i paesi anglosassoni.
    Ciò non toglie che BA è il velista forse più aggressivo in circolazione. E’ stato appena squalificato per alcuni mesi e rischiato le olimpiadi per aver aggredito fisicamente(secondo me non del tutto a torto 😉 )un giudice di gara. E’ il campione che ha portato la caccia all’uomo nella golden race al limite della regola 2 (ex case 78, etc.). E’ psicologicamente violento e minaccioso, è un cannibale etc. etc. etc.
    forse sarebbe l’idolo dei genitori che criticavi.
    Da qui l’ironia nel definirlo esempio di distensione e sportività
    per quanto riguarda l’umiltà, BA nel finn è umile quanto valentino rossi o schuemacher o michael jordan; non è nemmeno più umiltà …è superiorità allo stato puro, un distacco trascendente. Ora sugli AC45 è in vacanza retribuita. E’ lì a giocare con un catamarano nuovo e viene di fatto pagato per NON regatare in coppa america e per fare un po’ di reality show. Sta à giocà..

    Io lo porterei comunque sempre ad esempio di professionalità, consapevolezza, competitività, ovviamente talento.
    Ma se avessi dei figli vorrei imparassero da torben o loick…

    comunque era solo così per scherzare un po’ e fare un piacere ai ragazzi di FV ravvivando un po’ il sito..chiudo
    ciao

    • Grazie per questo piacevole intervento, Carlos. Non credo che tu ed io siamo così lontani come sembrava, e ho citato Ben perchè era nell’articolo, ma gli altri campionissimi che nomini mi suscitano lo stesso rispetto e la stessa ammirazione che suscitano in te. Ecco, in linea di massima se in Italia fossimo un po’ più rilassati, forse saremmo anche più bravi. Un abbraccio e grazie.

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