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Cala de’ Medici- Alla fine ce l’hanno fatta. Dopo un duello interminabile, un match race  – per usare le sue parole – Sandro Montefusco e il suo equipaggio, con il fratello Paolo alla tattica, sono riusciti a difendere il titolo conquistato l’anno scorso a Gmunden, in Austria, laureandosi nuovamente campioni del mondo nella classe Platu 25.

L’edizione del 2012 è stata organizzata dallo Yacht Club Cala de’Medici e si è disputato nelle acqua antistanti Rosignano Solvay, in Toscana.

Uno dei tanti duelli fra gli spagnoli di Mar de Frades (in primo piano) ed Euz II-Monella Vagabonda

Nove le prove disputate, durante le quali è emerso, già dal secondo giorno di regate, che solamente Mar de Frades del campione olimpico Carlos Paz avrebbe avuto le chance di contendere il titolo a Euz II-Monella Vagabonda dell’armatore Francesco Lanera. Infatti l’altro equipaggio spagnolo, Sperry-Cop Dental, che durante le prime tre prove sembrava poter essere il terzo incomodo, alla fine si è dovuto arrendere, complice soprattutto la seconda giornata di regate: nella quarta prova si sono dovuti ritirare mentre nella quinta sono stati penalizzati per aver tagliato la linea di partenza in anticipo quando era issata la bandiera nera sulla barca comitato.

Così nell’ultimo giorno di regate tutto doveva essere ancora deciso e non solo per il primo posto. Perché quattro Platu miravano al terzo posto, racchiusi tutti in una manciata di punti. Tanta la pressione degli equipaggi una volta usciti dal porto, ognuno intento a controllare i diretti rivali per tenerli lontani dalla propria poppa. “Quando siamo scesi in acqua – racconta Sandro Montefusco – sentivamo la pressione della classifica perché soltanto quattro punti ci separavano dai diretti contendenti. Siamo stati concentrati sempre al massimo, cercando di far meglio in ogni regata, ma era impossibile non tenere d’occhio la classifica. Ci siamo rilassati solamente all’ultima regata quando era ormai chiaro che avremmo vinto”.

Per quanto riguarda la lotta al terzo posto, l’austriaca La Burra – alla tattica Markus Sigrist che l’anno scorso aveva vinto il mondiale con Montefusco – si doveva difendere dagli attacchi delle italiane Fight For Fighting 3 e Hurrà, e dalla spagnola Sori, un po’ più distaccata rispetto alle altre. Il timoniere Thomas Laherstorfer e il suo equipaggio, dopo una partenza decisamente convincente (si sono infatti aggiudicati la prima prova), hanno sciupato il vantaggio accumulato sugli altri tre Platu, terminando le ultime due prove malamente al 33° e 22° posto e chiudendo il mondiale al quarto posto.

Five For Fighting 3 di Tommaso De Bellis con al timone Andrea Casale

Ieri le regate dovevano iniziare alle ore 10 per permettere agli equipaggi di disputare quattro prove. A causa della bonaccia, però, la partenza è stata posticipata di mezz’ora. Non sono state regate facili a causa del vento che ruotava continuamente e che non era per nulla steso sul campo di regata. Severamente impegnati i tattici nella scelta della rotta migliore.

A girare per prima il mark di bolina è La Burra, seguita dagli spagnoli di “Mar de Frades”, Euz II-Monella Vagabonda , Mamic e Fight For Fighting 3. Durante la poppa, gli spagnoli di Carlos Paz riescono a superare gli austriaci e tenere sempre dietro Montefusco. Ma di nuovo in bolina è ancora La Burra a riprendere il comando, tallonata da Hurrà (al timone Francesco Lagirti), Five for fighting 3 ed Euz II Monella Vagabonda. Distaccato Mar de Frades. Alle 11.20 taglia per primo la linea l’austriaco La Burra di Thomas Laherstorfer, seguito da Euz II-Monella Vagabonda. Terzo l’equipaggio di Hurrà che possono ancora sperare di salire sul terzo gradino del podio. Gli spagnoli di Mar de Frades concludono al quarto posto, mentre i pugliesi di Fight for fighting 3 con Andrea Casale al timone arrivano quinti.

Intanto a bordo della barca timonata da Sandro Montefusco si comincia a tirare un sospiro di sollievo: il distacco con il Paz sta crescendo. “Sapevamo – racconta a fine regate Sandro Montefusco – che dovevamo mantenere la calma e  la concentrazione. Ma dopo la prima prova il nostro obiettivo era controllare i diretti avversari”.

Alle 12.39, con vento sui 10 nodi, il comitato può dare il via alle procedure di partenza per la seconda prova. Al temine della prima bolina lo spagnolo Mar de Frades è in testa, seguito dalla barca  tedesca Kalmade timonata da Gordon Nickel. Subito dietro la spagnola Sori con al timone Ramon Oreja, Sperry Coppel Dental, timonata da Jose Perez. Euz II-Monella è quinto al primo mark.

Alle 12.45, alla fine della prima boa di poppa, domina ancora Mar de Frades e  con Euz II-Monella Vagabonda che gira quarta, recuperando una posizione. Alle 13.09 il vento cresce toccando sotto raffica i 20 nodi e ruota a tal punto che la giuria stabilisce  un cambio di percorso. Al comando dopo la boa di poppa il tedesco  Kamlade, seguito dalle barche spagnole: Sori, Mar de Frades e Sperry-Coppel Dental. Termina quinto  Di Nuovo Simpatia, al timone Francesco Cruciani, seguita da Montefusco.

Dopo quest’ottimo risultato ottenuto da Paz, il distacco nella classifica generale si è ridotto a soli due punti. Dunque tutto ancora in gioco nell’ultima prova, caratterizzata nuovamente da vento debole e instabile. Partenza buona per Montefusco, mentre Mar de Frades è un po’ più in difficoltà. Buone le scelte tattiche di Paolo Montefusco che consentono a Euz II di guadagnare acqua sugli spagnoli, mantenendoli sempre a distanza. Così, girata già la prima boa, per il defender si è trattato di controllare a distanza Carlos Paz. Alla linea di arrivo sono settimi ma vincono comunque il Campionato Mondiale Platu 25, in quanto Mar de Frades chiude decimo.

Tutti in acqua a festeggiare la vittoria. Parziali alal fine delle 9 prove disputate: 3 4 1 2 2 2 2 7 7

“Sapevamo che l’ultima regata sarebbe stata determinante. Con lo scarto, ci separavano dagli spagnoli solo 2 punti. Siamo riusciti a partire bene e a tenerli  dietro per tutta la regata. In partenza  abbiamo chiuso il cancello che c’era tra noi  e la barca giuria e abbiamo mantenuto per i due bordi il vantaggio iniziale. Ce l’abbiamo fatta. Sono felice” dichiara a caldo Francesco Lanera l’armatore di Euz II-Monella Vagabonda.

“E’ stato un Mondiale combattutissimo e fino alla fine abbiamo lottato per il titolo” parla con amaro in bocca l’armatore di Mar de Frades Anton Paz. “Fino all’ultima regata ci abbiamo creduto e ci abbiamo provato.  In questi giorni abbiamo trovato condizioni difficili, con vento fortissimo e onda. Abbiamo fatto del nostro meglio e siamo comunque soddisfatti per questo secondo posto perché il livello della flotta era altissimo. Abbiamo dovuto arrenderci alla superiorità di Sandro Montefusco. Ci riproveremo l’anno prossimo, in Spagna a Portosin”.

Sorpresa, invece, nella lotta per la terza posizione. Infatti, a piazzarsi terzo nel ranking generale è Fight For Fighting 3 di Tommaso de Bellis con Andrea Casale al timone. Infatti, vincendo l’ultima prova riescono a scalzare dal terzo posto La Burra, che chiude il suo Mondiale quarta. Alle sue spalle Sori  e Hurrà. “Nelle prime prove abbiamo dovuto affiatarci un po’ perché non ci conoscevamo tutti bene. Infatti i risultati delle prime regate confermano questo stadio iniziale di assestamento. Poi, con il primo nella  sesta prova abbiamo cominciato a crederci”, ha dichiarato Andrea Casale. “Sì, è stata una bella rimonta” ha sottolineato l’armatore Tommaso De Bellis. “Siamo sul podio e siamo soddisfatti. Un punto fermo da cui ripartire per fare ancora meglio”.

Alla fine delle regate di ieri, abbiamo raggiunto Sandro Montefusco mentre si stava godendo la vittoria con il resto dell’equipaggio e con la sorella Ines, arrivata per assistere alle battute conclusive di un Mondiale molto combattuto.

Sono passati pochi minuti da quando hai tagliato la linea di arrivo aggiudicandoti anche quest’anno il Mondiale Platu 25…
Sono ovviamente molto soddisfatto di questo risultato. Eravamo convinti di potercela giocare fino all’ultimo ed questa giornata conclusiva è stata davvero lunga. Nella prima regata siamo andati meglio noi, creando margine fra noi e loro, conservando i quattro punti di vantaggio. Nella seconda, invece, sono andati meglio loro che hanno accorciato a due punti a seguito degli scarti. L’obiettivo dell’ultima regata era di dar fastidio a loro, perché se fossero arrivati dopo il secondo posto, non sarebbero riusciti a vincere il Mondiale. Grazie alla partenza in barca comitato, abbiamo solo controllato in tutta la regata.

Quindi quanta pressione c’era oggi quando siete scesi in acqua?
La regata era volta più a controllare che ad altro (situazione ben diversa a Gmunden, dove le pretendenti al titolo erano cinque barche, ndr). Nella prima prova abbiamo combattuto fino alla prima bolina perché erano avanti a noi, poi abbiamo girato quasi assieme l’altra boa di bolina e poi grazie alla scelta di Paolo di andare a destra in poppa, abbiamo allungato e siamo riusciti ad allungare su di loro.

E avete tirato un sospiro di sollievo…
In quel momento sì, ma nella seconda regata, purtroppo, siamo andati peggio. A causa del salto di vento a destra abbiamo perso diverse posizioni perché ci siamo ritrovati sottovento al gruppo in poppa. E da quarti siamo stati superati da 5-6 barche.

Rispetto allo scorso anno a Gmunden, dove le condizioni meteo non sono state delle migliori, quale è il tuo giudizio oggi?
Nei tre giorni di regata (su cinque previsti: due giorni non si è usciti in mare a causa della bonaccia o del vento troppo forte, ndr) è stato divertente regatare con onda formata e vento forte.

Per i prossimi mesi quali saranno i vostri impegni?
Ovviamente con il Platu ci fermeremo perché è finita la stagione. Dopo il prossimo Campionato italiano valuteremo con lo sponsor se c’è la possibilità di andare in Spagna per la prossima edizione del Campionato Mondiale: la distanza dal Sud d’Italia non è poca!

Protagonista non sarà il Mediterraneo, ma l’Atlantico…
Eh sì, l’onda dell’Oceano ci piace!

Proprio gli spagnoli pochi giorni fa avevano affermato che quando sale il mare e il vento, diventano più competitivi. Ma alla fine ha vinto l’Italia.
Evidentemente diamo il meglio anche noi (e si lascia andare a una risata liberatoria, ndr)

Qual è invece il programma della veleria per i prossimi mesi?
Gli impegni che abbiamo noi sono la Barcolana a Trieste e a  fine ottobre c’è il Mondiale dei Melges 20 a Napoli.

L’appuntamento per i Platu è per il 2013 a Portosìn, in Galizia, dove Sandro Montefusco sarà chiamato a difendere per il secondo anno consecutivo il titolo di campione del mondo Platu 25.

Per la classifica generale dopo le nove prove cliccare sul link.

Di seguito pubblichiamo la galleria fotografica di Ainhoa Sànchez sull’ultima giornata di regate (www.ainhoasanchez.com)

 

www.platu25.com
www.platu25worlds2012.com

1 COMMENT

  1. Sebbene “mini”, anche questa è altura, il settore della vela, tanto trascurato dalla Federazione, che continua a mietere successi.
    In attesa di altre affermazioni, complimenti a Sandro ed al suo equipaggio,
    Giovanni

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