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Trieste- Che bella Trieste durante la Barcolana. Per chi ama la vela e pensa che questa e mare siano un po’ la stessa cosa, la città giuliana è davvero una capitale. E lo è con grandi meriti e sapienza marinaresca, frutto di generazioni di capitani e genti che proprio grazie al mare hanno prosperato. Mentre a Genova il Salone Nautico Internazionale faticava a proporre ancora un modello di nautica che è una delle cause di una visione distorta del nostro mondo (chi è causa del suo mal…), nelle stesse ore a Trieste si realizzava quel consueto esempio di fruizione “popolare” del mare e della vela che è la Coppa d’Autunno. Rive piene. Porti anche. Villaggio e locali strapieni. 350.000 presenze nel week end.

Sin dall’arrivo a Trieste, “Città della Barcolana” come si legge nel cartello che annuncia il toponimo, si è colti da quella sensazione pratica che la vela sia una delle tante attività che i triestini praticano, sin da piccoli nelle società veliche, all’Adriaco, a Muggia, Barcola e nei mille altri angoli nautici di questo salotto aperto sul “Golfo di Venezia”. Se c’era crisi della nautica, quella che a Genova hanno faticato a nascondere, a Trieste si respirava dovunque la gioia di esserci, nel massimo rispetto di tutti. Solo qui chiunque possieda una barca a vela, e sono moltissimi, ha pari dignità, a prescindere dal “metraggio”. Proprio come in Nuova Zelanda o in Francia, il solo fatto di avere una barca è oggetto di comunità, di consapevolezza e, alla fine, di civiltà. Barche di tutte le fogge e dimensioni, armate con bompressoni e gennaker giganti per sfruttare al meglio le ariette del Golfo. Equipaggi di ragazzini diciottenni che avanzano nella calma piatta a forza di rollate, tanto si sa che si finirà fuori tempo massimo. Non si dovrebbe fare, ma qui conviene far finta di niente visto che in mare, a vela, alla fine l’importante è andarci. E qui ci vanno.

La Barcolana vista da Miramare. Fotop Buttò/Studio Borlenghi

Ecco perché a Trieste, ogni tanto, bisogna andarci. Ecco come quella splendida festa che è la Barcolana ogni anno rispetta se stessa e i suoi protagonisti. Poco importa se il vento, come quest’anno, non c’è. O se la Bora non scuote le ossa mentre ti riempie la bocca di sale. In Italia solo qui, a Trieste, vedere una barca a vela nel golfo fa parte del senso comune, del “paesaggio”, proprio come un cipresso in Val d’Orcia o un ulivo in Grecia. E sentire persone di ogni generazione vivere il mare descrivendo con puntigliosa competenza ciò che accade, in quella meravigliosa lingua nautica che è il triestino, ci fa star bene. Cogliamo l’occasione, quindi, per ringraziare Andrea, Ezio e gli altri ragazzi del Delta 84 Chardonnay che ci hanno ospitato ancora una volta per vivere dal di dentro l’emozione della Barcolana. Anche nella bonaccia il divertimento non è mai mancato. Questo il video che abbiamo realizzato tra un trim del “frullòn” e una virata con rollio:

A trarre un bilancio positivo di pubblico e di presenze a terra e in mare, per questo evento è stato il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Vincenzo Spina: “La Barcolana ha saputo battere la crisi, garantendo a partecipanti, pubblico, sponsor ed espositori un grande ritorno di immagine. In un anno difficilissimo per la nautica da diporto la Barcolana mantiene Il livello dei partecipanti sostanzialmente invariato e si conferma capace di attivare il volano econonico a vantaggio di tutta la città”.

Gli fa eco l’assessore alle Attività produttive Federica Seganti: “La Regione Friuli Venezia Giulia ha da sempre creduto in un evento come la Barcolana, diventato ormai uno degli appuntamenti più rilevanti per la promozione turistica del territorio e un’ottima occasione per incrementare l’incoming di turisti italiani e stranieri. Siamo quindi soddisfatti che all’investimento da parte della Regione sia seguito anche quest’anno un considerevole ritorno di immagine non solo per Trieste ma per l’intero territorio. Nonostante la mancanza di vento, anche quest’anno la Barcolana è stata una grande festa del mare per tutti gli appassionati che hanno raggiunto Trieste e goduto di questa magnifica occasione. La regata di domenica, vero momento clou della manifestazione, ha chiuso una serie di iniziative di alto livello ed impatto, che hanno concentrato l’attenzione dei media nazionali sul capoluogo regionale. Decisamente positiva l’affluenza di pubblico che ha popolato le zone panoramiche della città per poter osservare lo spettacolo offerto dalla Coppa d’Autunno, il Villaggio Barcolana, le Rive ed anche il centro cittadino. Buone le ricadute sul territorio grazie al rilevante afflusso di turisti che hanno affollato gli stand allestiti per l’occasione e partecipato con entusiasmo ai concerti e alle iniziative collaterali”.

ESIMIT PARTE PER IL MEDOT TROPHY

Al termine della regata, dopo aver vinto la 44.a edizione della Barcolana, Esimit Europa 2 è partita per definire il primo tempo di navigazione tra Trieste e La Valletta (Malta), con l’obiettivo di fissare un riferimento per il record di percorrenza – rilevato dal World sailing speed record council – sulle 700 miglia che dividono la Barcolana e la Rolex Middle Sea Race di Malta. Alle 10 di ieri sera lo scafo di Igor Simcic ha avuto il via ufficiale da parte dei certificatori da Barcola, e sta navigando verso Malta. Nelle prime ore di navigazione ha trovato vento da Sud Est, e ha quindi navigato di bolina.

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