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Genova- Si è concluso il Salone Nautico Internazionale 2012. Questa 52esima edizione non è stata proprio un successo, secondo le testimonianze di espositori e pubblico, soprattutto per un clima non favorevole dovuto sia alla “disgraziata” legislazione sulla nautica sia a alcuni errori strategici degli organizzatori e del comparto stesso. La Fiera di Genova ha dichiarato ufficialmente 176.280 spettatori (più 4.000 bambini fino a 10 anni), il che equivale a una diminuzione di pubblico di circa il 30 per cento. Novecento gli espositori presenti con millequattrocento imbarcazioni esposte. La vela ha avuto una maggior visibilità ed era forse quanto la lunga estate di polemiche e trattative aveva fatto sperare.

Barche a vela esposte al Salone Nautico. Foto Fiera di Genova

Il forte disagio del settore, espresso anche con l’assenza alla cerimonia inaugurale da parte degli imprenditori, ha trovato ascolto nel Governo, almeno a livello mediatico, con la presenza domenica del ministro per lo sviluppo economico, per le infrastrutture e i trasporti Corrado Passera e in sede inaugurale del viceministro Mario Ciaccia, che si sono detti disponibili a intraprendere misure a supporto del settore.

Sul Salone ecco un’analisi di uno dei nostri inviati Federico Maselli:

La nostra analisi

“Un salone senza infamia e senza lode. Pensavamo peggio. Carente l’organizzazione”. Questi i giudizi condivisi da alcuni degli operatori a cui abbiamo chiesto un parere sulla 52esima edizione del Salone Nautico Internazionale. Così Bruno Montalbano della veleria Doyle Sailmakers: “Di certo ci sono state meno presenze rispetto agli anni passati, anche a causa di un mercato che è fermo, ingessato. Abbiamo notato poco interesse, poco movimento. Forse è il segno che la fiera è in decadenza e, quindi, credo sia arrivato il momento di un rinnovamento radicale. Un forte segnale anche dai cantieri: erano infatti poche le barche esposte. A pesare, oltre la crisi della nautica, anche i costi eccessivi per l’affitto di uno stand o di un posto barca. Da criticare il comportamento della Fiera che, pur di vendere qualche spazio in più, ha proposto prezzi molto bassi agli ultimi espositori, mentre nessuna particolare offerta a noi che avevamo già dato la nostra piena disponibilità a questa edizione”.

Per Arimar parla Arianna Francisconi, responsabile dell’ufficio stampa: “La nostra impressione del Salone è assolutamente negativa e infatti tutti noi ci siamo chiesti: potrà sopravvivere? Anche visto che è stritolata tra i saloni autunnali di Cannes, Barcellona e il Mets di Amsterdam poi. E il trend negativo è confermato dall’affluenza dei visitatori che diminuiscono di anno in anno. Punto a sfavore anche per l’organizzazione, dispersiva e troppo costosa. Gli spazi vuoti nei padiglioni sono stati riempiti in tutti i modi, tanto che, entrando nella struttura, non sembrava proprio di essere a una fiera della nautica”.

Questo il giudizio di Claudio Corvino di Oyster, uno dei cantieri leader nella costruzione di Blue Water Cruiser: “Non è andato così male e poteva essere peggio. Di certo l’organizzazione non ha brillato e io stesso ho avuto diversi problemi per ottenere dei servizi già concordati con il Salone, a cominciare dalle piccole cose – tipo la moquette per la banchina – fino alle più importanti. Anche tutto i contorno non funziona, una formula che non rende più e lo si nota a cominciare dalla logistica. Un’assurdità? Le vedette della Finanza ormeggiate accanto a noi, quasi fosse un monito ai futuri armatori. Per questi motivi siamo disponibili aperti a un’idea di un salone nautico diverso, nuovo, che nasca sotto il segno del rinnovamento”.

Con queste parole Alessandro Vismara, di Vismara Marine, parla dell’evento appena concluso: “Molto valido, molto utile, un momento di incontro con tutti i nostri clienti , un “social” fondamentale. Vanno incrementati gli espositori di attrezzature e velerie e forniture … La gente non viene solo per vedere le barche”.

Siamo stati al Salone Nautico di Genova tre giorni, da giovedì a sabato sera, un tempo sufficiente per farci un’idea di quella che è stata forse l’edizione più sofferta per tutte le polemiche che hanno fatto da cornice all’evento. Di certo, e  questa affermazione trova riscontro anche nei numeri resi noti dagli stessi organizzatori, a caratterizzarlo è stata una netta diminuzione dei visitatori che si sono aggirati fra gli stand di espositori abbastanza contriti e banchine caratterizzate principalmente dall’assenza di molti cantieri (sia di vela sia di motore). Così come il pubblico, anche gli espositori sono diminuiti rispetto agli anni passati. Conseguenza inevitabile: per colmare quel vuoto lasciato dagli “scissionisti”, l’Ente Fiera è corsa ai ripari chiudendo diverse gallerie nei padiglioni e piazzando alcuni stand delle forze armate qua e là per tappare gli evidenti buchi. Tra le sorprese anche uno stand di caramelle e uno di caschi per il motocross.

Il mondo dell’accessoristica, che doveva essere valorizzato, è stato lasciato a sé stesso, relegato in un padiglione (il D), dove mancavano anche i servizi di prima necessità come un semplice punto ristoro. Poche le persone che sono transitate per il mondo degli accessori e, stando a quanto ci hanno riferito gli stessi espositori, è un fatto alquanto strano visto che, in un momento di crisi così forte del settore, che colpisce principalmente i cantieri perché di barche nuove se ne vendono davvero poche, gli armatori almeno di accessori dovrebbero far incetta. Eppure non è stato così. A guardare le facce annoiate o assonnate dei dipendenti, l’impressione è, come testimoniato dalla maggior parte delle aziende espositrici, che di flop si sia trattato. Certo, come hanno confidato a farevelanet, il Salone poteva andare peggio, ma l’aria che si respirava all’interno dei padiglioni era di cambiamento, visto che vedono difficile un rinnovamento della stessa manifestazione che va avanti ormai da anni senza cambiare formula.

Ma se gli stand nei padiglioni sono stati visitati con il contagocce, un’importante affluenza è stata registrata alle banchine dove erano ormeggiate le barche a vela. Perché, come ci hanno spiegato i cantieri, da questa crisi chi ne esce peggio sono proprio i motori, per i loro costi esorbitanti. Così, nonostante il cattivo tempo dei primi giorni, c’è stata una discreta presenza di pubblico che ha visitato e provato le barche, alzando l’asticella di un’organizzazione che, a detta degli espositori, ha deluso. Soprattutto perché, come è stato rilevato, il rapporto costi-qualità del servizio non è stato proprio all’altezza. E a proposito di barche: tra i vari gazebi circolava la voce che una vedetta della Guardia di Finanza si aggirasse come uno squalo fuori dal Salone alla caccia di presunti evasori. Così è stata fermata, a quanto risulta a questa testata, più di un’imbarcazione con l’inevitabile conseguenza di scoraggiare ulteriori e future prove in mare.

Per il comparto motore non è stata vita facile, tanto che, secondo quanto confidato dai presenti, se non ci fosse stata la vela, probabilmente sarebbe stata un’edizione ancora più povera. Tanto che, anche dopo che la fiera è iniziata, non pochi hanno notato barche raggiungere pontili per colmare gli ormeggi lasciati vuoti da chi non ha voluto prender parte. La loro sensazione è stata dunque di un’edizione caratterizzata dalla corsa al riparo piuttosto che dall’attenzione della qualità dei servizi offerti.

Ne esce soddisfatta la FIV, la cui area espositiva è stata presa d’assalto da frotte di studenti e bambini (con genitori al seguito) che si sono interessati tanto delle derive olimpiche quanto al Kitesurf, dal 2016 classe olimpica. Istruttori preparati hanno spiegato alle famiglie i segreti e le tecniche di questa nuova disciplina, dando anche ai più piccoli la possibilità di indossare l’attrezzatura e “provare per gioco” a essere campioni di kite. Nella consueta vasca con vento artificiale i più piccoli hanno provato l’emozione di bordeggiare su Optimist ed Equipe, sempre assistiti dai istruttori FIV. (Federico Maselli)

La vasca allo stand della Federazione Italiana Vela

Le dichiarazioni degli organizzatori:

“Al Salone Nautico di quest’anno sono stati conclusi contratti e contatti importanti, soprattutto per quanto riguarda clienti esteri –  ha dichiarato il presidente di Fiera di Genova Sara Armella – e registriamo segnali di soddisfazione da parte di molti espositori. Questo ci conferma la bontà delle scelte effettuate e ci incoraggia ad effettuare un vero cambio di passo. Non abbiamo pregiudizi nel riprogettare la manifestazione: dalla durata al periodo, dal lay out all’ampliamento ulteriore delle prove in mare, dai costi ai servizi da mettere a disposizione delle imprese. Siamo convinti di avere il know how necessario per gestire il cambiamento in modo razionale e intelligente, avendo presenti gli scenari di mercato e il momento storico ed economico che stiamo vivendo. Nel futuro ritengo ci debba essere ancora più spazio per internazionalizzazione, a fianco di Liguria International, per design e innovazione e per elementi legati alla passione per il mare. Già da domani ci metteremo a riprogettare l’edizione 2013 del Salone discutendone con Ucina e con tutti i soggetti istituzionali che sono coinvolti. Il registrato calo delle presenze era ampiamente atteso e sarebbe stato illogico e anacronistico pensare a numeri diversi alla luce dei dati del mercato italiano. La nostra esperienza ci ricorda però che quello sui visitatori è solo uno degli elementi di valutazione.”.

“L’evoluzione del mercato – sottolinea l’amministratore delegato di Fiera di Genova Beppe De Simone – ci porterà sempre di più verso un Salone di qualità e sempre meno verso un Salone di quantità. Si tratterà di lavorare per il futuro proponendo un Salone appetibile per una clientela sempre più attenta e competente”.

“La presenza a Genova di 900 espositori testimonia che gli imprenditori della nautica non vogliono rinunciare a questo importante appuntamento. Il fatto che, nonostante il difficile momento in cui versa il comparto, abbiano voluto essere qui,  se da un lato ci segnala la loro fiducia nella manifestazione, dall’altro ci impone di ripensare il prossimo Salone in una formula che sia più vicina alle loro esigenze” ha dichiarato il Presidente di UCINA Anton Francesco Albertoni – che conclude: “Ho preso l’impegno di arrivare all’edizione 53 con soluzioni che invoglino gli espositori a confermare la loro presenza e intendo tener fede a questa promessa. Infine non posso che esprimere soddisfazione per il costruttivo confronto con l’Esecutivo, ottenuto in seguito all’appello rivolto a premier Monti e alle iniziative che UCINA ha condotto nella giornate inaugurale per esprimere lo stato di prostrazione del settore. Auspico ora che si possano avere presto riscontri concreti”.

“Certamente nello studio della formula del prossimo Salone, UCINA continuerà a garantire un profilo elevato per le iniziative a sostegno delle aziende che da anni caratterizzano questa manifestazione, aggiungendo valore all’attività di business – spiega Marina Stella, direttore generale dell’Associazione: internazionalizzazione, testimoniata quest’anno dagli oltre 1000 incontri B2B con operatori professionali proveniente da Brasile, Russia, Turchia, Middle East e Far East, oltre all’importante delegazione di Santa Catarina; un’attività convegnistica di elevato contenuto istituzionale che ha incluso importanti appuntamenti di profilo internazionale (International Boating Forum e Audizione CESE – Comitato Economico Sociale Europeo); promozione della cultura del mare con il progetto Navigar m’è dolce e il rafforzamento con la FIV e le altre Federazioni Nautiche. Infine la sempre maggiore integrazione con gli altri comparti del Made in Italy come dimostrato con il rinnovato successo del fuori salone GenovaInBlu”.

3 COMMENTS

  1. “con la presenza domenica del ministro per lo sviluppo economico, per le infrastrutture e i trasporti Corrado Passera e in sede inaugurale del viceministro Mario Ciaccia, che si sono detti disponibili a intraprendere misure a supporto del settore” : QUESTA E’ LA POLITICA :E LO STATO : CONFISCA A MANO ARMATA PRIMA, ELEMOSINA DOPO. FINTANTO CHE TUTTI I “PASSERA” E I BOIARDI DI GOVERNO, DI PRIMA E DI ADESSO, NON SARANNO GETTATI IN MARE A PEDATE NEL SEDERE, IL DESTINO DELLA NAUTICA E’ SEGNATO COME QUELLO DELL’ITALIA TUTTA : LA TOMBA. AMEN

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