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Annapolis, USA-Prosegue con celerità la costruzione del primo esmplare del Volvo 65 One Design, nuovo monotipo per il giro del mondo in equipaggio con cui si disputerà la Volvo Ocean Race 2014-2015. Ad Annapolis è stata realizzata questa intervista con Patrick Shaughnessy, presidente di Farr Yacht Design, lo studio che ha realizzato il progetto del Volvo 65 OD attualmente in costruzione tra Persico Marine a Bergamo, Green Marine in Inghilterra, Multiplast a Vannes e Decision in Svizzera.

Il modello del Volvo 65 One Design realizzato a Green Marine. Foto Volvo Ocean Race

Perché la scelta del One Design?
Patrick Shaughnessy Uno dei fattori che abbiamo sentito maggiormente nelle precedenti edizioni della Volvo Ocean Race è stata la competizione fra i vari progettisti, costruttori e fornitori, ed è  una cosa che abbiamo apprezzato come componente essenziale dell’evento. Con la scelta dei one-design non sarà più così, dato che ovviamente designer e cantieri saranno gli stessi. L’attenzione si sposterà dunque più sui team e sui velisti, ciò che in ultima analisi dà il maggior valore agli sponsor. La nostra parte è meno interessante per le aziende, ma quello che avremo sarà una competizione fra velisti, sicuramente molto interessante da seguire. Per vincere la prossima Volvo Ocean Race con i monotipi si dovrà utilizzare la barca meglio degli altri.

Che caratteristiche avrà?
Patrick Shaughnessy Concettualmente, la nuova barca ha molte caratteristiche simili e sarà un mezzo capace di avere alte prestazioni. Quello che la differenzia dal VO70 è la ricerca di una diminuzione dei costi relativi al mezzo tecnico, la barca è lievemente più piccola e molti parametri sono concepiti a questo scopo. Quando si arriva sulla linea di partenza, il costo della barca rappresenta un terzo del budget tecnico mentre i restanti due terzi coprono i pezzi di ricambio e l’assistenza. Il progetto, al di là delle questioni concettuali, cerca di focalizzarsi su due componenti chiave: la sicurezza e l’affidabilità. Inoltre, abbiamo e stiamo cercano di rendere la barca più maneggevole per equipaggi meno esperti, in modo da combinare questi obiettivi con le prestazioni, i costi e l’affidabilità in un pacchetto one-design che li comprenda tutti.
Per questo si noterà che il layout di queste barche è pensato per rendere più semplice il movimento delle vele, grazie al posizionamento speciale dei verricelli e concetti di questo genere, ma l’impressione generale sarà quella di una barca da regata grand prix di alto livello. Abbiamo lavorato sia sull’aspetto tecnico ma anche sull’immagine per rendere lo scafo allo stato dell’arte, con un profilo della poppa unico, la forma della cabina e altri dettagli che possano rappresentare novità d’immagine nel settore. Sarà qualcosa di speciale, che avrà un’immagine speciale e uno stile personale.
La barca sarà bella da vedere, cool. La forma della poppa è stata pensata per avere uno stile, essere innovativa e creare una linea per gli anni a venire, in modo da avere una barca divertente, moderna e che resterà un’icona nel futuro.

Un dettaglio del modello 1:1 del Volvo 65 OD

Uno dei problemi della Volvo Ocean Race è trovare il giusto compromesso tra prestazioni e affidabilità.
Patrick Shaughnessy Gestire prestazioni, sicurezza e affidabilità pur contenendo i costi è indubbiamente una sfida e bisogna trovare il giusto equilibrio. Il pubblico richiede che le barche siano sicure e affidabili, che non si rompano, perché se non si rompono le barche e questo è un concetto abbastanza irrealistico, sono gli equipaggi a soffrire di più. Bisogna trovare un equilibrio che si ottiene con l’esperienza e con il lavoro fianco a fianco con i team.
Avere un one-design ti permette di bilanciare alcune scelte in maniera diversa rispetto a quello che si poteva fare con i VO70, ma abbiamo ancora degli obiettivi alti. Si può certamente rinunciare a qualcosa in termini di prestazioni in alcune aree ma non troppo, quindi è importante per noi avere già fatto questo tipo di esperienza.

Come si è svolta la fase d’ideazione del progetto One Design?
Patrick Shaughnessy Abbiamo vissuto due fasi del processo di progettazione. Durante le fasi finali della regata 2011-12 abbiamo avuto molti contatti con i velisti e i team suddivisi in tre gruppi: uno relativo alla velocità, composto principalmente da timonieri e trimmer, uno specializzato nella costruzione, soprattutto fatto di tecnici e componenti degli shore team e un terzo che lavorava sulla logistica, che ci ha detto molto sulla movimentazione e l’armamento delle barche. Tutti gli input che abbiamo ricevuto sono stati di fondamentale importanza per noi. Dopo la regata, i team fanno una sorta di debriefing e Knut Frostad ha fatto in modo che potessimo avere l’aiuto e la consulenza di Chris Nicholson per la parte velica e di Neil Cox per la costruzione e la logistica, quanto ne è emerso deve essere bilanciato con quello che desiderano i costruttori e gli organizzatori della regata. Per noi progettisti è importante avere un cliente attivo, perciò vogliamo avere input che ci aiutino a creare la barca giusta, è un momento chiave del processo.

Quanto saranno dure da portare in oceano?
Patrick Shaughnessy E’ necessario capire che si tratterà di barche impegnative, abbiamo cercato di prendere in considerazione i carichi fisici delle componenti, la quantità di materiale che si può muovere e la relativa posizione, ma rimangono barche impegnative, abbiamo cercato di avere il maggior numero possibile di aiuti “meccanici” in modo che anche velisti meno forti fisicamente possano postare la barca in modo efficiente. Quello che abbiamo cercato di fare, in modo particolare con i supporti dei winch, i pedestal, è di ottenere un sistema che possa essere utilizzato anche da veliste donne. Un team femminile sarà più numeroso, 10 persone a bordo, e quindi sarà necessario avere spazio per tutto l’equipaggio per muoversi bene in manovra, quindi dieci donne potranno avere 10 ruoli diversi.”

Nell’ultima edizione avete progettato solo Azzam di Abu Dhabi Ocean Racing. Qual’è il rapporto storico di Farr con il giro del mondo?
Patrick Shaughnessy Ovviamente Farr Yacht Design ha avuto un ruolo nelle passate edizioni della Volvo Ocean Race e prima nella Whitbread Round the World Race per molto tempo e quindi avere un ruolo anche nel futuro ci rende molto orgogliosi, è bello avere questa opportunità e siamo felici di essere parte del gruppo, non solo per quel che concerne il progetto, ma anche per il futuro dell’evento.
Farr Yacht Design ha una posizione abbastanza speciale, nel senso che abbiamo una lunga esperienza di Volvo Ocean Race. Abbiamo progettato 40 barche per la regata, siamo stati coinvolti in nove edizioni, e nelle ultime campagne siamo stati presenti in loco al 100% del tempo, aiutando i team. Inoltre possiamo combinare l’esperienza della regata con quella del settore dei one-design. Penso che il nostro sia una struttura speciale che ci rende adatti a un’opportunità di questo genere.

Patrick Shaughnessy di Farr Yacht Design

www.volvooceanrace.com

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