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Dun Laoghaire, Irlanda- Inizia oggi al Royal Marine Hotel di Dun Laoghaire, presso Dublino in Irlanda, l’ISAF Annual Conference. Un appuntamento molto atteso dalla comunità velica internazionale per due motivi principali: l’elezione del nuovo presidente per il quadriennio 2013-2016 e la scelta definitiva tra kitesurf e windsurf in vista dei Giochi di Rio 2016. Andiamo per ordine.

Il Royal Marine Hotel di Dun Laoghaire, dove si sta svolgendo l’ISAF Annual Conference. Foto ISAF

Presidenza ISAF: Carlo Croce candidato, il 10 novembre l’elezione

Il successore dello svedese Göran Petersson alla guida della vela mondiale sarà eletto il prossimo 10 novembre nel corso dell’Assemblea Generale ISAF. Tre i candidati alla presidenza: l’italiano Carlo Croce, presidente della Federazione Italiana Vela, l’australiano David Kellett e il portoricano Eric Tulla. A votare saranno le federazioni nazionali affiliate all’ISAF.

In programma anche l’elezione dei sette vicepresidenti. Questa la rosa dei candidati, tra cui figurano gli italiani Alberto Predieri e Riccardo Simoneschi. Si noti che almeno due dei vicepresidenti devono essere donne:

Secondo gli ultimi rumor, le chance di Carlo Croce sarebbero buone. Ricordiamo che Croce già è presidente della FIV e dello Yacht Club Italiano.

 

Kitesurf o windsurf?

L’ormai annosa questione della scelta tra kite race e windsurf per i Giochi di Rio 2016 sarà risolta finalmente al Royal Marine Hotel. Ricordiamo che al Mid Year Meeting di Stresa erano state scelte le nuove classi Nacra17, come multiscafo uomo/donna, il 49er FX, come skiff doppio femminile, e il kite race maschile e femminile. Queste classi si aggiungevano a Finn, Laser, Laser Radial, 49er, 470 maschile e 470 femminile per completare le dieci discipline in regata alle Olimpiadi di Rio 2016. La scelta del kite suscitò molto scalpore per lo stretto margine con cui venne decisa e il voto decisivo di nazioni (soprattutto la Spagna) che nel momento decisivo in sede di Council ISAF votarono in modo diverso da quanto avevano prima annunciato.

In vista della Conferenza di Dublino, l’ISAF ha ricevuto ben 23 Submission da parte di federazioni nazionali che chiedevano di riaprire la discussione su quella scelta. Queste saranno discusse dai comitati preposti che poi il 9 novembre faranno le loro raccomandazioni al Council dell’ISAF. La politica della federvela mondiale insegna che alla fine è il Council ad avere il voto e il potere decisivo, al di là delle raccomandazioni. Il governo della vela mondiale si esprimerà quindi sul tema ma, per farlo, avrà bisogno di una maggiornza del 75 per cento, secondo la costituzione ISAF. Se non verrà raggiunta tale maggioranza (che pare assai consistente) allora la decisione del maggio 2012 a Stresa (ovvero sì al kite race) diventerà definitiva. Ma c’è anche un’ultima chance per il windsurf, ovvero quella dell’Annual General Meeting dell’ISAF, previsto il 10 novembre e già incaricato dell’elezione del nuovo presidente ISAF. Sempre secondo la costituzione ISAF, l’Assemblea generale ha infatti il potere di votare su tutte le regulation prese dal Council nell’ultimo anno e lo fa a maggioranza semplice dei votanti (che sono le federazioni nazionali). Storicamente il Council dell’ISAF difficilmente è tornato indietro su una decisione, anche se va detto che i due movimenti, quello pro windsurf e quello pro kite, hanno giocato bene tutte le loro carte. Vedremo chi prevarrà.

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