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San Francisco, USA- Ora che tutti e quattro i team che prenderanno paret alla 34th America’s Cup hanno messo in acqua i loro AC72 di prima generazione è possibile fare un raffronto almento tra gli scafi della piattaforma. Una bella comparazione è stata pubblicata dal sito argentino http://www.catsailingnews.com/, con l’immagine che riproduciano qui sotto, e che evidenzia le notevoli differenze progettuali:

I tre scafi degli AC72: in nero Oracle Racing, in bianco ETNZL/Luna Rossa, in rosso Artemis di Juan Kouyoumdjian. Courtesy catsailingnews.com

In effetti le scelte progettuali di Emirates Team New Zealand/Luna Rossa, ovvero la coppia che si sta allenando ad Auckland, sembrano assai diverse da quelle di Oracle Racing e di Artemis, che si alleneranno invece a San Francisco. L’incidente a Oracle, con la completa distruzione della prima ala, sta comportando dei ritardi che comunque il poderoso team di Larry Ellison si è dichiarato capace di risolvere.

Il progetto kiwi-italiano pare più robusto e dichiaratamente indirizzsato alla strada dei foil. Vedremo nelle prossime settimane l’evoluzione che poi porterà agli scafi numero 2 del defender, di ETNZL e di Artemis che, uniti all’AC72 di Luna Rossa, si giocheranno poi la Coppa nell’estate 2013.

Luna Rossa AC72. Foto Borlenghi
Emirates Team New Zealand AC72. Foto Carlo Borlenghi
Le forme dello scafo di dritta. Foto van der Borsch

www.americascup.com

2 COMMENTS

  1. Ottimo lavoro del Martín Varzulli. Dettaglio da correggere, i timoni di Artemis e la traversa posteriore di ETNZ/LR sono più in avanti, dato che per regolamento devono stare ad almeno 1m dallo specchio di poppa.

  2. Se il disegno è corretto, si nota come le derive del progetto ETNZ/LR siano poste a proavia rispetto le barche di Oracle e Artemis. La posizione più arretrata potrebbe far aumentare il rischio di ingavonamento in poggiata, perchè in questa posizione il contributo dei foil ad alzare le prue diventa nullo. Un accenno di ingavonamento comporta un repentino aumento d’intensità del vento apparente, che va a scaricarsi tamponando l’ala. Solo volume o sostentatori idrodinamici nella giusta posizione (prue piene o alette a estrema prua) possono salvare la barca dalla capriola in condizioni limite. Spero a questo punto che i volumi dello scafo di Luna Rossa siano ben più pieni a prua di quelli di Oracle.
    C’è di che stare preoccupati…

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