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Alicante, Spagna- “Il nostro nuovo Volvo Ocean 65 è in produzione e sarà il protagonista della prossima edizione della Volvo Ocean Race, un giro del mondo che porteremo nei computer di tutti gli appassionati come mai si era visto prima”. A dirlo a Farevelanet è proprio Knut Frostad, il CEO dell’evento, in un’approfondita intervista che abbiamo realizzato lunedì nei Volvo Ocean Race Headquarters di Alicante, dove siamo stati per un incontro legato alla presenza di Angela Pumariega e Sofia Toro, due delle tre ragazze spagnole oro olimpico nel match race insieme a Tamara Echegoyen.

Il modello del Volvo Ocean 65 da Green Marine. Foto Roman/Volvo Ocean Race

Con Frostad parliamo dello stato del progetto one design, che sarà venduto ai team al prezzo di 4,65 milioni di euro più 0,7 milioni per il programma vele, delle ragioni di tale scelta, delle strategie di un evento che continua ad avere ritorni mediatici enormi, dei nuovi team potenziali (“una ventina gli interessati potenziali e riusciremo ad avere gli otto che sono il numero minimo che vogliamo”), della nuova rotta (“vi saranno sorprese”), del Vendee Globe, del ruolo sempre più determinante del mediaman, del rapporto con gli sponsor, del potenziale team italiano.

Ecco l’intervista (in inglese) a Knut Frostad, divisa in due parti. In coda alla parte 2 anche una visita al Museo della Volvo Ocean Race aperto ad Alicante.

Parte 1

Parte 2

Il progetto del Volvo Ocean 65 è, come noto, dello Studio Farr e viene realizzato da un consorzio di cantieri composto da Persico Marine per lo scafo, Multiplast, Decision e Green Marine. “Grande attenzione è stata posta sull’affidabilità dopo l’esperienza dei Volvo 70 nell’ultima edizione. Saranno barche molto dure, visto che saranno portate da soli 8 velisti, ma anche più sicure e resistenti e, ci teniamo a sottolinearlo, assolutamente monotipo, sin nel più piccolo particolare o cavo elettronico. Se ci dovessimo accorgere che occorre anche la più piccola modifica, ebbene questa sarà fatta su tutti gli esemplari venduti”.

Il progetto dello Studio Farr del nuovo Volvo Ocean 65. Copyright Farr

L’attenzione per la parte mediatica legata ai media crew man è prioritaria, tanto che Frostad dice di “non capire come altri eventi non l’abbiano ancora previsto”: “Ci siamo resi conto”, spiega, “che vi erano situazione limite, quando l’acqua spazza la coperta, in cui realizzare un’intervista era quasi impossibile ma è proprio quello che vogliamo portare all’audience globale, far vedere un vero reality dagli oceani in ogni situazione, solo che sarà tutto vero. Da qui l’esigenza di studiare soluzione tecniche per le videocamere e il posizionamento degli apparati di bordo che facilitino tali restrasmissioni live”. Ma la Volvo resta soprattutto una regata e “la prossima sarà ancora più combattuta, visto che il one design oltre a ridurre i costi, fatto basilare nell’attuale congiuntura, e a tenere le barche ancora più vicine, permetterà ai migliori velisti di eccellere”. Il budget per vincere è stato confermato tra i 12 e i 15 milioni di euro. L’organizzazione metterà a disposizione anche uno shore team comune a tutti i team, in modo da consentire un’ulteriore riduzione dei costi e interventi rapidi.

www.volvooceanrace.org

1 COMMENT

  1. Bellissima intervista e davvero interessante! Complimenti! Pero’ toglietemi una curiosità: la telecamera non di poteva montare su un tripod x intervistarlo? Ho il mal di mare!!!!:-)

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