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Venezia- “Abbiamo saputo della mancata tappa a Venezia proprio come voi media, solo dal comunicato stampa emesso da ACEA lo scorso 12 novembre, nonostante il regolare contratto che abbiamo in mano”… Le parole del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni sulle mancate AC World Series, non lasciano spazio a equivoci. Venezia c’è rimasta male e conta di difendere la propria immagine internazionale nelle opportune sedi, anche legali. La faccenda non è di poco conto, se pensiamo che esistevano due contratti biennali che riguardavano, in casi separati, le tappe di Napoli e quelle di Venezia, previste anche per il 2013 dopo i bagni di folla e di gradimento del 2012. Unicamente le date sarebbero state invertite: ad aprile a Venezia e a maggio a Napoli. Invece, con il comunicato stampa del 12 novembre arriva una doccia gelida… in Europa è prevista solo la tappa di Napoli, dal 16 al 21 aprile, poi si andrà per due eventi consecutivi negli States, probabilmente a New York alla fine di maggio. Niente ACWS a Venezia, nonostante il contratto in mano ai responsabili di Palazzo Ducale. Napoli, da parte sua, pagherà la somma di 4,2 milioni di euro per avere l’evento. Venezia, che dalla sua aveva avuto la perfetta organizzazione e un’immagine mondiale senza eguali, non aveva tali cifre nel contratto, che ha rispettato in tutti i dettagli.

Le AC World Series 2012 a Venezia, uno spot enorme per tutta l’America’s Cup. Foto Borlenghi/Luna Rossa Challenge

Il sindaco Orsoni è furioso, e nelle dichiarazioni a caldo è stato diretto: “Ho un contratto con l’organizzazione della Coppa America che prevede che le World Series si svolgano a Venezia nell’aprile 2013. Se fosse vero che Napoli è l’unica sede italiana della competizione vuol dire che sono abituati a disattendere i contratti e questa sarebbe una cosa molto grave. Ritengo in vigore il contratto con la Coppa America e tantomeno nessuno mi ha detto niente in contrario. Per cui non so se vogliano fare due eventi in contemporanea a Venezia e Napoli. Se fosse vera l’esclusione di Venezia mi sembrerebbe una cosa molto grave per dei personaggi che vorrebbero proporsi sulla scena mondiale come organizzatori di grandi eventi”. Questo martedì scorso. Farevelanet ha atteso un paio di giorni prima di analizzare questa vicenda, per esaminare e riferire di ulteriori eventuali sviluppi.

“Venezia ha mantenuto gli impegni”, ci dice il sindaco Orsoni, “e soprattutto è in grado tranquillamente di ospitare l’evento come da contratto, già da oggi tutto è pronto”. Oggi ne abbiamo parlato poi anche con Alberto Sonino, delegato del sindaco Giorgio Orsoni per le AC World Series. Le sue parole, però, sono altrettanto incisive e riguardano soprattutto l’immagine di una città che all’America’s Cup, nel maggio 2012, ha regalato il miglior spot che si potesse immaginare, con la superba esibizione degli AC45 nel Bacino di San Marco e nell’Arsenale. Immagini, foto e video che hanno fatto il giro del mondo e che sono state utilizzate da tutti i team e dalla stessa America’s Cup per la propria campagna marketing.  E’ lo stesso Sonino a sottolineare come non siano state certo gradite le voci messe in giro “ad arte” sull’impreparazione di Venezia. “Il fatto che vi siano sponsor che abbiano percepito in qualche modo che Venezia fosse impreparata è gravissimo e lede l’immagine della nostra città. Venezia non è una cittadina di provincia, è apprezzata nel mondo e sa come muoversi per tutelare la sua immagine planetaria ed è ciò che stiamo facendo”.

AC45 in Bacino San Marco davanti a migliaia di spettatori. Foto Martin Raget/Americascup.com

Il fatto che, nonostante il viaggio degli emissari veneziani a San Francisco, non vi sia stata alcuna comunicazione sulla sola scelta di Napoli, tanto che a San Marco hanno saputo della decisione attraverso il comunicato stampa del 12 novembre, è giudicato “offensivo” dall’entourage del sindaco. “Abbiamo rispettato tutti gli impegni, non avevamo sponsor nel 2012 anche perché ACEA si era incaricata di trovarli, ma abbiamo fornito tutto ciò che era stato richiesto nel pieno rispetto del contratto che abbiamo in mano e che, per quanto ci riguarda, riteniamo tutt’ora valido. La situazione sta un po’ degenerando ma crediamo che tutt’ora vi siano dei margini per cambiare qualcosa. Non può certo finire così per una città come Venezia. Tra l’altro ci hanno messo in forte imbarazzo con Napoli, con cui certo non vogliamo concorrenza”.

Dal punto di vista tecnico, un’ipotesi fondata, potrebbe venire dal fatto che Oracle è ora a corto di tempo, dopo la scuffia dello scorso mese. I programmi del team di Larry Ellison starebbero subendo notevoli variazioni e ogni momento sull’AC72 è per loro vitale. Una doppia tappa in Europa, a questo punto, potrebbe non rientrare più nei loro piani. Su questo aspetto, Sonino ha confermato a Farevelanet che gli altri team erano disponibili e lo stesso skipper di Luna Rossa, Max Sirena, ci aveva risposto positivamente ad Auckland sull’eventualità di partecipare alle tappe di Venezia e Napoli. “Bisogna chiedere agli organizzatori se tali eventi si faranno o no”, ci rispose Sirena, “noi ci saremo sicuramente anche perché abbiamo già programmato di utilizzare quel periodo tra aprile e maggio per spedire l’AC72 a San Francisco”. E le due tappe a fine maggio a New York? Il protocollo obbliga i team a rinunciare eventualmente a una sola tappa, due rinunce comporterebbero l’uscita dalla Coppa, e questo chiaramente non lo vuole nessuno. A corto di budget, ACEA avrebbe quindi scelto di fare solo la tappa che offriva denaro, ovvero quella di Napoli con i 4,2 milioni di euro.

Ma Venezia non si rassegna. La città è pronta a ospitare l’evento, così come l’Arsenale ottenuto dallo Stato e, soprattutto, vi sono sponsor contattati adesso in stand by. “La città ha investito per due anni, rispettando tutti gli impegni contrattuali, e certamente non può rassegnarsi”, conclude il sindaco Orsoni.

Venezia, insomma, si sta muovendo per difendere la propria immagine. Lo fa, ci sia consentito, con la consueta determinazione, il che può voler dire solo rispettare un contratto esistente. Le leggi etiche della Serenissima sono sacre e chissà che il Mercante americano arrivato a Venezia non debba rimpiangere quella libbra di carne che voleva strappare al corpo della Repubblica di San Marco.

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