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Les Sables d’Olonne, Francia- (Mauro Giuffré) Alex Thomson, skipper di Hugo Boss, ha protestato alla Giuria otto concorrenti del Vendée Globe; si tratta di: Synerciel (Jean Le Cam), Acciona (Javier Sanso), Virbac-Paprec (Jean-Pierre Dick), Mirabaud (Dominique Wavre), Energa (Zbigniew Gutkowsk), Initiatives Coeur (Tanguy de La Motte), Groupe Bel (Kito de Pavant, ABD) et Maître Coq (Jérémie Beyou).

Lo skipper inglese sostiene che gli otto non abbiano rispettato la regola 5.3 delle istruzioni di regata del Vendée Globe (http://www.vendeeglobe.org/data/medias/00/61/6193.pdf) durante il passaggio a Cape Finisterre. Tale regola prescrive agli skipper di rispettare il punto 10 del RIPAM (http://www.premiumwanadoo.com/leginautique/equipement/ripam.htm#dix), le norme per prevenire gli abbordi a mare. Analizzando il punto 10 del RIPAM quello che viene fuori è che alcuni dei concorrenti non abbiano seguito la via di circolazione che la flotta del Vendée Globe doveva rispettare in quella zona, per evitare di incrociarsi pericolosamente con altre vie di traffico marittimo. In pratica doveva essere evitata la Traffic Separation Scheme, la zona di sperazione del traffico marittimo al largo di Capo Finisterre, in Galizia, che regolamento il cospicuo traffico marittimo in quella zona.

La zona di separazione del traffico marittimo di Capo Finisterre, in Galizia. In nero la rotta seguita da Hugo Boss, che ha strambato prima di attraversare tale zona restando più vicino alla costa. In blu le rotte seguite dagli otto Imoca che sono stati protestati, che invece hanno scelto di transitare da tale zona con evidente guadagno di rotta. Elaborazione Giuffré su cartina Vendee Globe

Il Comitato di Regata del VG, dopo Thomson, ha a sua volta presentato una protesta alla giuria contro 8 concorrenti: rispetto all’elenco di Hugo Boss manca Jean Pierre Dick, mentre è stato inserito Mike Golding di Gamesa. Il caso è sotto esame da parte della Giuria, ma al momento non si conoscono le eventualità penalità che verranno inflitte se alcuni degli skipper saranno considerati colpevoli, come sembra, di quest’infrazione. L’ipotesi è che vengano obbligati a uno stop and go: rimanere fermi per alcune ore e poi ripartire.

L’argomento in questione, alla luce delle due collisioni tra le barche del Vendée Globe e i pescherecci, avvenuti comunque in altre zone rispetto a quella in esame, merita sicuramente una riflessione da parte degli organizzatori, che a questo punto potrebbero decidere per  la prossima edizione di piazzare una boa virtuale, un waypoint, per evitare che la flotta vada ad incrociare altre vie di traffico marittimo. Il Vendée Globe è una regata e ovviamente ha un regolamento che deve essere rispettato, pena incorrere in penalità.

Alex Thomson, autore della protesta contro gli otto skipper del Vendee Globe

Un dibattito interessante

Il caso sta suscitando un ampio e interessante dibattito sui media velici internazionali, proprio dopo ciò che è successo nei giorni scorsi con le due collisioni tra due Imoca 60 e due pescherecci al largo delle coste portoghesi. I solitari del Vendée Globe, ci pare, non possono certo essere esenti dalla regole riguardanti la navigazione. In particolare, la norma in questione è funzionale a prevenire il rischio di collisioni in una zona a traffico marittimo elevato. Va anche osservato che un Imoca 60 contemporaneo naviga spesso a velocità di 12, 14 o anche più nodi e ha degli ovvi momenti di “cecità” dovuti all’inevitabile, seppur breve, bisogno di riposo degli skipper, che neanche gli AIS e gli allarmi radar possono portare a rischio-zero. In questo senso il Vendee Globe e altre regate, come la Transat 650, godono giustamente di una deroga alla regola dalla norma che prevede una guardia 24h in coperta, ma non sono indenni da rischi.

Proprio per questa ragione, la norma di evitare una zona di alto traffico marittimo, dove le navi commerciali sono obbligate a transitare in una sorta di “corridoio marittimo riservato”, era stata inserita delle istruzioni di regata del Vendee Globe. Occorre poi considerare anche che i mezzi da pesca, soprattutto i più piccoli, non sempre sono dotati di un sistema AIS, avvistabile dall’analogo apparato posto sugli Imoca 60, e che ovviamente sono lì per lavorare e, sempre da regolamento marittimo, devono essere evitati dalle altre imbarcazioni quando sono intenti a pescare. Anche le barche da regata, comprese quelle del Vendee Globe, hanno delle regole marittime da rispettare basate proprio sulla ricerca della massima sicurezza in mare. Almeno questa è la nostra opinione. Voi cosa ne pensate? (MT)

www.vendeeglobe.org

Il video riassunto della prima settimana di regata:

Résumé de la première semaine de course di VendeeGlobeTV

 

5 COMMENTS

  1. Buongiorno,
    giusto una precisazione.
    La regola 10 sui DST *non* stipula che gli stessi debbano essere “evitati” dalle imbarcazioni a vela.
    Nel caso presente, mi sembra di intravvedere due possibili violazioni:
    1. chi naviga (vela o motore) in un corridoio deve procedere nella stessa direzione del flusso, in particolare specie nel corridoio Est orientato NE-SW due tracciati mostrano due barche che sono andate “a controsenso” per buona parte dello stesso corridoio;
    2. qualora si attraversi il DST, bisogna farlo con una prora il più possibile perpendicolare all’asse del corridoio, è evidente dalle rotte seguite mostrate nell’immagine sopra come non sia stato cosi’ in un buon numero di casi.

    Potreste indicare il riferimento normativo sulla supposta “dispensa” dal RIPAM (in particolare per il servizio di guardia continuativo) data all’/dall’ISAF per le corse di altura in solitario che viene spesso nominata, non ne ho trovato nessuna traccia nei siti “ufficiali”

    cordialmente
    rr

  2. Ioho già espresso la mia opinione sulla navigazione in solitario qualche giorno fa. Va bene se è limitata al tempo massimo in cui il navigatore può restare sveglio in coperta. Perciò, paradossalmente, è fuori legge per i tanti navigatori solitari che solcano gli oceani. Il magistrato che dovesse giudicare uno skipper per una collisione causa di danni più o meno gravi, per evitare la quale avrebbe dovuto manovrare e non lo ha fatto perchè riposava, certamente lo condannerà.

  3. Le regate si vincono anche rispettando e dovendo rispettare le regole. Thomson ha fatto bene. Gli organizzatori hanno ragione ed il comitato non può non decidere in tal senso.

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