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Capo Verde- (Mauro Giuffrè) Il Vendée Globe 2012-2013 vive in queste ore il suo primo strappo in classifica: il gruppo di testa, guidato da Armel Le Cleac’h su Banque Popolaire, viaggia a ritmi indemoniati e per il grosso della flotta tenere il passo dei primi in questo momento è molto difficile. La testa della corsa, nella serata di sabato 17, sta per superare Capo Verde con aria da nordest tra i 15 e i 25 nodi.

Guida Armel Le Cleac’h, che all’aggiornamento delle 20 UTC naviga a 18.1 di media e conserva un margine di 59 su Bernard Stamm, e 62 su François Gabart, che viaggiano a 13.3 e 18.6. Il momento nero di Gabart, con oltre 100 miglia perse in 48 ore sembra al momento alle spalle: lo skipper più giovane in gara, dopo il ritiro di Burton, sembra in grado di riprendere il secondo posto a breve. Dietro il trio di testa seguono Jean Pierre Dick e Vincent Riou che navigano praticamente affiancati rispettivamente a 80 e 92 miglia dal leader. Completa il gruppo Alex Thomson a 122 miglia, l’unico del resto della flotta che per adesso sembra in grado di tenere il ritmo dei primi. Per tutti gli altri i distacchi iniziano a essere importanti e solo Jérémie Beyou su Maitre Coq limita i danni a 185 miglia, prima di Jean Le Cam che si trova già staccato di 286 miglia.

Banque Populaire di Le Cleac’h, in testa a Capo Verde

Alessandro Di Benedetto si trova in quindicesima posizione a 870 miglia dal leader provvisorio: per lui nelle ultime ore qualche problema all’idrogeneratore sul quale è al lavoro ma non si segnalano altre difficoltà. E’ possibile che il polacco Zbigniev Gutkiwski su Energa abbia avuto qualche problema: naviga a 1.8 su rotta 307 gradi, un’andatura anomala. La direzione della corsa al momento non ha fornito alcuna notizia in merito: speriamo si tratti solo di un problema del tracking.

Per la testa della corsa si avvicina velocemente un passaggio delicato: la zona di convergenza intertropicale, meglio nota come calme equatoriali. Si tratta di una zona in prossimità dell’Equatore dove convergono masse d’aria calda e umida, che danno vita a una grande variabilità: colpi di vento o calme impenetrabili. Il primo che si libererà da questa zona potrebbe guadagnare bene sui diretti inseguitori. Le previsioni meteo per le prossime 36 confermano il regime da nordest senza molte variazioni, con la rotta più a est leggermente favorevole per intensità dell’aria. Storicamente, però, un passaggio più a ovest si è rivelato spesso favorito per la successiva discesa nel Sud Atlantico.

Nel frattempo Samantha Davies ha raggiunto Madeira dove è stata accolta dal suo shore team. Dopo il video dove appariva in lacrime, la skipper britannica è tornata a parlare e a trovare un po’ di morale: “Non posso dimenticare il momento in cui ho visto scomparire il mio albero ferito nell’oceano dopo averlo liberato dai cavi. Tuttavia non è un fallimento. Ero sulla linea di partenza con una barca bella, ho avuto una squadra fantastica, uno sponsor che è diventato la mia famiglia e tanti sostenitori. Saveol è ancora lì, We will return. Buon vento ai sedici navigatori che sono ancora in corsa attorno al mondo. E quando avrete una giornata difficile, pensate a me che vorrei essere al posto vostro, a correre intorno al mondo, anche in una brutta giornata”. Chapeau Sam, arrivederci.

L’arrivo della Davies a Madeira. Foto Passos

Sull’argomento alberi sono intervenuti Alain Gautier, vincitore di un Vendée Globe e oggi consulente alla sicurezza, e il direttore della corsa Denis Horeau, che hanno spiegato la possibile causa del disalberamento di Savéol: “Gli alberi si trovano nella loro configurazione più solida quando sono sotto uno sforzo costante, cioè quando la barca naviga sotto il carico delle vele appoggiata sull’acqua. Al passaggio di un fronte invece, come nel caso di Savéol, il vento può essere molto irregolare, oscillando per esempio da 5 a 20 nodi, anche 40 nel caso della Davies, e cambiando direzione. Il mare però non diminuisce quando cala il vento, e la barca può trovarsi a sbattere violentemente sulle onde con l’albero scarico, una situazione molto critica. Quello che probabilmente è successo a Samantha Davies”. Purtroppo in queste circostanze, essendo stato liberato l’albero in mare per non danneggiare la barca, non è possibile eseguire una perizia sui pezzi di carbonio per stabilire la causa certa.

A proposito di avarie: Javier Sanso ha riparato il carrello che gli impediva di issare la randa. Ore particolarmente travagliate per lo skipper maiorchino, che ha cercato riparo dall’onda sotto Tenerife per salire in testa d’albero. Il moto ondoso tuttavia non si era del tutto attenuato e lo spagnolo è stato per un po’ sballottato mentre cercava di raggiungere il punto critico per la riparazione. Fortunatamente tutto alla fine è tornato a posto e Acciona ha ripreso regolarmente la corsa.

Momenti concitati anche per François Gabart nella notte tra il 16 e il 17 novembre: “Sull’AIS è comparsa una barca a vela, Kairos, in perfetta rotta di collisione con la mia. La chiamo ripetutamente al VHF per decine di minuti ma non ottengo nessuna risposta. Non capivo se mi passava davanti o dietro e alla fine quando eravamo vicinissimi ho preso il timone in mano e sono passato avanti a loro di appena cento metri. Gli ho sparato una luce rossa sulle vele e credo siano andati nel panico, li ho visti orzare violentemente. Kairos, tenete acceso l’AIS, ma state anche di veglia al VHF sul 16”!

Il video riepilogo della prima settimana:

Résumé de la première semaine de course di VendeeGlobeTV

www.vendeeglobe.org

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