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Auckland, Nuova Zelanda- Max Sirena ha la faccia giusta per piacere al pubblico. Naturalmente simpatico, con quel suo accento romagnolo che proprio non riesce a nascondere, lo skipper di Luna Rossa se la sta cavando pare bene come responsabile della quarta campagna di Coppa America di Patrizio Bertelli. La scelta del patron di Prada sembrava un anno fa un po’ rischiosa, dato che Max, pur avendo fatto parte di grandi team come la stessa Luna Rossa e Oracle Racing, non aveva quel curriculum “da timoniere” che fa grandi i Russell Coutts, Paul Cayard, Ben Ainslie, Dean Barker e via dicendo…

Max Sirena con Luna Rossa AC72. Foto Borlenghi/Luna Rossa

Eppure, pare proprio che Bertelli abbia visto giusto, collocando nel ponte di comando una persona in grado di lavorare per il gruppo e, soprattutto, capace di circondarsi degli “uomini giusti al posto giusto”, senza paura di perdere visibilità o potere, il che è poi una delle chiavi di un successo sportivo. Ecco che Luna Rossa ha fatto arrivare Franck Cammas, appena fresco di trionfo alla Volvo Ocean Race, che secondo quanto ci risulta sta già infondendo fiducia al team con la sua estrema competenza nel settore dei multiscafi. Primo a salire e ultimo a scendere dalla barca, sempre pronto a dare una mano, così come era su Groupama dove il campione di Aix en Provence era un capo sorridente e tuttofare. Poi i baschi, ovvero Iker Martinez, due volte medaglia olimpica nei 49er e veterano degli oceani, che con il fido Xabi Fernandez sta già dimostrando come la “manina” fatata del velista olimpico serva anche sull’AC72. Ultimo arrivato Giles Scott, anche lui finnista. Poi c’è Francesco Bruni, di cui si ipotizza un ruolo da timoniere di partenza, visto il suo istinto vincente nel match race. E poi tutto il resto del sailing team, nel team progettuale, nello shore team. Tutti al lavoro per lo stesso obiettivo, senza gruppi o paure. Almeno così ci era sembrata la nuova Luna Rossa ad Auckland, nei giorni del varo alla fine di ottobre, e così ci pare di notare anche nelle ultime mosse del team. Tanta sostanza e poche chiacchiere, come vuole il grande capo aretino. L’uscita di ieri contro Emirates Team New Zealand ha reso ancora più interessante la campagna e dalle parti di San Francisco, da sponda oracliana, pare che inizino a preoccuparsi non poco. Ad Auckland i foil volano e il tempo passa…

Lo stesso Max Sirena parla del team Luna Rossa Challenge in questa intervista diffusa oggi dal sito della Coppa www.americascup.com. Parole interessanti per chi studia (bene) da skipper…

Luna Rossa AC72 in allenamento ad Auckland. Foto Borlenghi

A che punto è la sfida di Luna Rossa Challenge?

Siamo ancora nella fase iniziale della nostra campagna: abbiamo varato da poco l’AC72 ma non va dimenticato che Luna Rossa è partita un anno e mezzo dopo gli altri team. Nonostante ciò abbiamo già navigato con condizioni meteo diverse e, toccando ferro, la barca si sta comportando molto bene. E’ adesso che inizia il grosso del lavoro: nel corso dei prossimi quattro-cinque mesi, prima di trasferirci a San Francisco, ci dedicheremo allo sviluppo della barca e testeremo diverse soluzioni che contiamo possano aiutarci a cavare il meglio dal nostro AC72.

Ieri è stato il sesto giorno di navigazione sull’AC72. Cosa avete imparato fino ad oggi?


Tante cose, e continuiamo a impararne di nuove ogni giorno. Da ieri, ad esempio, abbiamo iniziato a concentrarci maggiormente sulle performance e sulla regolazione delle vele. Fino al giorno prima, invece, eravamo più attenti a valutare il comportamento della barca: è una parte dello sviluppo che non si concluderà mai, visto che con queste barche c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.

Credi che sarete pienamente competitivi per l’inizio della Louis Vuitton Cup?

Non lo si è mai abbastanza, questo è certo. Il nostro obiettivo è arrivare a San Francisco in buona forma, ma il vero traguardo è quello di controllare l’AC72 al punto di poterlo spingere al limite senza accontentarci di farlo semplicemente navigare.

Cosa ti ha colpito di più dell’AC72?

Dipende tutto dal range di vento con il quale ti trovi a navigare. Abbiamo veleggiato con oltre 20 nodi e il gioco è completamente differente: le velocità schizzano verso l’alto ogni istante. Oltre i 18 nodi d’aria si superano agevolmente i 35 nodi di velocità. Bisogna cambiare il modo di portare la barca: occorre essere più attenti e spingere meno. E’ una barca fantastica: emozionante e stressante allo stesso tempo.


Secondo alcuni gli AC72 sono più semplici degli AC45…


La differenza la si incontra quando si poggia. Con queste barche, utilizzando nel modo giusto i foil, riesci a restare sollevato e questo ti aiuta quando vuoi allontanarti dal vento. Non va però dimenticato che gli AC72, pur essendo per certi versi più semplici degli AC45, sono molto potenti e a fare la differenza è l’intensità della brezza.

Nei giorni scorsi un membro del vostro short team si è infortunato mentre stavate alando la barca. Avete cambiato qualcosa nelle procedure?

Abbiamo passato molto tempo pianificando al meglio le procedure di varo e alaggio. Il problema si crea quando hai l’ala appesa alla gru: in quel frangente è esposta agli elementi e non c’è granché che si possa fare per prevenire eventuali movimenti improvvisi. Si potrebbe pensare a un nuovo sistema di alare la wing, ma ci sarà sempre la possibilità che qualcosa non vada per il verso giusto. Tornando al nostro incidente, non è mai piacevole quando qualcuno del team resta infortunato. Fortunatamente Fred (ndr, Gastinet) è già tornato a casa dall’ospedale e da domani sarà nuovamente al lavoro. Mi preme sottolineare l’ottimo lavoro svolto dallo short team: a un giorno e mezzo dal sinistro eravamo nuovamente in acqua.

Eri con Luna Rossa già nel 2000. Cosa c’è di differente tra questo team e quello di allora?


La grande differenza è nello spirito e a indicare la via in tal senso è Patrizio Bertelli. Sono fortunato perché ho potuto scegliere ogni membro del team e nel farlo ho seguito l’obiettivo di non avere nessuna rock star. Con questo non sto dicendo che non abbiamo gente di talento: anzi, in ogni settore il team è pieno di atleti e tecnici talentuosi. Sto solo dicendo che ho voluto con me persone disponibili ad anteporre gli interessi del gruppo a quelli personali. Non è certo un mistero che questo sia un gioco di squadra e se la squadra vince è un bene per tutti

Riproponiamo anche la nostra intervista a Max Sirena, realizzata ad Auckland in occasione del varo di Luna Rossa:

Nel frattempo a San Francisco, Artemis AC72 è andato in acqua per la seconda volta, ecco il video:

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