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Lavagna- Lo scorso 16 novembre il Porto di Lavagna Spa, società incaricata dal Comune nel 2007 di risistemare l’area portuale valorizzandola grazie a un progetto che prevedeva una passeggiata sulla diga, la nuova piastra, locali come la club house, un parco giochi per bambini e altre facilities per armatori e cittadini, ha depositato al Tribunale di Chiavari un atto di citazione. Il motivo scatenante è dovuto alla scelta dello stesso Comune di non concedere la proroga, dovuta, secondo quanto affermato dall’amministrazione della società, per il protocollo di intesa firmato dalle parti, ai lavori già avviati e di aver indetto una nuova gara secondo quanto previsto dalla Direttiva Europea inerente le concessioni demaniali.

La Porto di Lavagna Spa ha citato in giudizio il Comune per non avergli concesso la proroga al protocollo di intesa firmato a dicembre del 2007. Al momento della citazione, il costo dei lavori già avviati nella struttura portuale ammonta a 1 milione e 50.000 euro. I legali hanno richiesto un risarcimento di 10 milioni qualora venisse negata la proroga, che concederebbe alla società 35 anni oltre la scadenza (fissata al 2024)

Così la direzione di Porto di Lavagna Spa si è rivolta ai suoi legali, Giuseppe Greco e Antonino Buongiorno Gallegra, che al Secolo XIX così spiegano le motivazioni che hanno portato alla citazione del Comune di Lavagna: “Il protocollo di intesa deve essere classificato come contratto a prestazioni corrispettive. Un atto che impegnava l’amministrazione ad una “proroga della concessione per una durata rapportata all’entità degli interventi che saranno effettuati dalla società concessionaria” che, per la verità, nel documento viene definita “eventuale”, ma il protocollo si conclude, anche, precisando che esso avrà “completa attuazione” solo alla presentazione di tutti i progetti che venivano concordati tra le parti “e al contestuale rilascio del titolo concessorio, la durata del quale sarà dipendente dall’ammontare degli investimenti ritenuti ammissibili ed utili al raggiungimento dei complessivi obiettivi del presente protocollo”.

Alla scadenza del 2024, vista la mole di interventi richiesta dal Comune per una spesa complessiva di 50 milioni di euro (ad oggi, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Jack Roc Mazreku, la società avrebbe investito 1 milione e 500mila euro per “lavori esecutivi”), la società avrebbe richiesto una proroga di 35 anni, da aggiungere alla data di scadenza del 2024. Secondo quanto riportato dal giornale ligure, “la mancata concessione della proroga, secondo la richiesta depositata dai legali dell’azienda, darebbe diritto ad un rimborso, da parte del Comune, di ben 10 milioni di euro, mentre “nella diversa e non creduta ipotesi in cui si ritenga non ancora perfezionato il contratto, il Comune deve rispondere per responsabilità precontrattuale”.

 

 

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