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Recife, Brasile- Vincent Riou (PRB) ha comunicato alle 7 UTC di oggi che il suo Imoca 60 ha urtato con un oggetto galleggiante (poi individuato in una grande boa metallica). La collissione, avvenuta quanto Riou era in quarta posizione a 83 miglia dal leader Le Cleac’h, ha causato una delaminazione di circa un metro sulla fiancata di dritta a circa tre metri dalla prua.

Il danno con la delaminazione sulla fiancata di dritta di PRB. Foto Riou

Il video in cui Riou mostra i danni e valuta le opzioni. C’è anche un danno importante a uno dei tiranti degli outrigger:

Les images des dégâts sur PRB di VendeeGlobeTV

Riou ha rallentato la barca e attende la luce del giorno per valutare il danno e immaginare possibili scenari di riparazione. Nella zona, a circa 400 miglia a SE di Recife, le condizioni sono buone con Aliseo da Sud Est sui 12-15 nodi. Riou ha immediatamente avvertito il Race Office sulla posizione della boa per agevolare la navigazione degli altri solitari.

Vincent Riou al timone di PRB. Foto Liot

Vincent Riou tells about his colision with a metal buoy. “I was sailing on port side when I heard a big noise at bow of the boat. The buoy hit the starboard side. This is the first problem and that’s bad but it’s not the worst. I managed to see the boy because I was the navigation station. It was a huge metal buoy, something you find in a commercial port. Because it was almost submerged it must have been at sea a long time. I think the buoy was half air and half water. “After the buoy hit the hull four metres away from the bow, it hit the shroud, the carbon cable which helps to support the mast. The only luck I have today is that it is only carbon composite material, so me and my team are analysing the damage in order to find the best way to imagine some repairs. I have sent all the information to my architect and rigging manager. I expect some repair proposals from them. The Vendée Globe turns on very small details like rubbish you can find on the water. See you (sadly)”

Aggiornamento ore 21- (Mauto Giuffrè) Si complica la situazione per Vincent Riou che, dopo la collisione con la boa di metallo alla deriva mentre si trovava in quarta posizione, oltre ad avere subito una delaminazione di circa un metro sulla fiancata di dritta, ha costatato che per la forte botta una delle sartie di destra, in carbonio, è stata danneggiata seriamente. Un problema che forse potrebbe rivelarsi ancora più complesso della riparazione sulla fiancata. Riou continua a procedere a velocità ridotta e sta esaminando la situazione con la sua equipe tecnica, in particolare con l’architetto e con il rigging manager.

Queste le ultime dichiarazioni di Riou, diffuse dalla direzione della corsa intorno alle 17: “Non abbiamo ancora tirato tutte le conclusioni, bisogna attendere. La sartia è di carbonio e noi abbiamo del carbonio a bordo. Ci sono delle soluzioni ipotizzabili ma per l’istante la loro messa in opera non è stata definita”.

Banque Populaire, in testa al VG. Foto Liot

Al rilevamento delle 20 UTC continua la fuga solitaria di Armel Le Cleac’h su Banque Popolaire: Gabart e Dick tengono a 54 e 74.6 miglia, mentre gli altri inseguitori del gruppo di testa si allontanano. Bernard Stamm, anche a causa del rallentamento per la salita in testa d’albero, per risolvere un problema a una vela, si trova adesso a 132 miglia dal leader; Alex Thomson si assesta a 143, mentre Vincent Riou a velocità ridotta accusa già 209 miglia di ritardo, un distacco destinato ad aumentare. Il più veloce in questo momento è proprio il leader Le Cleac’h: 13.2 nodi, rotta 151°, latitudine 15° 51’ Sud. Il terzetto di testa ha iniziato a “piegare” verso Sud Sud Est, per continuare l’aggiramento dell’Anticiclone di Sant’Elena, e nelle prossime 24 ore potrebbe sfruttare la rotazione del vento prevista a nordest, con un successivo rinforzo da nord anche oltre i 20 nodi.

Le posizioni alle 20 di oggi. In nero Le Cleac’h, in blu Gabart e in celeste Dick
Alex Thomson sulla prua di Hugo Boss

Degna di nota fino a questo momento la regata di Alex Thomson. Lo skipper britannico si mantiene nel gruppo di testa: nonostante la sua Hugo Boss sia una barca costruita nel 2007 è riuscito fino a questo momento a giocarsela alla pari contro avversari che  possono contare su barche di ultima generazione, sulla carta più performanti. Per l’inglese si tratta della terza partecipazione al Vendée dopo quelle sfortunate del 2004 e del 2008, entrambe finite con un ritiro causa avarie.

Alessandro Di Benedeto lotta con le calme equatoriali e il suo distacco per l’effetto elastico è ricominciato a crescere: Team Plastique è a 947 miglia da Banque Popolaire.

www.vendeeglobe.org

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