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San Francisco, USA, 23 aprile- Oracle Team USA ha ufficialmente varato ieri il suo secondo AC72, la barca che difenderà la 34th America’s Cup nel prossimo settembre. Un varo in “casa” visto che a rompere la bottiglia di champagne sul bompresso dell’AC72 è stata un membro del team di Larry Ellison, la direttrice marketing Judy Sim.

Oracle Team USA 17 in acqua al Pier 80 di San Francisco. Foto Grenier
Oracle Team USA 17 in acqua al Pier 80 di San Francisco. Foto Grenier

Lo skipper James Spithill ha detto “E’ un giorno incredibile. Siamo tutti molto, molto eccitati dal fatto di scendere in acqua. Speriamo di sviluppare il più veloce AC72 che scenderà nella Baia. C’è stata molta energia, molte ore, da parte di tutto il team, per mettere insieme questa barca. Ora, tocca ai velisti, insieme al supporto del resto del team, per andare là fuori e cercare davvero di trarre il meglio da questa barca”.

La barca, chiamata ufficialmente Oracle Team USA 17, inizierà le uscite nel corso di questa settimana e nella tarda primavera il team di Coutts prevede delle uscite congiunte nella Baia con i suoi due AC72, un indubbio vantaggio questo per il defender che, come notava Francesco Bruni nell’intervista che ci ha rilasciato a Napoli, ha dalla sua il maggior tempo a disposizione rispetto ai challenger per sviluppare il progetto.

Il Team Oracle con l'AC72. Foto Grenier
Il Team Oracle con l’AC72. Foto Grenier

Questo il commento tecnico del nostr esperto Beppe Giannini: “I volumi a prua sono leggermente aumentati e soprattutto le derive sono state arretrate dietro la traversa anteriore. Evidentemente, questo dà un contributo importante alla stabilità del foiling scaricando l’impennaggio sul timone. Ridotta anche la carenatura centrale (pod) sotto il trampolino. Insomma, c’è stato un avvicinamento reciproco (anche nella colorazione ..) con ETNZ, e la differenza principale rimane l’assenza della struttura di irrigidimento a “Y” controventato inaugurata da Alinghi per la Coppa 33. Come osservato da Francesco Bruni, questo risulta in una minore resistenza aerodinamica, a scapito della rigidità torsionale della piattaforma che può creare problemi nei transitori (poggiate, strambate e prue messe in acqua)”.

Auckland, Nuova Zelanda, 3 aprile- Dopo la partenza di Luna Rossa Challenge per San Francisco, anche Emirates Team New Zeraland ha effettuato ieri la sua ultima uscita nel Golfo di Hauraki e si appresta a lasciare Auckland per la Bay Area dove si disputerà la 34th America’s Cup.

L'AC72 di Team New Zealand nell'ultima uscita. Foto Cameron

L’AC72 di Team New Zealand nell’ultima uscita. Foto Cameron

Interessanti i commenti del coach Rod Davis: “Anche se l’analisi della barca di Oracle non è perfetta, i primi segnali ci dicono che non c’è molta scelta per le due barche che in settembre si giocheranno il maggior trofeo velico. C’è una zona grigia quando inizia ad analizzare i dati, ma la linea guida è che noi pensiamo che le due barche siano molto vicine in velocità al momento e questa AC sarà probabilmente decisa da quello che i team faranno da oggi fino alla Coppa”.

“While the analysis of the Oracle boat is not perfect, early signs are that there isn’t much to choose between the two boats expected to race for sailing’s biggest prize in September.
“There’s a fair amount of grey area when you start analysing the data, but the bottom line is that we think the two boats are pretty close in speed right now and this America’s Cup will probably be decided from what the teams do from here through to the Cup.”

Emirates Team New Zealand sarà impegnato ora nella spedizione dei materiali e degli AC72 a San Francisco, mentre Oracle sarà al lavoro, recuperando così in qualche modo una parte del tempo perso lo scorso autunno dopo la scuffia di ottobre.

“Noi pensiamo che al momento Oracle stia facendo bene”, ha detto Rod Davis, “stanno facendo foiling, al momento non molto stabile ma ci riusciranno. Li stiamo prendendo molto molto sul serio, credetemi”.

In effetti, Oracle sta facendo progressi nel foiling al lasco, mentre appare ancora precaria nelle strambate, per questo bisognerà verosimilmente aspettare il varo della seconda barca (che si dice sarà con derive arretrate e più volume a prua) verso la fine del mese.

Nel frattempo a San Francisco è iniziata la vendita dei biglietti per la Louis Vuitton Cup e America’s Cup della Summer of Sailing.

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Auckland, Nuova Zelanda, 19 marzo- Incidente all’ala oggi alla base di Emirates Team New Zealand ad Auckland, a testimonianza delle difficoltà logistiche comportate dalla gestione degli AC72. L’ala alta 40 metri è andata a urtare l’edificio di tre piani che funge da base di ETNZL nel Viaduct Harbour di Auckland durante le operazioni di messa in opera sull’AC72. I danni riportati sarebbero comunque di lieve entità e l’ala dovrebbe tornare a disposizione entro un paio di giorni, secondo quanto riportano SailWorld e il NZ Herald.

Immagine da web cam dell'ala al momento dell'incidente alla base kiwi
Immagine da web cam dell’ala al momento dell’incidente, con la stessa che va a urtare la base kiwi. Sullo sfondo si intravede la bandiera italiana alla base di Luna Rossa

Ricordiamo che ETNZL ha previsto per la sua campagna al momento due ali intercambiali, ognuna del costo stimato di circa 8 milioni di dollari. Quella danneggiata oggi sarebbe la prima delle due. L’ala ha acquisito portanza mentre veniva sollevata a causa del vento a raffiche sui 22-25 nodi e instabile in direzione. Un incidente simile era occorso alcune settimane fa anche a Luna Rossa, con l’ala comunque prontamente riparata.

Il complesso sistema di gestione dell'ala, con muletti elettrici dotati di contrappesi e winch usato da ETNZL. Foto Cameron
Il complesso sistema di gestione dell’ala, con muletti elettrici dotati di contrappesi e winch usato da ETNZL. Foto Cameron
Il particolare dei danni all'ala di Team NZL
Il particolare dei danni all’ala di Team NZL

 

E a San Francisco…

A San Francisco, intanto, ieri nuova uscita per l’AC72 Oracle Team USA. Questo il commento di Russell Coutts sull’esperienza di navigare su un AC72:

“L’esperienza di cavalcare un AC72 in foiling è incredibile. Lo paragono a stare dentro un bob dove i movimenti e il rumore è simile, specialmente se ti trovi dentro lo scafo sottovento. Seriamente… chi avrebbe mai pensato che gli AC72 avrebbero potuto fare foiling! E’ incredibile pensare a quanto lontano queste barche siano state spinte in così pochi anni. Pensavamo tutti che Alinghi 5 e il trimarano fossero macchine incredibili… e pochi anni fa lo erano veramente, ma gli AC72 hanno portato tutto questo a un livello nuovo. Tommy Slingsby mi ha detto l’altro giorno che semplicemente non vede l’ora di uscire ogni giorno – chi no lo farebbe?… Per il futuro di questa AC, vedo che anche gli AC45 avranno bisogno di fare foiling. Pare che questi ragazzi della Red Bull Youth AC siano arrivati in questo gioco proprio al momento giusto!!!”. Un accenno al fatto che, in caso di vittoria Oracle, la Coppa 35 sarà disputata con cat in foiling più piccoli e gestibili dei 72? Sembrerebbe proprio così…

L’ultimo video da Oracle:

Oracle Team USA. Foto Grenier
Oracle Team USA. Foto Grenier

 

 

Auckland, Nuova Zelanda, 11 marzo- La corsa degli AC72 prosegue senza limiti, se non quelli dettati dalla fisica… Mentre Grant Dalton dichiara di attendere con interesse la seconda barca del defender Oracle Team USA, ipotizzata più veloce dell’attuale, tocca proprio ai kiwi far segnare record di velocità così spinti da rasentare l’impossibile a vela. Le velocità e gli angoli di vento apparente sono tali che, ormai, quasi non si vedono più i gennaker, affidandosi ai Code Zero ultra piatti per le poppe a oltre 40 nodi.

L'AC72 kiwi durante la practice race con Luna Rossa. Foto Cameron/ETNZL
L’AC72 kiwi durante la practice race con Luna Rossa. Foto Cameron/ETNZL

Fa sensazione, in questo senso, l’ultima practice race tra New Zealand e Luna Rossa, in cui l’AC72 kiwi ha fatto registrare, secondo quanto dichiarato dallo skipper Dean Barker a One TV New Zealand, una media di 39 nodi per una poppa con vento a 17 nodi, con una strabiliante punta di velocità massima sui 50 nodi. Si è visto anche che ETNZL riesce a strambare sui foil, cosa che ancora non riesce a Luna Rossa, che, anche nelle immagini che riportiamo, continua ad apparire più stabile. Proprio la stabilità potrebbe esssere una variabile decisiva negli spazi ristrettissimi del campo di regata della baia di San Francisco. Tutto lascia prevedere, comunque, che alla fine vi sarà una differenza decisiva di velocità tra i finalisti, tale da non lasciare scampo (avarie a parte) al più lento.

Ecco il servizio di One TV NZ con le immagini degli AC72 e le dichiarazioni di Dean Barker e Grant Dalton:

http://tvnz.co.nz/sailing-news/team-nz-benefit-practice-race-video-5364295

San Francisco, USA, 4 marzo- Il mondo dell’America’s Cup è sempre più in fibrillazione. Se da una parte finalmente viene reso un po’ più chiaro cosa faranno i tre sfidanti per due mesi tra luglio e agosto 2013 per la Louis Vuitton Cup, dall’altra il gran capo di Emirates Team New Zealand Grant Dalton torna a parlare, con la sua consueta franchezza. Lo fa in un articolo pubblicato sul blog di ETNZL, in cui dichiara apertamente come i test di Oracle e Artemis a San Francisco, abbiano dimostrato come quella del foiling sia una scelta fondamentale per chi voglia vincere la prossima Coppa. Dalton è prudente nel giudicare le mosse di Oracle Team USA e si aspetta che, dopo il varo del secondo AC72, anche Oracle possa essere competitivo nel foiling dopo aver già mostrato “buona velocità in bolina”.

“La nostra visione attuale di Oracle probabilmente è simile a quella di altri osservatori: loro sembrano veloci in bolina e stanno iniziando a navigare bene in poppa”, scrive Dalton, “Sembra che stiano rimettendosi in piedi decisamente bene ora (non dovremmo essere sorpresi da ciò) e, con la nuova barca presto pronta, faranno un gran passo avanti. Se dovessimo arrivare all’AC match dovremo dare davvero il meglio per batterli”.

L'AC72 di ETNZL in foiling ad Auckland
L’AC72 di ETNZL in foiling ad Auckland. Foto Cameron

Dalton polemizza poi sulla scelta che pare delinearsi da parte di Oracle stessa e di Artemis di non avere gli equipaggi migliori in regata alle ACWS di Napoli (16-21 aprile). E qui arriva la stoccata: “Siamo solo noi o c’è qualcun’altro a pensare che sia un’ipocrisia che nè Artemis nè Oracle mandino i loro Team A a Napoli? Questi sono i team che avevano detto che ETNZL non supporterebbe il “futuro”. Per essere chiari noi semplicemente non supportiamo il fatto di collegare il brand dell’America’s Cup a una classe che potrà o non potrà esistere in futuro (leggi costi)”.

Se gli AC45 esisteranno ancora, e faranno parte di un circuito mondiale come Coutts e Cayard pensavano, starà ai kiwi parteciparvi, prosegue Dalton, polemizzando però sul fatto che la non presenza a Napoli dei top team (Oracle manderà comunque un AC45 timonato da Tom Slingsby) sia in realtà un modo diretto per non perdere due ulteriori settimane nella preparazione con gli AC72.
Il calendario dell’estate 2013 a san Francisco

Arrivano da AC Event Authority maggiori dettagli di come sarà il formato della Louis Vuitton Cup a San Francisco. Dopo l’inaugurazione del 4 luglio e una regata di flotta tra i 4 team (ETNZL, Luna Rossa, Artemis e Oracle) prevista il 5 luglio, il round robin inizierà il 7 luglio.

Round Robin Si svolgerà una sola regata al giorno (orari tra le 13:15 e le 15 locali) della durata approsimmativa di un’ora. Ciò per 21 giorni di regata fino al 4 agosto. Il che comporta che ognuno dei tre challenger si incontrerà per sette volte con gli altri due. Il migliore dei tre accederà direttamente alla finale della Louis Vuitton Cup.

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Chiartito il mistero delle semifinali: dal 6 al 14 agosto i restanti due si affronteranno in una serie al meglio delle 7 regate (sempre un’ora ciascuna) per definire l’altro finalista della LVC.

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La finale della LVC si svolgerà dal 17 al 30 agosto, al meglio delle 13 regate (vince chi arriva prima a 7), con due prove al giorno di 30 minuti l’una.

Dal 1 al 4 luglio è in programma una spettacolare Red Bull Youth America’s Cup con 10 team: 2 USA, 2 NZL, AUS, SUI, POR, FRA, SWE, GER in regate di flotta.

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La 34 America’s Cup è in programma dal 7 al 21 settembre, al meglio delle 17 regate (vince chi arriva prima a 9), tra Oracle Team USA e il challenger ufficiale. (Grazie a cupexperience.com per le grafiche)

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Auckland, Nuova Zelanda, 26 febbraio- Proseguono ad Auckland le regate test congiunte tra Emirates Team New Zealand. E’ del 20 febbraio scorso una bella serie di immagini onboard scattate da Chris Cameron, fotografo ufficiale del team kiwi per la 34th America’s Cup.

Dean Barker, al timone di ETNZL AC72, attendo lo scadere del conto alla rovescia per dare il via alla regata contro Luna Rossa AC72. Foto Cameron
Dean Barker, al timone di ETNZL AC72, attendo lo scadere del conto alla rovescia per dare il via alla regata contro Luna Rossa AC72. Foto Cameron

Sempre a proposito di AC72, segnaliamo che sabato e domenica Oracle Team USA non è uscito a San Francisco e che Artemis Challenge ha deciso si rinunciare ad alcune uscite per modificare ulteriormente la sua piattaforma dopo le non brillanti prove delle scorse settimane. Il due volte oro olimpico Iain Percy, nuovo sailing director del team dopo l’uscita di Terry Hutchinson, ha dichiarato “Quando vedi du barche insieme, puoi prendere il meglio che vedi da entrambe. Impari l’uno con l’altro e fai progressi… Abbiamo imparato che avevamo bisogno di fare alcuni cambiamenti alla barca ed è esattamente ciò che ora è in programma”.

Artemis e Oracle a San Francisco. Foto Artemis Racing
Artemis e Oracle a San Francisco. Foto Artemis Racing

In effetti, nelle uscite congiunte Artemis era stato strapazzato per bene da Oracle US 17, che a sua volta, da qullo che abbiamo visto a San Francisco, però ancora non riesce a eseguire un foiling stabile e continuo come quello di ETNZL e Luna Rossa ad Auckland. La configurazione dei foil nelle ultime uscite era per una forma a falce.

Auckland, Nuova Zelanda, 12 febbraio- Prima uscita oggi nel Golfo di Hauraki per il secondo AC72 di Emirates Team New Zealand. Soddisfatto il team di Grant Dalton, che è riuscito a navigare in foiling nonostante il vento fosse solo intorno ai 10 nodi. Questa la foto dell’uscita:

L'AC72 numero 2 di ETNZL in foiling oggi ad Auckland. Foto Cameron/ETNZL
L’AC72 numero 2 di ETNZL in foiling oggi ad Auckland. Foto Cameron/ETNZL

Verso lo scontro finale

Saranno solo in quattro e la Coppa promessa alla città di San Francisco sarà ben diversa da quella desiderata, ma non si può certo negare che la sfida in atto sia avvincente. La potenza dei tre challenger e del defender, che a cinque mesi dall’inizio della Louis Vuitton Cup sono ormai nella fase decisiva della preparazione, è tale che al confronto davvero la Coppa degli ACC pare un lontano (anche se decisamente affascinante) ricordo del passato.

In palio c’è l’America’s Cup numero 34, il massimo alloro velico e il più antico Trofeo sportivo al mondo. Vecchio di 162 anni sì, ma destinato a essere commbattuto dalle più incredibili e veloci “macchine a vela” che si siano mai viste. Ali rigide, foil, piattaforme, bombolette d’ossigeno, corsi di sicurezza, caschetti, tecnologia ai limiti, ricerca degna della Nasa, percorsi ridotti con lati che, in alcuni casi dureranno il tempo di una birra e un hot dog, perché quando si filano 30 nodi volando su delle piccole lame come un aliscafo, due miglia sfumano in appena quattro minuti. Questo voleva la rivoluzione couttsiana e questo avremo, ripreso da ogni angolazione da videocamere hi tech, con la fatica e i comandi vocali dei velisti-robot come unico audio. Peccato, però, che siano solo in quattro…

Il video dell’uscita di oggi, la prima per l’AC72 numero 2 di ETNZL:

Ma tale livello di scontro, è la lezione che la comunità velica ha appreso, poteva essere sostenuto solo dai quattro protagonisti. Il defender Oracle, che fa capo a Larry Ellison, ovvero uno degli uomini più sfacciatamente ricchi del pianeta. Il challenger of record Artemis Racing, dello svedese Torbjörn Törnqvist, uno che da del tu al petrolio russo. Luna Rossa Challenge che fa capo alla fashion house Prada di Patrizio Bertelli e la sfida-nazione di Emirates Team New Zealand, che conta su un buon gruppo di sponsor e sull’impeto di un’intera nazione.

I quattro si sono suddivisi in due coppie. Da una parte, a San Francisco, Oracle di Russell Coutts e Artemis di Paul Cayard, ovvero due vecchi soci di una visione che vede la Coppa come parte di un tour mondiale vendibile al dio-broadcast, ovvero le televisioni. Dall’altra, ad Auckland, i kiwi guidati da Grant Dalton e Luna Rossa di Bertelli e Max Sirena che differiscono dai sopracitati per visione dell’evento, passione sportiva e, scendendo nel dettaglio, anche scelte progettuali.

Oracle US 17 in pieno foiling a San Francisco. Foto Martin Raget/Oracle
Oracle US 17 in pieno foiling a San Francisco. Foto Martin Raget/Oracle
Artemis durante l'uscita di ieri. Per ora poco foiling per il team di Paul Cayard. Foto Martin Raget
Artemis durante l’uscita di ieri. Per ora poco foiling per il team di Paul Cayard. Foto Martin Raget

Ad Auckland e a San Francisco volano i foil…

In questi giorni si susseguono le uscite degli AC72. Emirates Team New Zealand, il più avanti dei quattro al momento, ha navigato oggi per la prima volta con il suo secondo AC72, quello che disputerà la Louis Vuitton Cup a partire dal 4 luglio. Luna Rossa continua a uscire con la sua flotta: il suo unico AC72, AC45, SL33. Oracle US 17, ovvero la piattaforma sopravvissuta alla catastrofica scuffia del 16 ottobre scorso dotata dell’ala numero due del defender, sta iniziando a volare sui foil man mano che le uscite si susseguono. Artemis Racing ha issato la sua seconda ala e ha cambiato il programma foil dopo gli evidenti problemi iniziali. Il tutto in attesa del secondo scafo. Nella baia di San Francisco Oracle e Artemis si sono allenati insieme anche ieri, in quella che agli osservatori è apparsa una vera e propria seduta congiunta.

Come sottolinea il nostro esperto di cat e ali rigide Beppe Giannini: “E questa volta non si è trattato di un paio di bordi assieme, ma di una vera e propria sessione completa. Ancora più del golfo di Hauraki, la baia di San Francisco pullula di webcam e velisti interessati, così che le osservazioni sono complete e affidabili.
È evidente che Oracle usa Artemis come un vero e proprio sparring partner, giocandoci come il gatto con il topo sia in bolina sia, soprattutto, alle portanti, e questo continuerà almeno fino all’arrivo della seconda piattaforma di Artemis.

Oracle US17 e Artemis durante l'uscita congiunta di ieri. Oracle riesce a navigare in foiling e ascendere di più rispetto a un Artemis che naviga con lo scafo sottovento in acqua. Foto Martin Raget/Oracle
Oracle US17 e Artemis durante l’uscita congiunta di ieri. Oracle riesce a navigare in foiling e ascendere di più rispetto a un Artemis che naviga con lo scafo sottovento in acqua. Foto Martin Raget/Oracle

La foto è emblematica: Oracle sul foil, molto più veloce e con un angolo ancora migliore di quello apparente, perché si è notato che nel foiling al lasco c’è uno scarroccio importante. Però ancora con una certa torsione della piattaforma, e gli osservatori sono concordi nel ritenere che il controllo sia ancora imperfetto, con svariati momenti critici nonostante la giornata ideale”.

Ad Auckland, Emirates Team New Zealand ha navigato bene andando in foiling anche nelle condizioni di vento leggero (8-11 nodi) di oggi. Continua a sorprendere l’estrema stabilità dell’insieme piattaforma-ala. Da notare come siano state abbandonate al momento le derive a S per una soluzione a falce, più simile a quella già provata da Luna Rossa. “Siamo molto soddisfatti nonostante le condizioni di vento leggero”, ha detto lo skipper Dean Barker.

Luna Rossa in foiling sui nuovi daggerboard. Foto Cameron
Luna Rossa in foiling sui nuovi daggerboard. Foto Cameron

etnzlblog.com

 

Auckland, Nuova Zelanda, 5 febbraio- Luna Rossa rivede la sua formazione sugli AC45 e dà chiare indicazioni dell’equipaggio che regaterà con l’AC72 nella prossima Louis Vuitton Cup. Il ruolo di Francesco Bruni verso un “timoniere di partenza AC72″ pare confermato dalla sua nomina a timoniere di Swordfish in vista delle ACWS di Napoli (16-21 aprile). Luna Rossa Piranha sarà affidata a Chris Draper, al momento anche il più indicato al ruolo di timoniere dell’AC72. Interessante l’inserimento su Swordfish di Xabi Fernandez, il velista basco rimasto nel team dopo la partenza di Iker Martinez, e lo spostamente di Paul Campbell-James al ruolo di prodiere.

L'AC72 di Luna Rossa durante una delle uscite dello scorso dicembre

L’AC72 di Luna Rossa durante una delle uscite dello scorso dicembre

Ad Auckland gli allenamenti del team Luna Rossa procedono secondo il programma previsto: parallelamente allo sviluppo tecnico e sportivo sull’AC72 e ai test con i catamarani SL 33, continuano dunque le regate di allenamento sui due AC 45 “Luna Rossa Piranha” e “Luna Rossa Swordfish”.

Ecco le nuove formazioni:

Piranha

– Chris Draper – Timoniere
– Alister Richardson – Wing trimmer
– Pierluigi de Felice – Trimmer
– David Carr – Floater
– Nick Hutton – Prodiere

Swordfish

– Francesco Bruni – Timoniere
– Xabi Fernandez – Wing trimmer
– Max Sirena – Trimmer
– Manuel Modena – Floater
– Paul Campbell James – Prodiere

“Probabilmente il cambiamento che sorprende maggiormente è quello di Paul Campbell-James che, da timoniere, passa al ruolo di prodiere”, spiega Max Sirena, skipper di Luna Rossa, “Ma questa è la dimostrazione di quello che abbiamo sempre detto: su queste barche non ci sono ruoli ‘nobili’ o ‘meno nobili’: sono barche per velisti completi in ogni ruolo, dove tutti devono non solo capire, ma essere in grado di fare tutto. Per questo sono divertenti per noi velisti, e per questo sono così impegnative.”

Nel mese di febbraio continuerà il periodo di test e sviluppo; da giovedì 7 febbraio il team effettuerà uno stop di una settimana per modifiche e upgrade all’AC72 e alla wing. L’attività in mare riprenderà il 14 febbraio con due giorni di test in mare per verificare che tutte le modifiche apportate funzionino correttamente. In seguito ricomincerà un periodo di regate con Emirates Team New Zealand, che nel frattempo come abbiamo visto nei giorni scorsi ha varato la sua seconda barca.

http://luna-rossa-challenge-2013.americascup.com/it/latest/2455/luna-rossa-revises-the-crews-of-piranha-and-swordfish

Auckland, Nuova Zelanda, 9 gennaio- Come già anticipato in altra news, Luna Rossa Challenge si è ritrovata ad Auckland dopo la pausa natalizia per riprendere gli allenamenti in vista della 34AC. Il team di Patrizio Bertelli comunica ora il programma dettagliato dei prossimi giorni di preparazione.

Il programma di gennaio prevede di sfruttare al meglio le 13 giornate rimanenti consentite dal Protocollo per navigare con l’AC72 entro la scadenza del 31 gennaio. Questa settimana, il team si concentrerà sulle sessioni di pratica di match race, utilizzando i due catamarani AC45 Luna Rossa Swordfish e Luna Rossa Piranha. Entrambe le imbarcazioni sono tornate a Auckland da San Francisco alla conclusione delle ultime regate della America’s Cup World Series a ottobre 2012.
Contemporaneamente, un altro gruppo di velisti si allenerà sul catamarano SL33 per perfezionare le tecniche di foiling.

Luna Rossa AC72 in pieno foiling. Foto Luna Rossa

Luna Rossa AC72 in pieno foiling. Foto Luna Rossa

A partire dalla prossima settimana, l’equipaggio riprenderà gli allenamenti sul catamarano Luna Rossa AC72.
Gli obiettivi principali di questo periodo saranno sia le sessioni di allenamento dell’equipaggio sui percorsi di regata sia i test di velocità. Nelle prossime settimane, il lavoro di allenamento sull’AC72 si alternerà con le uscite con gli AC45 e con il SL33.

www.lunarossachallenge2013.com

San Francisco, USA, 21 dicembre- La Giuria Internazionale della 34th America’s Cup ha ritenuto Oracle Racing colpevole di spionaggio dopo la protesta sollevata da Luna Rossa Challenge 2013 lo scorso 26 novembre contro il team americano. Come si ricorderà (clicca qui per i dettagli), un gommone con a bordo un osservatore di Oracle Racing aveva scattato foto entro il raggio di 200 metri prescritto dal Protocollo della Coppa come zona di riservatezza.

Il gommone "spia" di Oracle accanto a Luna Rossa, da qui la protesta del team italiano
Il gommone “spia” di Oracle accanto a Luna Rossa, da qui la protesta del team italiano

La Giuria presieduta da David Tillet non ha deciso sanzioni, invitando le parti a inviare al riguardo le loro ipotesi di “sanzioni consone” per in caso. La Giuria ha invece ordinato al defender di consegnare a Luna Rossa tutto il materiale fotografico scattato nell’occasione. Si noti anche che tali osservazioni, dopo la scuffia di Oracle del 16 ottobre, erano certamente utili per consentire al defender di recuperare il terreno perduto nello studio del foiling dei due AC72 in allenamento ad Auckland.

Al di là della sanzione, certamente poco influente, resta il fatto di un punto a favore di Luna Rossa nella guerra psicologica già iniziata in vista della prossima America’s Cup. Ricordiamo anche che Luna Rossa ha protestato una seconda volta Oracle Racing per la cancellazione delle ACWS previste nel 2013 a Venezia.

Per leggere il PDF della sentenza clicca qui sotto:

JN059(1)

Auckland, Nuova Zelanda, 26 novembre- Le storie di spionaggio non sono certo una novità in Coppa America. Lo spying game acquisisce ora una nuova puntata dopo che Luna Rossa ha inoltrato una protesta ufficiale presso la Giuria Internazionale della 34AC contro Oracle Racing. Secondo il team italiano, la “spia” oracliana ad Auckland, individuata in Mat Mason, si sarebbe avvicinata con il gommone su cui stava  entro un raggio di 200 metri dall’AC72 di Luna Rossa Challenge. Le norme proibiscono, infatti, a membri di team che realizzano video o foto di avvicinarsi entro i 200 metri a una barca di un team avversario.

La protesta, di cui si parlava già da qualche giorno (ne aveva scritto anche il sempre ben informato Stuart Alexander sull’Indipendent), è ora ufficiale.

L’inviato di Oracle filma Luna Rossa AC72 da distanza “ravvicinata” ad Auckland. La foto è scattata dal gommone di Luna Rossa responsabile delle analisi delle performance, chiamato a “testimone” nella protesta.

Il loro “osservatore” si è avvicinato a meno dei 200 m consentiti (Oracle considera che stavano fermi e Luna Rossa gli è “capitata” sotto). Da considerare che Luna Rossa, a differenza di ETNZ, ha derive abbastanza simili a quelle di Oracle, provate come noto per poco tempo prima della scuffia e senza riuscire a ottenere un assetto stabile. Vedere come si comportano quei foil su una piattaforma rigida è quindi interessante, tanto più che pare che quella ricostruita di Oracle17 avrà anch’essa rinforzi per la torsione.

Ecco qui il PDF della protesta, inoltrata lo scontro 19 novembre, in cui si leggono anche le testimonianze dell’analista delle performance di Luna Rossa Challenge che dimostra, dati alla mano, la distanza del gommone Oracle dall’AC72 italiano:

Spy v Spy protest – LR vs OTUSA

Da valutare l’esito della protesta e il tipo dell’eventuale sanzione decisa dalla Giuria presieduta da David Tillet. Ciò che è certo è che nella prossima Coppa non saranno fatti prigionieri… Da San Francisco giungono intanto strane voci, su vari modi allo studio per cambiare regole già stabilite dal Protocollo. Si nota che le due fazioni, da una parte Luna Rossa/Emirates Team New Zealand e dall’altra Oracle Racing/Artemis, hanno ormai chiare divergenze di strategia.

Auckland, 20 novembre- Prima storica regata, anche se di allenamento, oggi ad Auckland tra due AC72. Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand si sono incontrate oggi per la prima volta con un vento mai superiore ai 12 nodi. le regate test erano state annunciate nel gorno del varo di Luna Rossa e si sono puntualmente verificate. Per i kiwi si trattava del giorno 20 in mare (ricordiamo che c’è un limite massimo di 30 uscite entro il 31 gennaio 2013). Luna Rossa è uscita molto meno essendo stata varata il 26 ottobre scorso. A San Francisco Oracle Racing comincia ad avere delle preoccupazioni…

ETNZL e Luna Rossa impegnate oggi ad Auckland. Foto Cameron/ETNZL
Luns Rossa ed ETNZL in bolina. Si nota molto bene la scelta differente per i foil (curvi per i kiwi, dritti a V per Luna Rossa), anche se non c’era vento sufficiente oggi ad Auckland per consentire il “lift” degli scafi. Foto Cameron

Il video:

Auckland, Nuova Zelanda, 26 ottobre- “Io ti battezzo Luna Rossa”, con queste parole un’attenta Miuccia Prada ha rotto la bottiglia di champagne sul bompresso dell’AC72, battezzando così la settima nata del Team Prada nelle quattro campagne di America’s Cup promosse da suo marito Patrizio Bertelli. Un varo emozionato per lei, che ha aspettato l’imbocco della TV neozelandese che ha mandato in diretta quest’attimo. Dietro di lei lo stesso Patrizio Bertelli e poco distante lo skipper Max Sirena. Ragionandoci un po’, ci viene da pensare che in pochi hanno fatto il bene della vela italiana quanto Patrizio Bertelli. La sua Luna Rossa tira e piace, forte di un brand internazionale come Prada e di una vera passione sportiva, quella stessa che ha portato l’industriale aretino a sponsorizzare il team olimpico italiano alle recenti Olimpiadi di Weymouth.

Miuccia Prada battezza Luna Rossa AC72 rompendo la bottiglia di champagne sul bompresso. Dietro a lei Patrizio Bertelli e lo skipper Max Sirena. Foto Tognozzi

Luna Rossa, con la sua livrea a specchio d’argento, è poi andata in acqua con una lunga e complessa operazione. Barca rigorosamente ala al vento, gru alta 50 metri che aggancia la stessa, quattro carrelli che la ruotano fino al sollevamento, cavi lunghi cento metri che la orientano, 4 gommoni in acqua, radio collegamenti come neanche si fosse sullo Shuttle per una manovra orbitale. Una quarantina gli uomini coinvolti. Tutti partecipano: da Xabi Fernandez che tira un cavo, Francesco Bruni con casco rosso in testa che sorveglia dal molo, i ragazzi dello shore team con una chiara ed efficace divisione di ruoli. Tutto funziona al meglio e, poco dopo le sette della sera di Auckland, la barca tocca l’acqua tra il crepitare dei fuochi artificiali. Patrizio Bertelli scatta foto a ripetizione immortalando i suoi ragazzi e la sua nata. C’è Torben Grael, un caro amico del team invitato per l’occasione. C’è Emirates Team New Zealand al completo, con Grant Dalton e Dean Barker in testa. Tutti soddisfatti in una sinergia che inizia a spaventare Oracle e Artemis.

Luna Rossa poco prima di toccare l’acqua ad Auckland. Foto Tognozzi
Il Team Luna Rossa davanti all’AC72. Foto Borlenghi

Luna Rossa è ora in acqua, con la sua ala rosso argento che si scalda nel tramonto di Auckland ed è bello vederla così, rappresentando il meglio di un’Italia che altrove fatica a sopravvivere. Un meglio fatto di passione e impegno, come unica strada per uscire dal marasma di una crisi che asfissia il Paese. Una Luna diversa, come notavamo nel precedente articolo. Si respira un’aria convinta e umile, fatta di sostanza e poche chiacchiere. Quasi un team anglosassone, ma dall’anima latina come testimonia la festa “casareccia”, come piace a Bertelli, che si scatena mentre scriviamo queste note, dal capannone che fino a questa mattina ospitava un catamarano di 72 piedi destinato a lottare, con il tricolore in alto sull’ala, per provare a conquistare questa pazzesca e un po’ folle Coppa America.

Luna Rossa nella notte di Auckland. Foto Tognozzi

E se di giorno è bella, con quell’argento che riflette, di notte Luna Rossa diventa seducente, con la luce “sparata” dall’ala e dalle canoe, proprio come in una notte di luna piena. “Beh, le cose le sappiamo fare bene”, ci dice Bertelli mentre con Miuccia si gode la sua ultima creatura, “la creatività di un giovane e uno studio marketing approfondito”. In effetti, quell’ala che pare illuminare chi la guarda potrebbe essere destinata a far di nuovo innamorare milioni di italiani. E Prada, alla fine, ha fatto il colpo. Bravi.

Il video del varo:

 

Auckland, Nuova Zelanda, 26 ottobre- E’ una Luna Rossa del tutto diversa quella che ci ospita questa mattina alla base di Auckland, mentre in Italia è notte fonda. L’atmosfera è rilassata e di massima apertura verso i media, tanto che pare quasi di non riconoscere i protagonisti di questa lunga storia iniziata nel 1997, quando Patrizio Bertelli decise di misurarsi con l’America’s Cup. Altri uomini e altro spirito della barca con i colori Prada, la più desiderata dagli italiani. “Siamo tornati ad avere un team con competenze ai vari posti giusti e non con livelli di potere”, dice Patrizio Bertelli con non celata soddisfazione, “L’esperienza di nostri uomini nati qui a Luna Rossa, e andati poi a fare altre esperienze in altri team, è importante e ci apporta molto. L’atmosfera in questa Luna Rossa è molto buona”. Merito degli uomini e dello skipper Max Sirena, che sta dimostrando di sapersi circondare dei migliori nei vari campi, che è poi uno dei segreti del successo. La nuova Luna Rossa, che ci accoglie alle dieci del mattino in un capannone nella base di Auckland, è grigio argento luccicante. Splendida. “Il colore l’ha scelto mio figlio Lorenzo, pensando a quello dei modellini degli aerei. Mi è piaciuto e l’ho girato a Max, che l’ha poi adattato. Questa vernice pesa leggermente di più, ma tanto la barca è destinata a volare e a non toccare quasi mai l’acqua”, spiega Bertelli.

L’ala di Luna Rossa AC72. Foto Tognozzi
Luna Rossa AC72, vista della struttura centrale. Foto Tognozzi

La struttura portante è del tutto simile all’AC72 di Emirates Team New Zealand, che oggi è uscito ad allenarsi nel Golfo di Hauraki. Lo abbiamo visto sfrecciare dall’alto della Sky Tower e ci è sebrato che questa partita tra due mondi, quello oracliano-cayardesco di base a San Francisco, e questo kiwi-Prada con culla ad Auckland, sia molto più aperta di quanto si possa pensare. “Qui dicono che siamo il secondo team kiwi e la cosa un po’ ci fa piacere, tutti qua si danno molto da fare per aiutarci e ci hanno accolto benissimo. Ripenso a quello che successe nell’ultimo periodo a Punta Ala, quando c’era chi faceva di tutto per metterci i bastoni tra le ruote”, dice Bertelli togliendosi uno dei suoi classici sassolini dalle scarpe. Un altro riferimento tagliente come un rasoio arriva alla domanda di farevelanet… Ma insomma a oggi che ne pensa di questa Coppa? “Non è una questione di multiscafi o monoscafi, i multi vanno benissimo e sono affascinanti, piacciono a un pubblico giovane. Il problema è di farli in dimensioni che siano accessibili alla maggior parte dei team. Questi di 72 piedi sono assurdi e hanno costi proibitivi. D’altra parte queste sono le regole volute dal defender che le ha realizzate con l’apporto decisivo dell’ex challenger of record”, ogni riferimeno al non citato Mascalzone Latino e alla sua accondiscendenza ai voleri del defender appare scontato. Per Bertelli, chiunque vinca questa sarà l’ultima edizione disputata con questo tipo di cat, “troppo complessi, delle nostre 80 persone nel team ben 40 servono per issare l’ala e mettere la barca in acqua, è assurdo. Un AC72 è un manufatto industriale hi-tech che naviga sul mare, non è una barca nel senso tradizionale”.

Max Sirena e Patrizio Bertelli alla conferenza stampa di questa mattina ad Auckland. Foto Tognozzi

Il patròn Prada appare in gran forma e alla domanda decisiva di Bob Fisher, decano dei giornalisti velici, “Ma secondo lei il catamarano che abbiamo visto oggi è in grado di vincere l’America’s Cup?” si sbilancia con un “Con questa barca abbiamo un 50 per cento di possibilità”, aggiungendo poi che “L’obiettivo minimo è quello di disputare la finale della Louis Vuitton Cup contro Emirates Team New Zealand”. E ancora: “Noi rappresentiamo anche l’Italia nel mondo”, dice bertelli, “e questo per noi, adesso, sta diventando anche un dovere, ovvero quello di far sognare gli italiani condividendo con loro un progetto. Specialmente in una fase economica come questa. Per noi rappresentare il meglio dell’Italia è un dovere”.

Vista dall’alto del trampolino tra i due scafi. Foto Tognozzi

Il cat, su cui camminiamo rimbalzando sulla rete del trampolino come astronauti sulla Luna, appare del tutto simile all’Alinghi 5 della Copa del 2010. Viene da pensare che se Ernesto Bertarelli si fosse deciso a costruire l’ala che gli veniva consigliata avrebbe sconfitto a mani basse il trimarano di Oracle. La struttura bompresso-tiranti-trampolino che dà rigidità al sistema scafi-traverse è infatti simile a quella del cat alinghiano. L’ala appare semplice, composta da sue sezioni longitudinali e quattro flap nella parte poppiera. Sull’ala spicca l’immagine del Piranha ripresa dall’AC45. “Abbaimo scelto il Piranha un po’ perché ci piaceva di più rispetto allo Swordfish ma soprattutto perchè entrava meglio nello spazio a lui destinato”, afferma lo skipper Max Sirena. Incrociamo anche i nuovi arrivati Iker Martinez, Xabi Fernandez, Simone de Mari e Franck Cammas, il vincitore della Volvo Ocean Race che ha un contratto con Luna Rossa fino alla fine dell’anno (“Poi ne parleremo”, dice Sirena): “Lo abbiamo chiamato perché è uno dei massimi esperti mondiali in questi multiscafi e perché è una grande persona, l’altro giorno era lì con noi a cartare la barca, con la massima umiltà”. In effetti l’aria che si respira nella base lunarossiana è positiva, lontana da quella dei gruppetti in cui incappò l’ultimo de Angelis. La collaborazione con i kiwi, nel rispetto del Protocollo, è ottima. “Non possiamo nè vogliamo fare gli speed test ma rganizzeremo delle regate di allenamento con ETNZL, verso metà novembre inizieremo. Poi da febbraio inizierà il tarsferimento a San Francisco”, spiega lo skipper romagnolo, coccolato con lo sguardo da Patrizio bertelli che annuisce, convinto nelle qualità di questa sua scelta così inattesa. In effetti, Sirena sta guadagnandosi sul campo una stima condivisa, proprio per delle scelte improntate alla qualità, senza altri scopi che non siano “Il successo di tutto il team, perché se vinciamo sarà conveniente per tutti. Il successo in America’s Cup non è mai frutto di un singolo ma di un enorme insieme di fattori che portano alla vittoria di un’intera squadra”.

Il video dell’ala e del catamarano:

“Il motivo dell’incidente di Oracle probabilmente è che hanno dovuto adattare una barca non pensata per i foil alle appendici che consentono il sollevamento, come hanno fatto invece da subito i kiwi e come stiamo facendo noi”, dice Sirena, “ma loro sono un grande team e certo sapranno risollevarsi da questa situazione”. E a proposito di incidenti, arriva il punto centrale, ma chi vincerà su questi affari fantascientifici? “Vi assicuro che andare a 40 nodi qaundo ve ne sono 18 reali sull’acqua non è affatto uno scherzo. “La paura è un punto importante in queste barche. Il fattore psicologico e umano potrebbe essere decisivo, chi avrà meno paura alla fine potrebbe vincere, senza rompere nulla ovviamente, visto che questa è la vera incognita. E anche la reazione psicologica creatasi in Oracle, che voleva reagire alle uscite da 42 nodi di ETNZL qui ad Auckland, ha fatto sì che rischiassero troppo in una giornata difficile a San Francisco, con il risultato che abbiamo visto”. In dotazione agli equipaggi c’è ormai anche la bomboletta d’aria con boccaglio, tipo quella che usano i piloti militari nelle loro tute. Cadere in acqua a 25 nodi, magari finendo sotto una piattaforma larga 14 metri, non è infatti affatto uno scherzo. Sull’ospite

Alle 18:30 va in scena il varo ufficiale. Domani sono in programma prove di carico. Mercoledì prossimo una prima uscita con test di traino e per giovedì e venerdì della prossima settimana avremo probabilmente la prima uscita di Luna Rossa AC72. Torneremo più avanti con le foto e la documentazione del varo, intanto ecco la vista di Auckland dall’alto della Sky Tower:

www.lunarossachallenge.com

San Francisco, USA, 18 ottobre- Clamorosa scuffia di Oracle AC72 ieri pomeriggio a San Francisco nell’ottavo giorno di test dal varo. L’AC72 di Oracle Racing, con James Spithill alla barra, si è rovesciato, secondo le prime ricostruzioni, durante una puggiata a bassa velocità da bolina a lasco. La barca scuffiata ha riportato gravi danni all’ala ma nessun membro dell’equipaggio è rimasto ferito. Il vento era sui 25 nodi con raffiche di 30.

La marea ha portato la barca scuffiata per 3 miglia, fuori dal Golden Gate, dove il team ha cercato di rimorchiarlo verso la base del Pier 80, ma senza esito tanto che al tramonto la piattaforma era ancora rovesciata fuori dalla Baia, in uno stato del mare confuso che ha finito per distruggere completamente l’ala. Il relitto della piattaforma è arrivato alla base del Pier 80 solo verso l’una di notte locali (le 10 del mattino in Italia) dopo un lungo ed estenuante rimorchio contro una corrente impetuosa.

L’AC72 di Oracle Racing scuffiato nella Baia di San Francisco. Foto Chris Ray

Così il tattico Tom Slingsby ha raccontato la scuffia: “Abbiamo chiamato una puggiata durante la nostra uscita di allenamento. Il vento era sui 25 nodi, e c’era una notevole corrente in quel momento. Abbiamo iniziato a puggiare ma la barca ha accelerato fino a ingavonarsi. Non sappiamo cosa accadrà esattamente con la nuova barca. Quando il naso è andato giù, l’ala ha colpito l’acqua e alcuni dei ragazzi sono finiti fuori bordo. Non eravamo sicuri che l’ala avrebbe retto per cui siamo tutti scesi dalla barca. Per fortuna nessuno si è fatto male e non ci sono state ferite. L’ala è danneggiata davvero seriamente e stiamo lavorando per mettere la barca in codnizioni di ritornare al Pier 80″.

Il frame con l’attimo della scuffia

Un incidente che non fa che confermare i preoccupanti scenari della gestione degli AC72 nel vento di San Francisco. Oggi è capitato al defender, che ha danneggiato seriamente un’ala dal valore di diversi milioni di dollari in una sola scuffia. La 34AC del prossimo anno si avvia, pare, a essere una regata a eliminazione… vincerà chi resterà intero?

www.americascup.com

Il video della scuffia:

Il video del tentato recupero:

 

 

San Francisco, USA- Se da una parte Oracle Racing lascia soli gli sfidanti, in termini di logistica e infrastrutture (cosa, se verrà confermata, mai vista nella storia recente della Coppa…), dall’altra continua la sua poderosa preparazione sul suo primo AC72. Sono di oggi una serie di interessanti foto diffuse ai media internazionali. Ve le presentiamo, notando non pochi particolari interessanti del cat, iniziando ovviamente dai foil:

L’AC72 Oracle USA 17 vola al lasco sui foil. Foto Guilain GRENIER / ORACLE TEAM USA
In bolina sullo sfondo di SF. Photo Guilain GRENIER / ORACLE TEAM USA
Photo Guilain GRENIER / ORACLE TEAM USA
Il confronto tra l’AC72 USA 17 e l’AC45 BAR con Ben Ainslie (anche lui della famiglia Oracle). Photo Guilain GRENIER / ORACLE TEAM USA

 

Qursto il commento tecnico del nostro consulente in cat ad ali rigide Beppe Giannini:

“Difficile commentare su immagini di pochi secondi, che in realtà erano balzi scomposti di pochissimi secondi. Del tutto analogo a quello che succede con i cat nuovi (Nacra20C e l’olimpico 17) con derive curve, dove se si sbaglia c’è l’impennata seguita da crash. D’accordo che era il primo giorno, ma NZ era andata bene da subito. Le foto selezionate poi danno un’altra impressione, ma in proposito non si sono mai visti video neanche degli AC45 con foil di Oracle.
C’è da dire che l’impostazione kiwi è molto più cauta, con una piattaforma controventata e quindi rigida e derive che per la parte immersa sono a V come gli aliscafi, apparentemente in buona misura autoregolanti.
Oracle invece ha una piattaforma molto pulita aerodinamicamente (compresa la carenatura della traversa posteriore), il che però si paga con una ridotta rigidità torsionale molto evidente nelle foto al lasco. Inoltre le derive sono a “L” con la parte portante totalmente immersa, quindi c’è bisogno di un controllo manuale che agisce sull’inclinazione avanti/dietro della deriva, intuitivamente molto problematico anche appunto perché la piattaforma nel frattempo torce”.

11 COMMENTS

  1. Incredibile ma vero, come previsto il record di velocità ormai ‘con i foil’sarà superato alla grande.
    Purtroppo i percorsi non potranno essere posizionati a poca distanza dalla riva ma comunque sia lo spettacolo non mancherà.Ciao

  2. Inutile fare commenti nostalgici, volenti o nolenti la Coppa America oggi è diventata questa, ricerca spasmodica della velocità, spettacolo alla TV per il grande pubblico che con un clic cambia canale se c’è una partita di calcio più interessante da vedere… Difficile adattarsi all’idea per chi fa e vede regate da diverse decine d’anni, comunque ci proveremo e una cosa è certa, non cambieremo canale per una partita di calcio!

    • Ciao Francesco, ma quale soddisfazione, qui siamo di fronte al rischio che un AC72 (splendide macchine da regata, mai viste prima) scuffi durante i primi giorni della Louis Vuitton Cup impedendo di fatto la disputa di un evento che vede tre partecipanti. Una scuffia nelle dimensioni dell’AC72, nelle condizioni di vento tipiche di SF in estate (25 nodi) si è rivelata catastrofica. Non le sembra che il tasso di rischio sia un po’ troppo elevato e che il limite sia talmente effimero in rapporto ai rischi? Queste sono le valutazioni che si stanno facendo negli ambienti della Coppa in questi mesi. GLi AC72 con i foil sono eccezionali e ne siamo entusiasti, ma nell’evento che si sta delinenado vi sono molti dubbi. Questo, almeno, è cio che riportiamo. Larry Ellison ha il budget per costruire tutti gli AC72 che vuole e si presenterà, ma se dovessero spaccare anche i kiwi, Luna Rossa o Artemis che succederà? Un saluto

    • Feb29Vale Nel paese dei furbi i ribelli sono gli oesnti detto questo;bell’ambientino il mondo universitario..Credo che io al tuo posto non avrei sprecato fiato per rispondergli..Comunque sono contro il disfattismo del precedente commento..Infatti credo, o almeno spero, che prima o poi sia la tua situazione che quella generale cambieranno E vedrai che verrc3a0 anche il tuo momento Fino ad allora perc3b2 non ti arrendere Be positive

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