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Isola Auckland, Nuova Zelanda- Il mondo velico assiste con passione e stupore al duello oceanico tra François Gabart e Armel le Cleac’h, lanciati fianco a fianco nei Cinquanta Urlanti verso Capo Horn. Alle 20 di mercoledì sera, pensate, Macif precede di appena 3,4 miglia Banque Populaire. La separazione laterale tra i due Imoca 60 è di 6 miglia, un’inezia nell’immensità del Southern Ocean dopo 39 giorni di mare. Identica la velocità nell’ultima ora, 19,1 nodi. Simile la percorrenza nelle ultime 24h, 421 miglia per BP e 427 per Macif.

I due solitari francesi sono praticamente fianco a fianco ed è probabile che riescano anche a navigare a vista per qualche tratto. Di fronte a loro solo una desolata isola australe, la neozelandese Isola di Auckland, che i due passeranno in nottata, poi più nulla fino all’Horn, distante 3.900 miglia, 10-11 giorni di mare. Solo il freddo Southern Ocean, con tre gate da rispettare prima della discesa ai 56° Sud del Grande Capo.

Non si ricorda al Vendee Globe un duello così prolungato. Gabart allunga non appena il vento portante supera i 25 nodi. Le Cleac’h non sbaglia una mossa tattica e si rifà sotto a ogni passaggio chiave. Grandi marinai e grande regata.

François Gabart e Armel Le Cleac'h: gli splendidi duellanti del Vendee Globe
François Gabart e Armel Le Cleac’h: gli splendidi duellanti del Vendee Globe

Sulle prestazioni superiori di Macif con vento forte, dovute forse all’omai celebre vela misteriosa…, abbiamo chiesto un parere tecnico al nostro opinionista oceanico Marco Nannini.

“Per il discorso vele di Gabart”, ci ha detto il velista torinese, “Credo che la grande “innovazione” sia in verità una vela che viene dal passato, ovvero un Jib-top. Ne avevamo tanto parlato anche col mio velaio proprio per la Global Ocean Race, ovvero una vela tipo la trinchetta per venti forti ma tagliata più grassa e con la testa più grande, appunto un jib top… Il bello degli Open 60 è che le barche non sono identiche e una magari va leggermente meglio di un’altra su una certa andatura, ma poi l’altra recupera su un’altra, come è successo in questi giorni, Gabart scappa poi viene riacciuffato… La barca viene disegnata studiando i venti “medi” attesi, ma poi ogni regata è leggermente diversa e soprattutto la presenza dei cancelli così alti cambia notevolmente la regata. Forse la barca di Armel va un po’ meglio in poppa, ma i cancelli spostano il vento leggermente a prua (come media complessiva) quindi Gabart portandosi una vela più adatta a un traverso col ventone in quella condizione specifica può avere un vantaggio minimo ma importante se sono quelle le condizioni che trovano…
Per fare quelle velocità ci vogliono una serie di circostanze, se pensi che alla GOR davanti a un fronte con sola randa e solent Cessna era riuscita a trovare le condizioni ideali e fare 359 miglia in 24 ore, che per un 40 piedi non sono affatto poche”.

L’analisi della giornata

(Mauro Giuffré) – Gabart contro Le Cleac’h, Macif contro Banque Populaire, i due cavalli usciti dal cantiere CDK dei fratelli Desjoyeaux: progettate entrambe dallo studio VPLP, le barche sono probabilmente simili in alcune soluzioni progettuali. Un duello a armi pari quindi, il cui esito finale sarà deciso quasi esclusivamente dalla capacità degli skipper. Chi la spunterà? Il trentacinquenne Le Cleac’h o il ventinovenne Gabart? L’esperienza del primo o la sfrontatezza del biondo? La rotta è ancora molto lunga, ma da oggi i due skipper hanno superato la metà del percorso e iniziano ad avvicinarsi verso casa. Al rilevamento delle 20 UTC l’equilibrio resta massimo: Gabart è tornato in testa dopo avere agganciato in anticipo il flusso da nordovest, ma il suo vantaggio è di appena 3.4 miglia, con una distanza laterale intorno alle 6. La velocità tra le due barche è identica: 19.1 per entrambi e stessa cifra per il VMG, con il gate della Nuova Zelanda distante circa 690 miglia. Un match race in piena regola, intorno al mondo, in pieno Oceano Pacifico.

Dietro faticano tutti a tenere il passo, il più vicino è Jean Pierre Dick a 518.6 miglia. A proposito dello skipper di Virbac Paprec 3: per lui gita obbligata sull’albero, per risolvere un problema che gli impediva di issare alcune delle vele da andature portanti. Inconveniente risolto con alcune ore di duro lavoro.

Gabart al collegamento telefonico odierno analizza la situazione: “Sto facendo bene, tra i 22 e i 24 nodi, c’è molto rumore. Sono molto contento che Armel non è scappato dopo il cancello, sono riuscito a prendere un po’ di vento forte prima di lui. Ora devo stare molto attento, prendermi cura di me stesso, assicurarmi che non sto spingendo troppo. A volte quando si è stanchi ci si innervosisce velocemente e quando succede bisogna fare un bel respiro e fare un pisolino. Sono contento di essere a metà strada sulla via del ritorno, è una sensazione piacevole. Cercherò di fare ancora bene, anche meglio in questa seconda metà. Non sono stato molto sorpreso di quello che ho visto fino ad ora nel Sud, io e Armel siamo stati risparmiati da venti superiori ai 45 nodi”.

L’umore del rivale Le Cleac’h resta alto: “Stiamo navigando velocemente verso la Nuova Zelanda, con 35 nodi di vento e raffiche più forti. Fisicamente parlando sto bene. Non si può dormire al meglio e nelle ultime 36h ho riposato poco perché ho avuto molti cambi di vele, quindi sono un po’ stanco. Ma in fondo sono a posto, anche mentalmente. Sono caduto schiantandomi contro le pareti un paio di volte, qualche livido ma niente di serio”.
Per le prossime ore si prevede una sfida di velocità pura, con il vento che resterà tra i 30 e i 40 nodi da nordovest, per diminuire intorno ai 25-30 tra 24h e ruotare leggermente a ovest. Difficile potere prevedere le mosse tattiche degli skipper in un sistema meteo piuttosto omogeneo, ma immaginiamo che Gabart cercherà di marcare Le Cleac’h con molta attenzione come ha sempre fatto quando si è trovato in testa.

La posizione dei due leader a sud della Nuova Zelanda
La posizione dei due leader a sud della Nuova Zelanda con la meteo prevista a 24h

Per il resto della flotta condizioni piò o meno dure, con vento dai 30 ai 40-45 nodi, ma non si segnalano particolari difficoltà a parte una strambata involontaria di Hugo Boss, causa disfunzione a un pilota, che per fortuna non ha lasciato conseguenze alla barca di Alex Thomson.

Alessandro Di Benedetto soffre a velocità ridotta nell’anticiclone, che purtroppo non lo lascerà prima di 24-48h: Tanguy De Lamotte è a circa 800 miglia, il leader a 4.122.

Il video riepilogo:

Day 39 highlights – Tuesday, December 18, 2012 di VendeeGlobeTV

www.vendeeglobe.org

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