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Southern Ocean- (Mauro Giuffré) “Vedo Banque Populaire spesso, non per tutto il tempo dato che è a cinque miglia. E’ davvero fantastico. Ma io ho la mia gara, non devo adattare le mie decisioni, le scelte delle vele. Mi baso su quello che vedo io”. Nei 50 Urlanti François Gabart conduce a vista su Armel Le Cleac’h, con un vantaggio di appena 1.5 miglia al rilevamento delle 20 UTC. La distanza laterale al momento è sulle dieci miglia, dopo essere stata anche appena di un paio di miglia nelle ultime 24 ore.

Gabart al timone di Macif
Gabart al timone di Macif

A circa 75 miglia dal gate delle Nuova Zelanda, in un regime da ovest-nordovest tra i 15 e i 20 nodi, il duello al vertice prosegue al passo frenetico di Macif e Banque Populaire. Nell’approccio ai gate LeCleac’h ha sempre dimostrato grande lucidità tattica, guadagnando spesso la testa della classifica: Gabart ha strambato più a sud e naviga 10 gradi più puggiato, probabilmente per tenersi lontano da una zona con poco vento al centro del cancello. Nelle prossime 12 ore prosegue  un ovest tra i 20 e i 25 nodi che dovrebbe tenere i distacchi ancora ridotti. Con il vento più in poppa e sotto i 25 nodi la maggiore superficie velica di Banque Populaire potrebbe essere molto efficace: la barca di Le Cleac’h vanta infatti una superficie massima alle portanti di 660mq, contro i 570 di Macif. Anche se, per il prossimo gate, si ritorna nei 40 Ruggenti, con una rotta più orzata se il regime del vento rimane da ovest-nordovest, e al traverso-lasco Macif ha dimostrato di volare.

Questo il commento di Le Cleac’h sulla situazione: “Ieri è stata dura dopo 48 ore di shaker con 30-35 nodi, ma adesso è più calmo e si riprende fiato. Le notti sono brevi, circa 5 o 6 ore. Ho avuto il tempo di fare un controllo alla barca e fare anche un bel pisolino. Certo, Macif è molto vicino e possiamo vederci, è stato così per 36 ore, ma non sono ossessionato da questo. E’ un punto di riferimento, mi aiuta a fare velocità ma io sto facendo la mia regata e prendendo le mie decisioni. Le nostre rotte sono state molto vicine ma forse in qualche punto proveremo soluzioni differenti”.

Molto interessante l’analisi di Le Cleac’h dove sottolinea il vantaggio di avere un avversario così vicino: i due skipper si migliorano a vicenda cercando di superarsi in un duello che giova anche al morale. I lunghi bordi su uno stesso lato diventano meno noiosi, la stanchezza è meno pesante e l’attenzione sempre al massimo. Una sfida che da sola è la sintesi del Vendée moderno.

Condizioni più o meno omogenee per il resto della flotta, con un vasto regime di ovest-nordovest tra i 25 e i 35 nodi che accompagna gli skipper. Si segnala la decisione di Alex Thomson di diminuire al massimo i contatti con l’esterno per abbassare il consumo di energia. I guai agli idrogeneratori condizionano lo skipper di Hugo Boss che ha davanti una navigazione molto dura da un punto di vista psicologico, non potendo comunicare come vuole con la sua equipe e, come ha sottolineato, “con la mia compagna”. La solitudine è un moltiplicatore delle sensazioni e nei 50 Urlanti gli stati d’animo possono diventare cruciali per la tenuta degli skipper.

Alessandro Di Benedetto è a 4.477 miglia dal leader e a circa mille da De Lamotte: Team Plastique è finalmente uscita dall’anticiclone riprendendo la sua andatura abituale senza rischi.

www.vendeeglobe.org

 

1 COMMENT

  1. In questo entusiasmante, unico e interminabile match race alle alte latitudini australi Gabart e Le Cleac’h realizzano anche un importante risultato, possono contare ciascuno sull’altro in breve tempo se, corna facendo, dovesse essere necessario.

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