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Saint Lucia- Con il gran galà e la cerimonia di premiazione di ieri sera si è ufficialmente chiusa la XXVII edizione dell’Atlantic Rally for Cruisers. Al Gaiety Nightclub di Gros Islet si sono ritrovati gli equipaggi approdati nei giorni scorsi sull’isola caraibica di Saint Lucia. Tanta l’emozione e la soddisfazione per chi è riuscito ad attraversare, anche per la prima volta, l’Oceano Atlantico.

Sono stati diversi i premi consegnati durante la cerimonia, molti dei quali “simpatici”, come quello consegnato a due barche arrivate nella stessa posizione del loro numero di barca: SAM III, che sulla murata riportava il numero 69, ha chiuso il rally 69esimo e così Ravi con il suo numero 171 che ha tagliato la linea 171esimo.

Nella RORC Racing Division è stato premiato Vaquita, primo overall e primo in Classes A. Nella B invece ha vinto l’inglese Scarlet Oyster.

L’olandese X Yacht Nix ha ricevuto due primi premi per le vittorie nell’Invitation Cruising Division, riservata a yacht sopra i 60 piedi, e nell’Invitation Division in tempo compensato. Nell’Invitation Racing si è imposto l’italiana Berenice by TWT e un’altra italiana, il Felci 61 Tyke di Marco Serafini, si è aggiudicata il primo premio in compensato nell’Invitation Racing Division.

Nella Cruising Division, senza carattere competitivo, è lo svedese Swan 80 Amoress 2 a ricevere il primo premio.

Nei Multiscafi in tempo reale il più veloce è stato l’inglese Pelican e un altro inglese, che tra l’altro nel suo daily blog aveva descritto dell’incontro avuto con due balene, ha vinto in tempo compensato.

Infine vogliamo segnalare i premi ricevuti da un altro equipaggio italiano, Dream Città di Rieti (Francesco Persio Pennesi con Maurizio D’Amico), che si è aggiudicato l’Adlard Coles Trophy e il Class G.

L’edizione di quest’anno sarà ricordata soprattutto per due aspetti: il boom di barche iscritte nelle diverse categorie e la doppia partenza dovuta alle condizioni meteorologiche avverse. Chi ha avuto la possibilità e la fortuna di trovarsi al porto di Las Palmas qualche giorno prima che le due flotte salpassero alla volta dei Caraibi, percorrendo 2.700 miglia, ha raccontato di uno spettacolo unico e molto suggestivo: banchine e moli affollati dalle 230 barche partecipanti; una selva di alberi e vele che, svettando sulle costruzioni circostanti, ha regalato una vista panoramica affascinante; il brulicare di velisti, famiglie e semplici curiosi che hanno animato il marina e la città di Las Palmas.

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All’inizio la flotta sarebbe dovuta partire domenica 25 novembre come di consueto a scaglioni. Purtroppo, a causa del vento forte (sui 25-30 nodi), le procedure di partenze sono state avviate solamente per  la RORC Racing Division, l’unica con carattere sportivo e agonistico e alla quale prendono parte anche equipaggi professionisti. Il resto della flotta, ovvero la Cruising Division, ha aspettato martedì 27 novembre per mettere la prua verso Saint Lucia, visto che in questa categoria non sono pochi i minori di 16 anni e le famiglie che vi prendono parte.

Durante le settimane di navigazione gli skipper hanno incontrato dapprima condizioni abbastanza impegnative con mare agitato e vento sostenuto sui 20-25 nodi. Un perturbazione che è durata diversi giorni ed è stata accompagnata da precipitazioni intense. Una volta lasciata alle spalle, l’Aliseo ha soffiato generosamente da N NE, il che ha consentito ai timonieri di tenere una rotta diretta verso i Caraibi. All’ingresso nei Caraibi, dopo settimane entusiastiche di navigazione, la brezza, che ha sospinto fino ad allora spinnaker e gennaker, ha mollato, accompagnando dolcemente gli equipaggi a tagliare la linea di arrivo a Rodney Bay.

Un momento della festa che ha ufficialmente chiuso la XXVII edizione dell'Atlantic Rally for Cruisers
Un momento della festa che ha ufficialmente chiuso la XXVII edizione dell’Atlantic Rally for Cruisers

A vincere in tempo reale nella RORC Racing Division è stato l’Akilaria 40 Vaquita che, avendo deciso di tenere una rotta più a nord del resto della flotta, dove l’Aliseo ha soffiato più generosamente, ha concluso la traversata dopo 12 giorni, 1 ora e 37 minuti di navigazione. Nonostante la buona prova, non è riuscito a battere il record detenuto dal 2006 dal maxi Capricorno di Rinaldo del Bono: 11 giorni, 5 ore, 32 minuti e 30 secondi. Un pizzico di delusione per l’armatore Marco Rodolfi sul suo Swan 80 Berenice by TWT che, fin dalle Canarie, dopo una bella partenza, stava dimostrando di avere tutte le carte in regola non solo per vincere in tempo reale l’ARC, ma anche per battere il record dello stesso Capricorno. Dopo aver dominato per gran parte della traversata, la sua posizione più a sud lo ha fortemente penalizzato.

Di seguito pubblichiamo il video dell’arrivo di Vaquita a Saint Lucia:

Tanti gli eventi collaterali organizzati per trascorrere tutti insieme in allegria i giorni di attesa per l'arrivo del resto della flotta
Tanti gli eventi collaterali organizzati per trascorrere tutti insieme in allegria i giorni di attesa per l’arrivo del resto della flotta

 

www.worldcruising.com/arc

4 COMMENTS

  1. Segnalo che l’organizzazione della ARC quest’anno è stata gravemente scorretta.
    Infatti la nostra barca (Sagittarius, un catamarano Privilege 65 del 1995) ha impiegato 12 giorni, 23 ore e 54 minuti a completare l’ARC (una delle sole sei imbarcazioni a finire in meno di 13 giorni, a meno di due ore da Berenice), ma hanno deciso di inserirci nella categoria Open (di fatto, fuori classifica), quando il regolamento prevedeva che avremmo dovuto essere nella categoria Multiscafi (ove avremmo vinto sia in reale che in compensato), nella quale espressamente non v’erano limiti di lunghezza specifici, ma coefficienti correttivi (come ovvio che sia, dato che in tale categoria potevano coesistere sia dei trimarani IMOCA 60 piedi che dei catamarani da crociera da 35…). Invece hanno deciso (a posteriori) che SOLO ED ESCLUSIVAMENTE il nostro catamarano venisse inserito in Open, nonostante il regolamento non lo prevedesse.
    Infatti la divisione Open avrebbe dovuto ricomprendere esclusivamente TUTTE le imbarcazioni oltre gli 80 piedi, e non i catamarani oltre i 60 piedi e i monoscafi oltre gli 80, come poi ha deciso di fare l’organizzazione.
    Ma la cosa più vergognosa, è che per le barche battenti bandiera inglese, questa regola non è stata rispettata (la stessa Berenice, oltre che i vari Oyster 82, tutti premiati, sono tutti 25 metri… e tutti british flag), mentre nel nostro caso, la regola è stata “inventata” ad personam…
    Le solite malelingue in banchina ci hanno poi informato che se ci avessero ammesso nella Multihulls Division, avremmo vinto sia in reale che in compensato, sottraendo la vittoria (guarda caso), a due barche battenti bandiera inglese. E del resto, se avessero correttamente applicato le regole della Open Division, 4 barche (tutte battenti bandiera inglese, a partire dalla splendida Berenice, e tutte premiate) sarebbero sparite dalla classifica come siamo spariti noi.
    Quindi, come risultato, siamo “spariti” tanto dalla premiazione che dalle classifiche ufficiali, anche se di noi rimane traccia nei tempi effettivi (ricordo che ci sono state due partenze a due giorni di distanza, per le differenti divisioni: va considerato il tempo effettivo in base alla data di partenza http://yb.tl/leaderboard/arc2012?lineHonours=true&showAll=true&tag=2237&useRecentVMG=true&sub=Switch+to+%27Recent+VMG%27+mode*).
    E le stesse malelingue dichiarano che se non avessimo umiliato Bristolian (che tutti noi ben conosciamo, essendo il 29 metri già famoso come Mari Cha II… non esattamente una barchetta…) sicuramente pure per la categoria Open ci sarebbero stati premi e la dignità di un posto in classifica…
    Ciò che lascia più amareggiati, è che l’organizzazione, ben sapendo quello che ha combinato, ha fatto sparire persino dal pur ricchissimo sito ufficile della ARC le regole di regata con particolare riferimento alle Divisioni (che caso, eh?), così come le ha fatte sparire dalla bacheca di St.Lucia non appena i malumori iniziavano a montare.
    Per chi volesse partecipare alle prossime ARC, suggerisco di adottare la bandiera inglese: fa crescere esponenzialmente le possibilità di ottenere uno dei premi ufficiali, uno di quelli creati appositamente e certamente dà il diritto di comparire in classifica…

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