SHARE

Paolo Liberati è uno dei nuovi contributor di FareVela e Farevelanet. Geologo veronese assai metodico e attento, ha compiuto con il suo Beneteau 50 Malaika 5 un giro del mondo durato due anni, da cui è nato il bel libro edito dal Frangente “Malaika, un giro del mondo il 680 giorni”.

Paolo Liberati racconterà adesso ai lettori di FareVela le sue esperienze tecniche in una nuova serie di articoli che si basano su come fare per soddisfare il sogno di molti di noi, partire per crociere a lungo raggio con la propria imbarcazione. Tutti i mesi su FareVela una puntata della sua preparazione, secondo questo piano editoriale:

PRIMA PUNTATA:                      PRESENTAZIONE DEL PIANO – BARCA IDEALE

SECONDA PUNTATA:                ARMAMENTO DELLA BARCA – PARTE 1

TERZA PUNTATA:                        ARMAMENTO DELLA BARCA – PARTE 2

QUARTA PUNTATA:                   ARMAMENTO DELLA BARCA – PARTE 3

QUINTA PUNTATA:                    PIANIFICAZIONE E PARTENZA

SESTA PUNTATA:                        VITA DI BORDO

SETTIMA PUNTATA:                  PRATICHE BUROCRATICHE

OTTAVA PUNTATA:                    APPROVVIGIONAMENTI – PARTE 1

NONA PUNTATA:                        APPROVVIGIONAMENTI – PARTE 2

DECIMA PUNTATA:                   CARENAGGI, FERMO BARCA E PERICOLI

UNDICESIMA PUNTATA:        COSTI

 

Il Malaika 5 durante il suo giro del mondo
Il Malaika 5 durante il suo giro del mondo

Pubblichiamo qui l’introduzione alla prima puntata, che troverete su FareVela di febbraio 2012. In questo spazio potrete scrivere le vostre domande e interagire con Paolo Liberati sui vostri dubbi o domande relative alla navigazione a lungo raggio. Pubblicheremo qui la sintesi dei vari argomenti trattati da Liberati negli articoli su FareVela oltre a nuovi spunti e idee di viaggio.

Mollare gli ormeggi e partire per una lunga navigazione nei Mari del Sud, o più semplicemente uscire dalle Colonne d’Ercole e attraversare un oceano, è senza dubbio uno dei sogni più gettonati nel cassetto di un velista. Pochi in realtà riescono davvero a realizzarlo, per le più svariate motivazioni. Io appartengo all’esigua schiera dei “fortunati”: a bordo della mia barca a vela, Malaika, insieme a due affiatati e fidati compagni, ho lasciato il molo del Marina di Albarella nel primo pomeriggio del 29 giugno 2008, per farvi ritorno dopo due anni, il 27 giugno 2010, con 32.000 miglia sulla chiglia, tre oceani (Atlantico, Pacifico e Indiano ) e sette mari  (M. Mediterraneo, M. dei Caraibi, M. dei Coralli, M. di Arafura, M. della Cina Meridionale, M. Arabico, M. Rosso) lasciati a poppa e i riflessi di acque turchesi e cristalline, isolette coperte di palme, fondali variopinti e brulicanti di vita ancora stampati sul fondo degli occhi.

Ora, se consideriamo che non ero certamente un velista oceanico, né tantomeno dotato di capacità ed esperienze nautiche superiori a quelle di molti giovani ed esperti velisti italiani, ma solo un neopensionato sessantenne, la conclusione e semplice: così difficile non è.

L’oceano è quindi alla portata di tutti? Io credo di sì. Se non proprio di tutti, certamente di quasi tutti. In queste 10 puntate di FV vorrei trasmettere, a chi avrà il tempo e la costanza di leggerle, alcuni consigli e informazioni che potrebbero tornare utili nella preparazione e nella realizzazione di un programma di navigazione “blu water”, come gli amici anglosassoni definiscono le navigazioni oceaniche.

Date retta a me, SI PUO‘ FARE. (Paolo Liberati)

 

4 COMMENTS

  1. Non sono ingegnere ma geologo, il resto è tutto vero! Seguiteci e vi spiegherò perché una navigazione oceanica o un giro del mondo a vela è una cosa per tutti, o quasi.

      • Why not! Importante è, secondo me, staccare gli ormeggi, o meglio, la spina. Non importa dove e per quanto, importante è vivere il mare, intensamente, per un periodo abbastanza lungo che ti permetta di sperimentare un modo diverso di vivere, di rapportarti con te stesso e con gli altri ….

  2. A piccoli passi mi sto avvicinando all’idea. Venduta La barca da campeggio nautico, un Microchallenger 5.50 e ho acquistato un Coco 6,50 minitransat. Nonostante la misura ristretta ha una cabina centrale accogliente, sufficientemente alta per non stancare il navigatore. Il piccolo tavolo da carteggio a sbalzo sopra la cuccetta di dritta, lo spazio per il fornello dal lato opposto e due gavoni che si prolungano oltre le cuccette, sotto le sedute del pozzetto, sono il mondo interno da condividere nelle navigazioni. Verso prua, oltre il tavolo di carteggio e lo spazio per il fornello, una dinetta, separata dalla paratia centrale. Le parti in legno rimaste a vista ricordano gli interni delle barche classiche del primo diporto popolare. Prospettiva: Mediterraneo e qualcosa di più. Ancora un carrello per supportarla in questa mia vita ingombra di troppe cose. Tutto sembra perfetto, vicino alla pensione (o a qualcosa di simile utile per mollare), pulizie e sistemazione di alcune cose a bordo, idea di fermarsi a bordo, da solo, fuori stagione già questa pasqua, 10/15 giorni a solo un centinai di chilometri: Lago di Iseo. Forse ancora qualcosa da sistemare, meglio vicino all’officina di casa….Per provare a galleggiare vicino ad un piccolo borgo. Sperimentare l’avvicendamento tra terra e acqua, negozi, vita normale degli altri, vita ristretta la tua………e poi ad un tratto tutto mi sembra stupido, sbagliato, inutile…………..e così adesso scrivo…..forse qualcuno risponderà…..

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here