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Falkland/Malvinas- (Mauro Giuffré) Con 53,5 miglia di vantaggio (alle 20 CET di sabato) non si può ancora parlare di fuga, ma sicuramente François Gabart in queste ultime 24h ha lavorato bene per cercare di staccare Armel Le Cleac’h. La sua rotta più a est ha permesso a Macif di navigare in venti meno leggeri e al rilevamento delle 20, ancora in regime di brezze da nord, Gabart incrementa, anche se di poco, il suo vantaggio.
Banque Populaire ha virato e si dirige mure a destra verso una piccola depressione in via di formazione al largo dell’Argentina. Gabart ha dimostrato di essere sempre molto attento alla copertura dell’avversario non appena prende la testa della regata, e anche in questo caso sarà interessante vedere la risposta di Macif all’opzione tattica di Banque Populaire. In questo caso, va detto, la separazione tra i due è notevole, ben 190 miglia, e uno dei due necessariamente uscirà vincitore dalle diverse scelte.

Macif. Foto Gabart
Macif. Foto Gabart

Le prossime 24-36h si annunciano complesse: la depressione al largo dell’Argentina porterà venti da nord intorno ai 30-35 nodi, costringendo gli IMOCA 60 a bolinare con mare formato, in assoluto l’andatura meno adatta a queste barche. A est della depressione, all’altezza di Tristan da Cunha, il vento previsto è variabile e leggero, stesso discorso a nord della bassa pressione. La partita tattica resta quanto mai incerta fino all’Aliseo di sudest, che i solitari non incontreranno prima del Brasile.

In questa situazione non si può dare torto a Jean Pierre Dick in terza posizione, che afferma: “Avanzo bene sui leader che sono momentaneamente bloccati dall’anticilone. La gara diventerà aperta in avvicinamento all’equatore, tutto è possibile”. Con 250 miglia di ritardo da Macif, Virbac Paprec 3 non è ancora fuori dai giochi e un suo ritorno a ridosso dei primi, anche se difficile, non è da escludere in maniera assoluta.
Le Cleac’h, al collegamento con la Direzione, conferma la situazione difficile: “Questa parte dell’Atlantico tra Capo Horn e il Brasile non è delle più facili come strategia. Le informazioni meteo cambiano in continuazione e la situazione non è facile. Sono soddisfatto della mia posizione, l’ho cercata, la mia regata è indipendente da quello che fa François. Questa volta è diverso da 4 anni fa, c’è una lotta serrata che speriamo duri fino a Les Sables. Ci stiamo avvicinando a casa e, si spera, saremo li alla fine del mese”.

Il prossimo skipper a doppiare l’Horn sarà Jean Le Cam, ancora a circa 800 miglia, mentre alle sue spalle è bagarre tra Golding, Wavre, Stamm, Sanso e Boissières, tutti all’altezza della porta del Pacifico Est. Bernard Stamm, in attesa di ricevere il parere definitivo della Giuria sulla sua squalifica, ha già recuperato due posizioni in classifica e adesso è ottavo.

Alessandro Di Benedetto, che oggi compie 42 anni, si sta regalando ore di velocità pura sulla sua Team Plastique che naviga al traverso-lasco a oltre 19 nodi: “Ho appena aperto i miei regali e mangiato foie gras per festeggiare il mio compleanno. Ho appena passato il cancello della Nuova Zelanda, le raffiche sono forti, 40 nodi, e a bordo si balla molto. Ho qualche problema al motore ma non so ancora cosa perché in questo momento non posso occuparmene”. Di Benedetto è riuscito a tornare sotto le 5.000 miglia di ritardo, più precisamente 4.974 miglia da Macif, e davanti a lui ha quasi tutto il Pacifico.

Il caso Stamm, la Giuria riapre l’udienza dopo la testimonianza del comandante russo

Importanti novità per la squalifica di Bernard Stamm, che ha fatto dibattere molto la comunità velica internazionale. L’intera flotta del Vendee Globe ha sottoscritto una petizione a favore di Stamm, chiedendo alla Giuria Internazionale di rivedere la sua decisione. Stamm ha chiesto una riapertura dell’udienza, portando un nuovo fatto nella preziosa testimonianza del capitano della Professor Khoromov. La Giuria presieduta dal francese Bernard Bonneau ha esaminato la testimonianza e ha deciso di riaprire il caso, come da regolamento di regata.

La Professor Khoromov
La Professor Khoromov

Bernard Bonneau ha dichiarato: “Dopo aver ricevuto la testimonianza scritta del Professor marine Khoromov, la Giuria ha deciso di riaprire l’investigazione sul caso numero 4 in base alle regola di regata numero 66. Questa significa che la Giuria può riaprire un’udienza quando ci sia stato un errore significativo o quando nuovi fatti significativi diventino disponibili. La Giuria non ritiene di aver fatto un errore, ma crede che questa testimonianza offra un nuovo fatto significativo”.

Si va quindi verso un’assoluzione o una penalizzazione? Il nuovo fatto, indispensabile per la rapertura di un’udienza di una protesta, è quindi la testimonianza del comandante russo su come si sono svolti effettivamente i fatti nell’ancoraggio scelto da Stamm all’isola di Auckland e dove anche la nave scientifica russa aveva ancorato (dopo che lo aveva fatto il navigatore svizzero). Il concetto di “aiuto esterno” di cui parla il bando di regata del Vendee Globe apre ampie interpretazioni, se in senso restrittivo, come fatto dalla Giuria nella prima decisione di squalifica, oppure in senso più ampio come richiede quasi tutta la comunità velica e la marineria internazionale che ha seguito il caso. Un aiuto esterno presuppone un vantaggio per chi lo riceve? Può un’azione marinaresca, ovvero aiutare, senza che Stamm lo abbia richiesto, un navigatore solitario con l’ancora che ara in un’isola sperduta del Southern Ocean per evitare che la situazione possa diventare pericolosa, essere considerato un aiuto meritorio di squalifica? O, piuttosto, è una legittima azione marinaresca, tra l’altro prescritta dalle norme degli abbordi in mare, dal Regolamento di Regata, dalle norme del buon senso e dell’aiuto tra naviganti. Il presidente della Federazione Francese della Vela ha appoggiato la decisione di squalifica, rispettando un integralismo normativo del Vendee Globe. La gran parte del mondo velico ha ritenuto tale decisione esagerata. La Giuria forse riuscirà a uscire dal problema in cui si è trovata proprio grazie alla testimonianza del comandante russo. Ci auguriamo che lo faccia, visto che non ci pare che una corretta azione marinaresca debba diventare motivo di squalifica.

Il caso è ben più rilevante della semplice squalifica o meno. Investe il concetto stesso di regata e di norme basilari di aiuto in mare, regole di navigazione dal cui rispetto non può esimersi neanche il Vendee Globe, nato come sfida estrema della vela ma diventato negli anni una grande regata oceanica assai meno romantica e sempre più professionale. Almeno così ci pare. (Michele Tognozzi)

 

2 COMMENTS

  1. Mi sembra una cosa assurda. Se la giuria ragiona in modo cosí ottuso negando un tipo di aiuto come questo in nome di una regata “dura e pura” allora togliamo qualsiasi tipo di aiuto esterno con i team a terra che danno indicazioni e schemi di come riparare guasti o avarie e lasciamo che le comunicazioni da terra riguardino solo ed esclusivamente i bollettini meteo.

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