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Mar del Plata, Argentina- (Mauro Giuffrè) Gabart e Le Cleac’h continuano a duellare in bolina, anche se Macif alle 20 aveva un vantaggio di 57.2 miglia e mezzo nodo in più di velocità su Le Cleac’h. A preoccupare gli appassionati, però, è la situazione di Bernard Stamm. Lo skipper elvetico, dopo la collisione con l’oggetto sommerso che l’ha lasciato senza idrogeneratori, sta vivendo delle ore molto difficili nel suo avvicinamento a Capo Horn, distante ormai 500 miglia: l’energia elettrica residua è impiegata per alimentare i piloti, mentre tutto il resto della strumentazione elettrica di Cheminées Poujoulat è stata spenta, quindi niente radar, niente AIS, niente meteo e nessuna comunicazione nell’immediato con la sua equipe a terra. In particolare l’assenza del radar, con la fitta presenza di iceberg nelle vicinanze di Capo Horn, desta preoccupazione, dato che per Stamm l’unico modo per evitare il ghiaccio alla deriva sarà la veglia in coperta. Sull’elvetico pende ancora la squalifica per i fatti di Auckland Island: la Giuria continua a prendere tempo e non si pronuncia sul riesame chiesto da Stamm.

Autoritratto di Gabart da bordo di Macif
Autoritratto di Gabart da bordo di Macif

L’equipe tecnica di Cheminées Poujoulat sta studiano il modo e il luogo per rifornire di gasolio lo skipper, azione che ovviamente porterebbe alla definitiva squalifica ma consentirebbe a Stamm di rientrare a vela a Les Sables e completare comunque il giro del mondo fuori classifica. Probabile un pit-stop dopo Capo Horn, in una zona ancora non nota o un rifornimento in mare. La sfortuna ha coplito lo svizzero, che in questi giorni aveva navigato forte per recuperare miglia e posizioni. Una situazione che offre però spunti a progettisti e skipper per studiare nuove soluzioni per il futuro, dato che Stamm non è l’unico ad avere avuto problemi di energia: il modello potrebbe essere Acciona 100% Eco Powered di Javier Sanso, che con un sistema custom di energia solare e idroelettrica sta riuscendo a alimentare senza grossi problemi la barca.

Il duo di testa nel frattempo naviga quasi all’altezza di Buenos Aires: Banque Populaire più a ovest tra poco farà i conti con una zona di vento più debole, mentre Macif ha virato più a est riportandosi in un regime di vento da nordovest sui 20-25 nodi. Magistrale il routing di Gabart in questi giorni, con traiettorie perfette a lambire le alte pressioni ma senza mai restarci dentro. La separazione laterale tra i due è di circa 80 miglia. Le condizioni meteo delle ultime 48h sono state difficili con vento intenso da nord e mare formato di bolina.

Questo il commento di Armel sulla situazione: “Sto bene dopo una notte difficile. Ho navigato di bolina con un mare caotico, mi sentivo su un ottovolante. Le condizioni meteo non sono quelle che mi aspettavo, non capisco. Sto aspettando per capire l’evoluzione. La notte scorsa non ho dormito per niente, perché ho dovuto cambiare le mie vele molte volte. Ho dormito solo un po’questa mattina e lo farò ancora un po’ quando la barca sarà verso la giusta direzione”.

Il video di Gabart:

Changement de décor pour François Gabart di VendeeGlobeTV

Questo invece il commento dal diario di bordo di Gabart: “Abbiamo lasciato Les Sables più di cinquanta giorni fa, abbiamo navigato per oltre 15 mila miglia, ma questa è stata la prima volta di bolina con vento forte. E’ dura ma molto appassionante. Le strade con Armel convergono, come una coppia di anziani. Speriamo di non farci del male al cervello con queste distacchi fino alla fine. Saremo di bolina per alcuni giorni. Siate pazienti e scoprirete chi sarà il più veloce. Buonanotte o buongiorno, dipende dalla longitudine”.

La situazione meteo resta difficile da decifrare: Alex Thomson nelle sue celebri analisi meteo-tattiche direbbe “It’s a tricky situation”. Gabart nelle prossime 10-12h dovrebbe allungare un po’ in una zona con più aria. Macif fra 24h, al rinforzo da nord, potrebbe quindi avere miglia da amministrare per chiudere e andare in copertura. Chi la spunterà? L’Aliseo dista ancora oltre mille miglia e la leadership del Vendee rimane incerta.

Dal resto della flotta si segnalano problemi tecnici per Jean Pierre Dick che da alcune ore è impegnato in una riparazione in coperta, dopo aver messo il suo Virbac alle portanti dopo aver rotto l’attacco dello strallo per potere riarmare il suo solent, operazione alla fine riuscita. Lavoro di bricolage anche per Tanguy De Lamotte. Problemi di energia per Mike Golding che ha addirittura rischiato un incendio a bordo per un problema al sistema di conversione degli idrogeneratori. Il prossimo akipper a doppiare Capo Horn, questa notte, sarà Jean Le Cam. Buon lavoro per Alessandro Di Benedetto in avvicinamento al gate del Pacifico West: il suo ritardo dal leader è sceso a 4764 miglia, 864 da Lamotte.

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