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Alicante, Spagna- Anno nuovo e tempo di novità alla Volvo Ocean Race. In attesa dell’uscita del primo scafo del Volvo Ocean 65 da Persico Marine e del successivo assemblaggio con la coperta prodotta da Multiplast per il primo varo previsto da Green Marine, il giro del mondo per equipaggi professionisti prosegue nella campagna di rinnovamento. Un’azione, dettata dalle nuove esigenze del marketing sportivo e dell’audience, indispensabile per un evento legato agli sponsor come è appunto la Volvo Ocean Race. Un giro del mondo globale, che però non vuole rinunciare a ciò che, prima come Whitbread e ora come VOR, lo ha reso celebre. La più dura e selettiva regata offshore del pianeta, con barche e uomini spinti ai limiti dell’agonismo e della navigazione.

La scelta del One Design, dopo qualche perplessità iniziale, procede rapida e, in tempi di crisi come questi, non aveva alternative se si volevano limitare i costi, guadagnare in affidabilità e in team potenziali. Dopo la pubblicazione del bando di regata lo scorso 28 dicembre, tra poco sarà resa nota la nuova rotta con, pare, non poche novità.

Ne abbiamo parlato oggi con Jack Lloyd, direttore di regata della Volvo Ocean Race e uomo di vasta esperienza nella vela professionale, sia come giudice internazionale (è anche uno dei membri della Giuria del Vendee Globe) sia come rule advisor in diversi team di Coppa America.

Jack Lloyd, race direcot della Volvo Ocean Race. Foto Roman/VOR
Jack Lloyd, race direcot della Volvo Ocean Race. Foto Roman/VOR

Farevelanet Iniziamo dal Volvo Ocean 65. A che punto è il progetto?

Jack Lloyd Stiamo rispettando i tempi e la programmazione. Per giugno sarà pronta e consegnata la prima barca. I team avranno un mese a disposizione per brandizzarla con i loro sponsor e da luglio inizieranno a navigare. Le successive consegne procederanno secondo le scadenze. Alla fine di febbraio lo scafo numero uno uscirà da Persico Marine e sarà assemblato a Green Marine con la coperta costruita da Multiplast. L’attenzione al processo è massima proprio perché la qualità delle barche dovrà essere assoluta, per garantire uguali condizioni per tutti e barche più solide.

FVN Come cambierà la Volvo con l’adozione del One Design?

JL Il modo di regatare cambierà e tutto sarà diretto alla qualità dei velisti e al loro modo di far camminare veloce la barca. Lo sviluppo della barca, che ripeto è assolutamente monotipo in tutte le sue parti, consentirà ai team di impiegare meno tempo nello sviluppo della barca riservandolo alla qualità della navigazione. Occorreranno ancor più i migliori velisti al mondo per farle andar veloci e svilupparne il potenziale. Sarà il modo con cui si porta la barca a fare la differenza, non una scelta progettuale. I team dovranno solo costuituire un forte equipaggio e uscire là fuori per tirare fuori il massimo. Bisognerà spingere la barca al massimo, questa sarà più dura e più veloce e ci sarà bisogno di velisti al massimo livello e completi, con esperienze vincenti dalle classi olimpiche alla Coppa America all’offshore.

FVN Più dura e più veloce… ma cosa farete per evitare che alcune barche si rompano, ad alcuni osservatori non è piaciuto il fatto che alcune barche che nella scorsa edizione finirono una tappa su un cargo in teoria potevano ancora vincere la regata.

JL Proprio il concetto di One Design ci aiuterà a risolvere tale aspetto. Il fatto che siamo noi a controllare la progettazione e la costruzione ci consente di avere dei margini di robustezza diversi. I team inevitabilmente dovevano spingere sulla progettazione al massimo, per limare sempre più quei margini di sicurezza che poi, nelle condizioni limite della regata, potevano dare problemi. Adesso quei margini saranno più ampi e le barche potranno essere spinte, come dicevo, più dure e più veloci. Saranno i vari equipaggi a capire i loro limiti. Le barche saranno più affidabili. Molte variabili del passato non esistono più. Nel One Design le differenze sono cambiate, dalla barca si sono spostate all’equipaggio. Il team di costruttori, Stefano Beltrando (con la sua QI Composites responsabile del controllo di qualità per Volvo Ocean Race, Ndr) per le strutture, la consulenza dei velisti, tutto è rivolto a una barca che sappia offrire il massimo in termini di velocità e affidabilità.

FVN A proposito, il vostro obiettivo è quello di avere almeno otto team iscritti per la prossima edizione. E’ un numero realistico a oggi?

JL Al momento sì, puntiamo ad averne otto sulla linea di partenza e vi sono conferme in tal senso. In un paio di casi devono essere perfezionati alcuni aspetti, ma siamo sulla buona strada.

FVN E quando annuncerete la nuova rotta? Seguendo l’attuale Vendee Globe, si nota come il Southern Ocean attiri sempre molto il pubblico.

JL La prossima settimana inzieremo ad annunciare le prime tappe, in un processo di un mese con annunci successivi fino a completare la rotta. Stiamo definendo gli ultimi accordi con le città ma le richieste sono state davvero molte.

FVN Ci sarà di nuovo più Southern Ocean?

JL La Volvo Ocean Race è un evento che deve mediare tra la rotta tadizionale degli Oceani del Sud e i tre grandi capi e le esigenze del marketing e degli sponsor, che prevedono di essere presenti in nuovi mercati e di offrire un’audience particolare e non solo specializzata. Comunque, sì, posso confermare che nella prossima Volvo Ocean Race ci sarà più Southern Ocean rispetto alle ultime due edizioni.

FVN E dal punto di vista del Race Management, scoring gate, inport race, a cosa state pensando?

JL Sugli scoring gate abbiamo deciso di eliminarli, non sono facilmente comprensibili e non li useremo come del resto già nella scorsa edizione. Vi saranno dei limiti di percorso, legati a questioni di sicurezza o a passaggi complessi. Il rapporto tra Inport race e tappe resterà di 1 a 5, per cui il punteggio di una regata tra le boe varrà un quinto di quello di una tappa lunga.

FVN Torniamo al One Design, ma sarà davvero tutto uguale?

JL Assolutamente sì. L’attenzione alla costruzione in questa fase è massima proprio per capire di cosa hanno bisogno i velisti. Ascoltiamo molto le loro opinioni su come devono essere sistemate manovre o dettagli. A bordo non solo sarà tutto uguale per tutti, fino al singolo cavo dell’elettronica, ma anche la disposizione di bordo dei singoli apparati e il tipo di videocamere del Reporter Onboard sarà identico. Persino la quantità di vernice a disposizione dei team per il loro branding sarà stabilita.

FVN A proposito, il ruolo del mediaman subirà una decisa evoluzione.

JL Sì, sin dal nome, Reporter Onboard, questo ruolo sarà decisivo nella prossima regata. Avremo noi, in accordo con i team, il suo controllo e la capacità d’intergire in ogni momento per la produzione di contenuti d’avanguardia e di alto impatto per il pubblico, in ogni situazione della regata. Nei prossimi giorni comunicheremo i dettagli della selezione a livello mondiale che faremo per trovare le figure adatte a questo ruolo, che dovranno essere velisti sì ma anche specialisti della comunicazione di grado di produrre contenuti di alto livello.

A bordo di Puma in condizioni dure. Foto Ross
A bordo di Puma in condizioni dure. Foto Ross

www.volvooceanrace.com

 

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