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Isola Trinidade, Brasile- (Mauro Giuffré) Gabart ha 224.8 miglia di vantaggio, rilevamento delle 20, nella risalita dell’Atlantico. In quanti lo avrebbero detto alla vigilia? Il biondo François, 29 anni da La Foret, non aveva certo il palmares degli altri favoriti, vedi Armel Le Cleac’h, alla partenza da Les Sables: il secondo più giovane in gara il Southern Ocean l’aveva visto solo il tempo di un disalberamento a bordo di Foncia, alla Barcelona World Race. Il Vendee Globe non si fa però con i palmares ma con le rotte perfette sui margini delle basse pressioni, evitando con traiettorie impeccabili gli anticicloni. Quello che sta facendo François sulla sua Macif, Gabart l’esordiente, il biondo outsider che da prima di Capo Horn ha preso la testa della regata e sta rendendo la vita difficilissima al più esperto e titolato Armel Le Cleac’h. E’ nata una stella, ma lo si era intuito già, da quando il “professore” Michel Desjoyeaux l’aveva preso sotto la sua ala intravedendo nella determinazione di questo giovane skipper la ferocia e la lucidità per portare avanti un Vendee Globe al vertice.

Gabart sorride, il suo Macif va alla grande
Gabart sorride, il suo Macif va alla grande

Come facilmente immaginabile Macif sta guadagnando nell’Aliseo a ogni grado di rotazione verso sudest del vento, e all’ultimo rilevamento naviga a 17.7 nodi contro i 12.8 dell’inseguitore. Banque Populaire ha preferito virare sottovento per provare a restare a contatto con il leader, ma da quella posizione la rotazione dell’aria per Le Cleac’h è penalizzante e non gli concede opzioni di attacco. Questa situazione rimarrà stabile fino ai doldrums, quando Le Cleac’h potrà studiare il passaggio di Gabart e agire di conseguenza, probabilmente tentando un’opzione più occidentale. Attenzione però  a considerare questo duello come chiuso. Un vantaggio di 224 miglia è un margine ancora recuperabile se la situazione meteo nel nord Atlantico fosse perturbata e instabile.

Al collegamento telefonico con la direzione Gabart conferma il suo buon momento: “Sto bene, non mi lamento, vado abbastanza veloce da qualche ora. Il vento è molto più stabile rispetto a ieri, le temperatura crescono, sudo a ogni manovra. Ogni giorno, otteniamo file meteo provenienti dai servizi meteorologici ufficiali di diversi paesi. A volte, non sono precisi quindi dobbiamo adattarci e guardarci intorno per capire cosa sta veramente succedendo in termini di meteo. Questo fa parte del nostro lavoro. La sensazione che ho è che non ho cambiato il mio approccio dall’inizio della gara, sto cercando di scegliere la via più diretta e più veloce per Les Sables. Le grandi scelte sono state fatte un paio di giorni fa, ora è più questione di velocità di ogni altra cosa. Sto controllando costantemente le cose a bordo, ogni volta che ne ho la possibilità. Scrivo un elenco di punti in cui ho notato che qualcosa era consumato in modo da poter stare attento e prendermi cura di ciò quando le condizioni sono calme. Ma ho fiducia nella mia barca, davvero. Ho cercato di navigare al mio ritmo fin dal principio, e penso che sia stato così per tutta la gara. Non sto rallentando o accelerando di proposito, io sono proprio come un maratoneta, cerco di mantenere un ritmo regolare. Quando siamo alla fine della corsa, si può cambiare, però”.

Questa invece l’analisi di Le Cleac’h: “Il tempo è bello e caldo negli Alisei brasiliani. Ieri sera non era fantastico, c’era pochissimo vento, quindi spero che diventi più forte nelle prossime ore, che è ciò che la previsione sta dicendo. François è sempre nel vento forte prima di me, è per questo che il divario tra di noi si sta allargando. Non preoccupatevi, non sono rilassato e a pesca, sto lavorando molto a bordo! Realmente non ho guardato la tattica del Nord Atlantico, ho ancora un paio di giorni prima di attraversare l’Equatore così ci penserò più avanti, quando sarà il momento”.

Le posizioni alle 20 di oggi, nessuna opzione d'attacco per il momento per Le Cleac'h
Le posizioni alle 20 di oggi, nessuna opzione d’attacco per il momento per Le Cleac’h

Nel frattempo la Giuria Internazionale si è pronunciata sul riesame dei fatti di Auckland Island riguardanti Bernard Stamm: il verdetto, come possiamo leggere nella news dedicata, è stato la riconferma della squalifica per l’elvetico. Pura formalità data la situazione di Stamm, ma chiaro precetto per il futuro del Vendee: la regola 3.2 sull’aiuto esterno è considerata un punto fermo di questa regata, anche nel caso in cui uno skipper agisca secondo le buone norme marinaresche come ha fatto Stamm. La testimonianza di Rodney Rush della Pofesseur Khromov, portata da Stamm come prova a suo favore, è stata anzi considerata come ulteriore elemento a conferma dell’infrazione dello skipper. Chiarito il ritardo sul verdetto: la Giuria per pronunciarsi aveva bisogno di comunicare con Stamm che, essendo in modalità risparmio energetico, non ha potuto rispondere prima del rifornimento di gasolio.

Dal resto della flotta si segnala l’entusiasmante duello tra Alex Thomson e Jean Pierre Dick: dopo l’allungo di Hugo Boss dalla sua posizione occidentale, Virbac si è riportato avanti di 18 miglia dopo essere entrato nell’Aliseo. Thomson ha virato e naviga mure a sinistra per chiudere la separazione laterale, limitare i danni e posizionarsi bene, ma sarà costretto a subire la rotazione del vento e a perdere altre miglia. Battaglia anche per il settimo posto, con Sanso, Boissières e Wavre racchiusi in 9 miglia.
Buone le medie di Alessandro Di Benedetto che, complice l’avaria alla randa di Lamotte, mantiene appena sotto le 800 miglia il distacco dall’avversario diretto, 4.403 dal leader.

www.vendeeglobe.org

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