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Roma- Il Dinghy italiano affronterà l’anno del suo centenario con la conferma di Francesca Lodigiani alla guida dell’attivissima classe italiana. Si è svolta infatti ieri a Roma l’assemblea dell’AICD, l’Associazione Italiana Classe Dinghy 12’,  che l’ha confermata per acclamazione Segretario Nazionale per un secondo mandato. Ligure di origine, ma romana d’adozione, avvocato e giornalista di vela (e nostra valida collaboratrice), la Lodigiani sarà in carica per altri due anni.

Dinghy a Portofino. Foto Rastrelli
Dinghy a Portofino. Foto Rastrelli

Sono molte le celebrazioni in programma per festeggiare questa popolare deriva singola,  nata appunto nel 1913 dalla penna di George Cockshott. Inglese, 38 anni, avvocato ma progettista per passione, Cockshott vinse il concorso indetto dalla Boat Racing Association per individuare una piccola deriva monotipo che rendesse più accessibile l’andare a vela per sport, in un periodo in cui dominavano i grandi yacht e in cui le barche da regata erano comunque economicamente  impegnative.

Il Dinghy 12’ ha da subito un gran successo, tanto da partecipare sia all’Olimpiade del 1920 in Belgio, che a quella del 1928 in Olanda. In quest’ultima, per la quale venti Dinghy 12’ realizzati dal cantiere tedesco Abeking e Rasmussen sono messi a disposizione dall’organizzazione, partecipa anche l’italiano Tito Nordio, che sale su un Dinghy 12’ per la prima volta e arriva sesto. Assiste alle regate un marchese genovese, Emilio Nicolò Reggio, che è colpito da questa barca in legno con scafo tondo a clinker (fasciame sovrapposto) di poco più di tre metri e mezzo e pensa possa essere ottimale come barca scuola per il figlio Pierino. Da qua ad ordinare al cantiere Depangher di Capodistria un Dinghy 12’ il passo è breve, ed è così che nel 1929 arriva a Genova Pierino, numero velico I 1, il primo Dinghy 12’ italiano.

Ed è proprio il Pierino, ancora oggi gelosamente conservato dal figlio di Pierino, Nicolò Reggio, che il prossimo 9 marzo verrà esposto al Galata Museo del Mare di Genova. Lo sarà nell’ambito di una mostra dedicata ai 100 anni del Dinghy 12’, realizzata con il supporto della Cambiaso e Risso, che sarà inaugurata in occasione del Dinghy Centennial Day organizzato dall’AICD per dare il via alle celebrazioni dei cent’anni del progetto di questa barca. Il Dinghy oggi viene realizzato in legno, ma anche in vetroresina e legno e solo in vetroresina, ed è molto popolare in Italia dove si disputano un centinaio di regate all’anno, disseminate lungo la penisola, con timonieri che vanno dai 12 agli 80 anni di età, un fenomeno unico nel panorama velico.

Il Dinghy Centennial Day sarà un momento di aggregazione di tutti gli appassionati di questa deriva nel corso del quale verrà presentato anche il nuovo libro che lo storico Paolo Rastrelli ha preparato proprio per il Centenario.

Francesca Lodigiani sul suo Dinghy "Baffina". Foto Chizzoli
Francesca Lodigiani sul suo Dinghy “Baffina”. Foto Chizzoli

Tra gli altri eventi in programma, l’emissione di un francobollo di Poste Italiane in occasione del Campionato Nazionale del Centenario-Trofeo SIAD Bombola d’Oro, organizzato dallo Yacht Club Italiano a Santa Margherita Ligure-Portofino a maggio, per il quale sono previsti oltre 100 concorrenti, una World Cup a Napoli a metà luglio a cura del Comitato Circoli Napoletani guidati dallo Yacht Club Canottieri Savoia che insieme al Dinghy 12’ festeggerà i suoi 120 anni; la prima partecipazione del Dinghy 12’, sia di legno che di vetroresina, alla Monaco Classic Week dello Yacht Club di Monaco a metà settembre.

www.dinghy.it

 

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