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Aggiornamento ore 12 del 21 gennaio- Maserati è ormai a sole 190 miglia da Capo Horn e, dopo aver lasciato le Malvinas a sinistra (con un paio di bordi tra le isole esterne) punta verso lo Stretto di Le Maire, distante ormai solo 80 miglia. Vedremo se Soldini deciderà di passare dentro lo Stretto, come appare probabile, o lasciare a dritta l’Isola degli Stati (dipenderà molto dalla corrente). Giovanni Soldini e il suo equipaggio stanno navigando nella parte orientale dell’Alta Pressione che si è posizionata tra la Terra del Fuoco e le Malvinas, sfruttando ogni piccola possibilità per incrementare una velocità che varia tra i 7 e i 12 nodi. Nelle ultime 24 ore sono riusciti comunque a coprire circa 240 miglia.

A questo punto il passaggio da Capo Horn potrebbe avvenire già nelle prime ore di domattina, con un vantaggio di una ventina di ore sul time reference di Gitana 13 nel 2008 (22 giorni e 8 ore, che poi portò ai 43 giorni finali), il che significherebbe che il Volvo 70 italiano ha fatto meglio di un catamarano oceanico da 117 piedi nella tratta New York-Capo Horn. Per il passaggio da Capo Horn si prevedono circa 25-30 nodi di vento da ovest, come nota lo stesso Soldini:

“Siamo riusciti a passare a ovest delle isole Malvine, nonostante la posizione dell’alta pressione. Ora purtroppo abbiamo poco vento, meno di quello previsto, e sarà così anche domani. Mancano 220 miglia allo stretto di Le Maire, poi dovremmo avere sul capo una trentina di nodi da ovest. Il morale è sempre alto. Corrado ha perso oggi un’otturazione di un dente ma il nostro Guido ha fatto un bel lavoretto ed è riuscito a tappargliela. Ci aspettiamo di doppiare Capo Horn martedì 22″.

Il video del passaggio dalle Falkland/Malvinas:

Aggiornamento ore 12 del 20 gennaio- Grazie a una rotazione del vento a WNW, Maserati sta riuscendo a lasciare le Malvinas a sinistra, cosa che sta facendo decisamente accorciare la rotta per Capo Horn al team di Giovanni Soldini. Il timing del passaggio delle Malvinas pare al limite per evitare il centro dell’Alta Pressione, con Maserati che potrà dirigere probabilmente verso lo Stretto di Le Maire. La velocità nelle ultime ore è stata ottima, sui 14-15 nodi, con 430 miglia ancora da percorrere per doppiare il mitico Capo Horn.

A questo punto un passaggio in anticipo sul time reference di Gitana 13 è sempre più probabile, visto che Maserati ha 2 giorni e 14 ore per farcela (6,93 nodi di media necessari, alla portata del Volvo 70 italiano anche considerando l’Alta Pressione da attraversare domani).

Capo Horn, Cile- Ore decisive per Maserati, che concluso il day 19 della sua navigazione si trova a 625 miglia da Capo Horn. Giovanni Soldini e il suo equipaggio sono alle prese con una situazione meteo complessa, con un’alta pressione che si va posizionando tra le Malvinas/Falkland e la costa argentina. Ciò costringerà probabilmente Maserati a lasciare a dritta le isole inglesi con qualche miglio supplementare. Resta, però, assai concreta la possibilità di arrivare a Capo Horn addirittura prima del passaggio di Gitana 13 (22 giorni e 8 ore) all’epoca del record assoluto di 43 giorni sulla rotta New York-San Francisco.

Prosegue la lunga bolina di Maserati verso Capo Horn
Prosegue la lunga bolina di Maserati verso Capo Horn

Il vantaggio sul record per un monoscafo è ormai enorme e non può destare preoccupazioni, 1.878 miglia, pari a circa il 30 per cento del tempo teorico impiegato in mare da Aquitaine Innovations. Al giorno 19, Maserati ha coperto 6.275 miglia a un’ottima media di 13,76 nodi. Al Volvo 70 italiano restano 625 miglia per Capo Horn, da coprire in meno di tre giorni e 8 ore per far meglio di Gitana 13. Ciò corrisponde a una media di 8,68 nodi lasciandosi qualche ora di margine. Il risultato è fattibile, anche se bisognerà probabilmente considerare le miglia supplementari dovute alla bolina (ma ci potrebbe essere anche quanche veloce tratta in bolina larga-traverso nella giornata di domani) e alla presenza delle Malvinas proprio sulla rotta ortodromica verso l’Horn.

A confermarlo è lo stesso skipper Giovanni Soldini, che oggi ha raccontato: “Siamo a 650 miglia da Capo Horn. Navighiamo in una zona con poco vento per colpa della seconda alta pressione che si è posizionata molto a est e quindi siamo costretti a passare esterni alla Falkland, anche se così dobbiamo fare più strada. Domani dovremmo raggiungere le Falkland e martedì 22 passare Capo Horn. Lì di vento ce ne sarà anche troppo, e pure qualche iceberg ma siamo pronti a tutto. Comincia a fare freddo, di notte ci sono 5 gradi, l’acqua è sui 10 gradi. Vediamo animali bellissimi come albatros e balene. Siamo proprio nei mari del sud”.

In effetti, i modelli attuali per il 22 gennaio, sembrerebbero dare un vento dai 25 ai 30 nodi da ovest (quindi bolina dritta sulla prua per Maserati). Lasciare a dritta le Malvinas comporterebbe poi probabilmente di dover rinunciare alla “scorciatoia” dello Stretto di Le Maire, il braccio di mare che separa la Terra del Fuoco dall’Isola degli Stati. La partita è aperta e un passaggio prima del tempo fatto segnare nel 2008 da un catamarano oceanico di 115 piedi sarebbe già un risultato enorme per la navigazione di Maserati. Le possibilità concreta c’è e sarà davvero interessante seguire le scelte strategiche di Soldini nei prossimi due giorni, anche in funzione della successiva risalita delle difficilissime coste della Patagonia magellanica cilena.

Il video di oggi:

maserati.soldini.it

 

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