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Aggiornamento ore 7, 22 gennaio- Alle 23:45 UTC, JP Dick ha comunicato che Virbac Paprec 3 ha perso la chiglia mentre era in terza posizione. Lo skipper di Nizza ha stabilizzato la barca con l’uso dei ballast, ma deve dirigere sulle Azzorre e dire addio al podio del Vendee Globe.

Les Sables d’Olonne, Francia- (Mauro Giuffré) Inizia l’ultima settimana del Vendee Globe e sul palcoscenico c’è ancora  François Gabart. E’ ancora presto per sentire aria di casa, ma il pensiero di Gabart vola sempre più spesso fino a Les Sables: “Essere a Les Sables il prossimo fine settimana sarebbe fantastico, la gente non va a lavoro e in molti potrebbero venire a trovarci. Sto andando sicuramente veloce, ma questo perché la barca è stata perfettamente preparata ed è al top del suo potenziale. Lo stesso è per la barca di Armel. C’è sempre più traffico in zona e molte cose alla deriva in acqua e occorre stare molto attenti”.

Gabart, a una settimana dall'arrivo a Les Sables
Gabart, a una settimana dall’arrivo a Les Sables

Al rilevamento delle 20 Macif navigava a 13 nodi contro i 14 di Le Cleac’h, per via dell’avvicinamento al settore inferiore dell’Anticiclone delle Azzorre: il vantaggio di Ganbrt resta comunque di 141.8 miglia. All’arrivo mancano 1930 miglia, che in una settimana sarebbero 275.71 al giorno a una media di 11.48 nodi, una percorrenza assolutamente alla portata di un IMOCA 60. Possibile l’arrivo del primo per domenica prossima in serata? L’ipotesi sembra più che concreta.

Il giovane Gabart ci crede, l’idea della vittoria si fa largo nella sua testa ma da grande professionista quale sta dimostrando di essere è ben conscio dei pericoli sulla sua rotta: oltre a marcare stretto Le Cleac’h, dovrà preoccuparsi del traffico marittimo, dei pescatori e del rischio di oggetti alla deriva, tutti pericoli che si sono dimostrati drammaticamente concreti per alcuni concorrenti di questo Vendée.

Certo, il vantaggio di Macif è consistente e la sua posizione al momento è di assoluto controllo sull’avversario. Sulla sua rotta il leader dovrà ben presto fare i conti con una vasta zona di alta pressione con venti debolissimi, situazione che potrebbe migliorare tra 24-30h con il ritorno di un buon nordest intorno ai 15 nodi. Una situazione di attacco per Le Cleac’h? Potenzialmente si, dato che Armel essendo indietro arriverà sulla zona quando il vento tornerà a crescere d’intensità mentre Gabart sarà costretto in qualche modo a gestire la calma. La situazione per Banque Populaire si fa comunque sempre più difficile per un recupero effettivo: facendo un rapido calcolo sulle miglia che mancano al traguardo Armel dovrebbe riuscire a tenere una velocità superiore di oltre un nodo rispetto al leader, un’impresa per nulla semplice.

La situazione alle 20 con la meteo a 12 ore
La situazione alle 20 con la meteo a 12 ore

Le Cleac’h potrebbe optare per una scelta estrema: alla prima rotazione a nord del vento con un lungo bordo verso est aprirebbe una sufficiente separazione laterale per navigare in un meteo diverso dal leader. Il rischio grosso di una scelta del genere è quello di restare impantanato nelle ariette lungo la costa del Portogallo, a conti fatti quasi un salto nel buio.

Dietro il duo di testa Dick sembra controllare senza particolari affanni gli attacchi di Alex Thomson, mentre la lotta per il quinto posto tra Le Cam e Golding resta più accesa che mai, così come quella tra Wavre, nuovamente avanti, e Sanso per il settimo posto.

 

Ore difficili per Di Benedetto

Per Alessandro Di Benedetto sono ore estremamente complicate: dopo essere salito in testa d’albero per passare una nuova drizza per il gennaker grande e avere fatto un check generale all’attrezzatura sembrava essere tornata la normalità su Team Plastique ma una nuova avaria ha colpito lo skipper italo-francese: lo spi di testa è andato in pezzi e una parte della vela è rimata impigliata con la sua calza in testa d’albero. Un altro pezzo di vela è finito in acqua, incastrandosi nel timone che già aveva dato problemi tecnici. Obbligatoria una nuova passeggiata sull’albero. Per Alessandro sono arrivate da parole di grande rispetto da Michel Desjoyeaux in un’intervista realizzata per www.lequipe.fr : “I suoi interventi durante la corsa dimostrano generosità e entusiasmo comunicativo… e sotto il suo aspetto di eterno vacanziere del Vendée ha fatto una progressione onorevole, non molto lontano dal tempo del primo skipper di questa barca al Vendèe, nel 2000-2001, Thomas Coville con Sodebo che finì in 105 giorni. Chiudere la flotta non è una cosa da poco, farlo in buona maniera è più che rispettabile”. Complimento non da poco, vista la provenienza e certamente meritato vista la buona seconda parte di regata dello skipper siciliano-bolognese-francese.

Questa mattina, Di Benedetto ha riportato alla direzione del VG la rottura di una costola durante le concitate fasi di ieri. Sta cercando di riposare ma prosegue imperterrito la sua regata.

www.vendeeglobe.org

 

1 COMMENT

  1. Il vantaggio di Francois su Armel rende difficile che possa verificarsi un cambio di leadership, ma non certo impossibile, come c’è mancato poco che avvenisse qualche giorno fa, quando il vantaggio si era ridotto di oltre 200 miglia. Armel ha cominciato a giocare la sua carta separandosi lateralmente da Francois che glielo lascia fare. Vedremo.

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