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Monaco- Come scrivevamo ieri uno dei motivi di maggior intersse della Primo Cup Trofeo Credit Suisse era l’esordio stagionale in Europa del J70, il nuovo monotipo di casa J Boats che in futuro punta ad avere la stessa diffusione capillare dello storico J24. Abbiamo chiesto ad Andrea Casale, tattico del J70 Fremito d’Arja (vincitore a Monaco) di Dario Levi e uomo Quantum Italia di descriverci le sensazioni tecniche provate durante le regate con questo interessante monotipo. Ecco il suo articolo:

Il J70 in bolina a Monaco. Foto Studio Borlenghi
Il J70 in bolina a Monaco. Foto Studio Borlenghi

“Siamo andati alla Primo Cup di Monaco per provare il nuovissimo J70 con lo spirito di rompere la noia della pausa invernale e con la voglia fare una nuova esperienza. Solo contestualmente alla regata ci siamo resi conto del grande interesse e della curiosità generale nei confronti della neonata in casa J Boats che, effettivamente, è stata premiata e riconosciuta come Boat of the Year 2012.

La barca pesa solo 800 kg ed è facilmente trasportabile su un rimorchio monoasse con patente B. Arriviamo a Montecarlo e alberiamo in pochissimo tempo. Il piano di coperta è semplice e funzionale. Durante la messa in acqua la chiglia viene posta in posizione con classico sistema di argano a mano e greutta. La barca è dotata di motore fuoribordo leggero per gli spostamenti non a vela. Apprendo che la J-Boats ha deciso di avviare una produzione intra Comunità Europea con un secondo stampo in modo da evitare le spedizioni da oltreoceano e i conseguenti dazi d’importazione. La produzione dell’albero e boma (entrambi in carbonio) sono affidate alla Selden, che ha costruito un rig semplice, affidabile e resistente.

Il J70 sul carrello. Foto Casale
Il J70 sul carrello. Foto Casale

Con il mio Team di Fremito D’Arja (Dario Levi, Stefano Lagi, Filippo Togni) ci prendiamo subito l ‘onere di testare il tutto in una giornata di vento forte da terra che ha toccato punte di 25-30 nodi reali. La barca è estremamente marina e sicura, l’albero e l’attrezzatura mi sono sembrati molto resistenti. Il piano velico adeguato. Con nostra sopresa, pur navigando senza tambuccio e tagliola per agevolare le issate del gennaker, torniamo a terra senza acqua in sentina nonostante un paio di straorze. Ci siamo veramente divertiti e il fidato Velociteck registra nella nostra ultima impoppata una velocità media di 16,5 nodi con un picco di 17,8 nodi di massima velocità. Non male veramente per una barca di facile gestione e conduzione, che vuole essere accessibile a tutti, soprattutto a famiglie e amatori.

La configurazione della coperta e del pozzetto. Foto Casale
La configurazione della coperta e del pozzetto. Foto Casale

Come già visto alle ultime regate di Key West (dove c’erano già ben 39 iscritti, Ndr), anche in occasione della Primo Cup sembra essere confermato come assetto ideale un equipaggio di 4 persone, per 300 kg circa. Una configurazione ideale con medio/tanto vento e che non diventa troppo penalizzante con poca aria.

Il J70 al lasco con vento forte. Foto Studio Borlenghi
Il J70 al traverso con vento forte. Foto Studio Borlenghi

Le Regola di Classe permettono sia l’assetto con 3 sia con 4 persone di equipaggio, non viene indicato un limite di peso (peso libero), ma viene posto il limite di non più di due persone in posizione di hiking, con le gambe fuori dalla barca. L’intento è chiaro, si vuole che nel caso di 4 persone di equipaggio almeno uno timoni e il secondo assista il timoniere alla scotta randa, carrello e paterazzo (tutte e tre le regolazioni non sono banali da gestire). Per quanto riguarda le limitazioni al timoniere non si tratta certamente di una Classe che limiti la conduzione esclusivamente ai dilettanti (gruppi 1), ma viene richiesto solo che il timoniere sia almeno al 50 per cento proprietario legale ed effitivo, e che provveda alla gestione materiale dell’imbarcazione.

Per più dettagli, potete leggere le regole di Classe su:

http://www.j70class.com/files/2313/5723/6170/J70%20Class%20Rules%202013.pdf

Le forme della randa. Non sono ammessi materiali esotici. Foto Casale
Le forme della randa. Non sono ammessi materiali esotici. Foto Casale

Sul fronte vele, forti limitazioni vincolano la Classe, in linea con i tempi che consigliano barche di gestione economica. Dunque un solo fiocco, una sola randa e un solo gennaker in regata. Vietate i laminati e gli aramidici (dunque niente carbonio o kevlar…) manessun bottone o limitazione all’acquisto di vele. Devo dire che al termine di una settimana di utilizzo del set di vele costruito in dacron con tagli radiali e semiradiali (fiocco e randa) e in nylon siliconato Dynakote 75 (il gennaker) si evince che la duarata e la performance delle vele sarà garantita nel lungo periodo senza arrivare agli eccessi che hanno reso onerose tante altre Classi odierne.

Il comodo paranco di regolazione della drizza fiocco. Foto Casale
Il comodo paranco di regolazione della drizza fiocco: si nota anche la fattura in carbonio di albero e boma, costruzione Selden. Foto Casale

Infine cerco di rispondere con questo mio video caricato su YouTube, alle tante e numerose domande di chi mi chiede improbabili paragoni e commenti rispetto a barche e classi di questa gamma. Certamente i giovanissimi fratelli Gaspade e Tancrede Di Mauro, imbarcati su ITA 105, possono essere i migliori testimonial di questo esordio Mediterraneo del J70 alla Primo Cup 2013:

In conclusione, il J70 mi è sembrata una barca monotipo che promette molto bene”. (Andrea Casale)

DATI TECNICI
Lunghezza Fuori tuttomt.6,93
Lunghezza al galleggiamentomt.6,24
baglio massimomt.2,25
Immersionemt.1,50
Superficie velica randa/ fioccomq.21,00
DislocamentoKg.794
ChigliaKg.285
Superficie spi asimmetricomq.45
OmologazioneCE tipo “C”

www.jboats.it

 

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