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Auckland, Nuova Zelanda- Prima uscita oggi nel Golfo di Hauraki per il secondo AC72 di Emirates Team New Zealand. Soddisfatto il team di Grant Dalton, che è riuscito a navigare in foiling nonostante il vento fosse solo intorno ai 10 nodi. Questa la foto dell’uscita:

L'AC72 numero 2 di ETNZL in foiling oggi ad Auckland. Foto Cameron/ETNZL
L’AC72 numero 2 di ETNZL in foiling oggi ad Auckland. Foto Cameron/ETNZL

Verso lo scontro finale

Saranno solo in quattro e la Coppa promessa alla città di San Francisco sarà ben diversa da quella desiderata, ma non si può certo negare che la sfida in atto sia avvincente. La potenza dei tre challenger e del defender, che a cinque mesi dall’inizio della Louis Vuitton Cup sono ormai nella fase decisiva della preparazione, è tale che al confronto davvero la Coppa degli ACC pare un lontano (anche se decisamente affascinante) ricordo del passato.

In palio c’è l’America’s Cup numero 34, il massimo alloro velico e il più antico Trofeo sportivo al mondo. Vecchio di 162 anni sì, ma destinato a essere commbattuto dalle più incredibili e veloci “macchine a vela” che si siano mai viste. Ali rigide, foil, piattaforme, bombolette d’ossigeno, corsi di sicurezza, caschetti, tecnologia ai limiti, ricerca degna della Nasa, percorsi ridotti con lati che, in alcuni casi dureranno il tempo di una birra e un hot dog, perché quando si filano 30 nodi volando su delle piccole lame come un aliscafo, due miglia sfumano in appena quattro minuti. Questo voleva la rivoluzione couttsiana e questo avremo, ripreso da ogni angolazione da videocamere hi tech, con la fatica e i comandi vocali dei velisti-robot come unico audio. Peccato, però, che siano solo in quattro…

Il video dell’uscita di oggi, la prima per l’AC72 numero 2 di ETNZL:

Ma tale livello di scontro, è la lezione che la comunità velica ha appreso, poteva essere sostenuto solo dai quattro protagonisti. Il defender Oracle, che fa capo a Larry Ellison, ovvero uno degli uomini più sfacciatamente ricchi del pianeta. Il challenger of record Artemis Racing, dello svedese Torbjörn Törnqvist, uno che da del tu al petrolio russo. Luna Rossa Challenge che fa capo alla fashion house Prada di Patrizio Bertelli e la sfida-nazione di Emirates Team New Zealand, che conta su un buon gruppo di sponsor e sull’impeto di un’intera nazione.

I quattro si sono suddivisi in due coppie. Da una parte, a San Francisco, Oracle di Russell Coutts e Artemis di Paul Cayard, ovvero due vecchi soci di una visione che vede la Coppa come parte di un tour mondiale vendibile al dio-broadcast, ovvero le televisioni. Dall’altra, ad Auckland, i kiwi guidati da Grant Dalton e Luna Rossa di Bertelli e Max Sirena che differiscono dai sopracitati per visione dell’evento, passione sportiva e, scendendo nel dettaglio, anche scelte progettuali.

Oracle US 17 in pieno foiling a San Francisco. Foto Martin Raget/Oracle
Oracle US 17 in pieno foiling a San Francisco. Foto Martin Raget/Oracle
Artemis durante l'uscita di ieri. Per ora poco foiling per il team di Paul Cayard. Foto Martin Raget
Artemis durante l’uscita di ieri. Per ora poco foiling per il team di Paul Cayard. Foto Martin Raget

Ad Auckland e a San Francisco volano i foil…

In questi giorni si susseguono le uscite degli AC72. Emirates Team New Zealand, il più avanti dei quattro al momento, ha navigato oggi per la prima volta con il suo secondo AC72, quello che disputerà la Louis Vuitton Cup a partire dal 4 luglio. Luna Rossa continua a uscire con la sua flotta: il suo unico AC72, AC45, SL33. Oracle US 17, ovvero la piattaforma sopravvissuta alla catastrofica scuffia del 16 ottobre scorso dotata dell’ala numero due del defender, sta iniziando a volare sui foil man mano che le uscite si susseguono. Artemis Racing ha issato la sua seconda ala e ha cambiato il programma foil dopo gli evidenti problemi iniziali. Il tutto in attesa del secondo scafo. Nella baia di San Francisco Oracle e Artemis si sono allenati insieme anche ieri, in quella che agli osservatori è apparsa una vera e propria seduta congiunta.

Come sottolinea il nostro esperto di cat e ali rigide Beppe Giannini: “E questa volta non si è trattato di un paio di bordi assieme, ma di una vera e propria sessione completa. Ancora più del golfo di Hauraki, la baia di San Francisco pullula di webcam e velisti interessati, così che le osservazioni sono complete e affidabili.
È evidente che Oracle usa Artemis come un vero e proprio sparring partner, giocandoci come il gatto con il topo sia in bolina sia, soprattutto, alle portanti, e questo continuerà almeno fino all’arrivo della seconda piattaforma di Artemis.

Oracle US17 e Artemis durante l'uscita congiunta di ieri. Oracle riesce a navigare in foiling e ascendere di più rispetto a un Artemis che naviga con lo scafo sottovento in acqua. Foto Martin Raget/Oracle
Oracle US17 e Artemis durante l’uscita congiunta di ieri. Oracle riesce a navigare in foiling e ascendere di più rispetto a un Artemis che naviga con lo scafo sottovento in acqua. Foto Martin Raget/Oracle

La foto è emblematica: Oracle sul foil, molto più veloce e con un angolo ancora migliore di quello apparente, perché si è notato che nel foiling al lasco c’è uno scarroccio importante. Però ancora con una certa torsione della piattaforma, e gli osservatori sono concordi nel ritenere che il controllo sia ancora imperfetto, con svariati momenti critici nonostante la giornata ideale”.

Ad Auckland, Emirates Team New Zealand ha navigato bene andando in foiling anche nelle condizioni di vento leggero (8-11 nodi) di oggi. Continua a sorprendere l’estrema stabilità dell’insieme piattaforma-ala. Da notare come siano state abbandonate al momento le derive a S per una soluzione a falce, più simile a quella già provata da Luna Rossa. “Siamo molto soddisfatti nonostante le condizioni di vento leggero”, ha detto lo skipper Dean Barker.

Luna Rossa in foiling sui nuovi daggerboard. Foto Cameron
Luna Rossa in foiling sui nuovi daggerboard. Foto Cameron

Altre foto della prima uscita (courtesy Cameron/ETNZL):

etnzlblog.com

 

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