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San Francisco, USA- Ma com’è stretta la Baia per un AC72. Da quello che abbiamo visto ieri le regate della prossima Louis Vuitton Cup e della 34 America’s Cup, l’area di regata tra il North Waterfront di San Francisco e Alcatraz viene percorsa in tre minuti di poppa e poco più di bolina. Già gli AC45 della Red Bull Youth America’s Cup ci mettono davvero poco a risalire in bolina fino al Golden Gate, figuratevi i grandi AC72… Nell’allenamento di ieri, Oracle US17 ha percorso più volte quel tratto di mare, ma dal momento in cui il catamarano viene lanciato in velocità a quando si pone l’esigenza di una virata o di una strambata l’intervallo è brevissimo. Pensare in fretta e agire ancor più rapidamente, cercando di mantenere al massimo la velocità anche in manovra. Tutto ciò lascia prevedere che nella prossima Coppa sarà decisiva la capacità di uscire dall’acqua in foiling ma anche la rapidità in manovra e l’accelerazione. Ben Ainslie, nell’intervista di ieri, ci diceva che secondo lui non solo il foiling sarà decisivo.

L'AC72 di Oracle al lasco ieri nella baia. Si noti il gommone di ETNZL che segue a distanza. Foto Tognozzi
L’AC72 di Oracle al lasco ieri nella baia. Si noti il gommone di ETNZL che segue a distanza. Foto Tognozzi

Le regate saranno brevi, come deciso dall’organizzazione, con i limiti geografici del campo di regata e vento spesso sostenuto. Uno spettacolo che la bellezza della Baia di San Francisco tra Alcatraz e il Golden Gate aumenterà in modo esponenziale. Un vero stadio naturale per la Coppa America, e poco importa se la Città dovrà probabilmente tassarsi per tirar fuori il budget per coprire i mancati entroiti derivati dai pochi team. Lo spettacolo, almeno all’inizio della Louis Vuitton Cup (4 luglio) e della Coppa America (9 settembre) promette di essere grandioso.

Era divertente ieri osservare come il gommone di Emirates Team New Zealand seguiva, rigorosamente a distanza consentita di almeno 200 metri, l’AC72 oracliano. Non lo mollava un attimo, così come ad Auckland la stessa cosa stanno facendo gli osservatori del defender. La Coppa, del resto, è questo e non ci si aspetta altro. In Oracle US17 appare ancora evidente la torsione dei due scafi, e ci domandiamo se la cosa resterà così o sarà modificata anche nella seconda barca, ovvero quella che difenderà la Coppa nel settembre 2013.

Il video di ieri degli allenamenti di Team Italy AC45, con le dichiarazioni di Laura Cosentino e Francesco Marrai. Al minuto 5:22 si vedono alcuni secondi dell’AC72 di Oracle in velocità al lasco:

L'AC45 di team Italy in bolina sullo sfondo del Golden Gate. Foto Tognozzi
L’AC45 di team Italy in bolina sullo sfondo del Golden Gate. Foto Tognozzi
Spettacolo con la Red Bull Youth AC a San Francisco. Foto Tognozzi
Spettacolo con la Red Bull Youth AC a San Francisco. Foto Tognozzi

Vedere gli AC45 della Red Bull e l’AC72 andare su e giù nella Baia, a velocità tra i 15 e i 30 nodi con appena 10/12 nodi di vento, era uno spettacolo. Le miglia vengono macinate in apnea. I velisti sono impegnati ai limiti della resistenza fisica. La nuova generazione, e su questo Coutts aveva visto giusto, è entusiasta per questo tipo di barche. Questa Coppa, insomma, sarà sicuramente folle ma sarà anche uno spettacolo pazzesco da non perdere.

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3 COMMENTS

  1. Un tempo le barche inglesi attraversavano l’Atlantico con i loro mezzi per tentare di riportare in patria l’America’s Cup, che oggi appare stravolta. Allora le barche erano infatti marine e gli equipaggi erano di marinai veri, oggi le barche sono lacustri e gli equipaggi sono di acrobati, mi sembra che sia una verità inconfutabile. Concordo comunque che sia uno “spettacolo pazzesco da non perdere”.

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