SHARE

San Francisco, Usa- Regate spettacolari ed equilibrate nella San Francisco Bay per la prima giornata di vere prove della Red Bull Youth America’s Cup, seconda sessione di selezione. Per Team Italy powered by Stig le prime due prove non vanno bene, con un terzo da “emozione” nella prima regata dovuto a un errore di time-distance sulla linea di partenza, e un altro terzo dovuto però a un malfunzionamento della drizza del gennaker sulla Black Boat (problema evidenziatosi anche nelle altre regate) che ha impedito di lottare per la vittoria quando i ragazzi italian si trovavano al secondo posto dietro ai neozelandesi.

Simon Sivitz Kosuta e sull'AC45 italiano. Foto Martin Raget
Simon Sivitz Kosuta e Giovanni Coccoluto sull’AC45 italiano. Foto Martin Raget

I migliori della giornata sono stati gli svizzeri, con due primi in recupero, davanti agli inglesi (1-2-1 nelle tre prove disputate), poi i portoghesi (1-3), poi i neozelandesi con 3-2-2 e gli argentini (2-3-2), e Team Italy powered by Stig (3-3). Race 6 con ITA, POR e SUI è stata cancellata per i problemi alla drizza del gennaker della Black Boat, che non consentiva un corretto equilibrio tra i tre AC45. La regata sarà recuperata domani.

Classifica ufficiosa dopo day 1

1.SUI 1-1, punti 2

2.GBR 1-2-1, punti 4

3.POR 1-3, punti 4

4.ITA 3-3, punti 6

5.NZL 3-2-2, punti 7

5.ARG 2-3-2, punti 7

L'AC45 argentino oggi in regata. Foto Martin Raget
L’AC45 argentino oggi in regata. Foto Martin Raget

Lo spettacolo nella Baia di San Francisco è grandioso. I ragazzi dei sei team sono tirati ed emozionati, consapevoli dell’esperienza unica che stanno vivendo e della posta in gioco. Un’opportunità per molti di loro per avvicinarsi al mondo dell’America’s Cup e della vela professionale. Nel campo di regata di Treasure Island, gli AC45 Red Bull navigavano oggi a 20 e più nodi di velocità grazie a una robusta brezza sui 14-16 nodi con cui si sono disputate le prime quattro prove. La quinta è stata disputata nel campo di regata interno al Bay Bridge con vento sui 10 nodi e molta corrente. A sfrecciare anche l’AC72 di Oracle Team USA,  per quanto visto ancora alle prese con la ricerca di un foiling stabile.

Domani la Red Bull prosegue, con la disputa di altre sette prove. Team Italy by Stig se la vedrà con POR e SUI nel recupero di race 6. Poi in race 9 con GBR e SUI. In race 11 con ARG e NZL.

Filippo La Mantia, Francesco Marrai e Martino Tortarolo su Team Italy oggi in regata. Foto Martin Raget
Filippo La Mantia, Francesco Marrai e Martino Tortarolo su Team Italy oggi in regata. Foto Martin Raget

Il video di ieri:

11 COMMENTS

  1. Mi pare strano che l’unico esperto di multiscafi (Matteo Ferraglia) non sia nell’equipaggio titolare. Saluti.

    marco

      • Il gruppo è fatto da singoli e andare bene sui multiscafi non si impara in un mese. Quindi Marco dice bene, è quantomeno strano che l’unico esperto di multiscafi non fosse a bordo.

        • Caro Renzo, dopo aver seguito tutta la campagna di Team Italy possiamo assicurare che le analisi fatte sono che il gruppo eccelle quando lavora proprio da gruppo, non come “somma” di singoli. Per il gruppo si lavora, senza protagonismi. Un AC45 viene portato da un equipaggio completo, che interagisce rapidamente, formato da validi velisti, forti fisicamente e dotati di talento. La mancanza di abitudine a lavorare in equipaggio, ovvero l’inesperienza, è stata una delle cause della partenza lenta dei nostri ragazzi, poi venuti fuori bene dando spettacolo nell’ultima giornata. Gli altri team erano tutti “più gruppo” sin dall’inizio. Non si tratta, da quello che si è visto, della solita annosa questione tra multiscafisti e mnoscafisti, ma di agire e comunicare da “equipaggio”. In questo anche lo stesso valido Matteo Ferraglia non aveva esperienza, per sua stessa ammissione. Questa è una parte delle analisi in debriefing fatte dal coach Lorenzo Mazza, la cui esperienza e autorevolezza è stata davvero preziosa. Si è trattato di una splendida esperienza che, ne siamo sicuri, sarà utilissima ai nostri ragazzi. Un saluto

          • ok, adesso è chiaro, conta il gruppo, non i singoli. Quindi se formo un equipaggio con 6 Ben Ainslie e un altro con 6 Mario Rossi è la stessa cosa. Oppure, per una regata su un Extreme 40, formo un equipaggio con 6 esperti catamaranisti e un altro con 6 laseristi scarsi, è la stessa cosa. Fantastico, ora però dobbiamo spiegarlo al resto del mondo, perché questa è una rivoluzione!!!

          • Beh, forse con sei Ben Ainslie potrebbe capitarle di avere qualche problema di coesistenza a bordo…

  2. Certo, qualche problema di coesistenza… poi una volta tagliato il traguardo una ventina di minuti prima dell’equipaggio dei Mario Rossi, tutti a casa e ognuno per i fatti propri.
    Senta, veda di non divagare e restiamo sul punto: un equipaggio con sei Ben Ainsli sarà meglio di un equipaggio con sei Mario Rossi o no? Su barche del genere, qualche esperto di catamarani sarà meglio averlo a bordo o no (a proposito della “solita annosa questione tra multiscafisti e moscafisti”, che invece conta, eccome se conta)? A meno che lei non abbia una visione spiccatamente marxista/comunista della vita, fino a prova contraria il gruppo è composto da singoli, quindi il gruppo è importante (e nel caso, per il gruppo, si può anche sacrificare un talento), ma conta la qualità dei singoli. Poi, se lei vuole continuare a portare avanti le sue improbabili tesi solo perché è impossibilitato a esprimere anche solo un embrione di critica, liquidando, tra l’altro, le osservazioni dei suoi lettori (come quelle del signor Marco) con frasi fatte e senza spiegazioni di sorta, faccia pure. Ma non mi sembra che i risultati le diano ragione, a meno che non voglia smentire anche le classifiche. E con questa ho chiuso definitivamente.

    • Caro Renzo, forse dovrebbe avere un po’ più di rispetto per chi prova a raccontare le cose dopo aerle viste. Dovrebbe avere un po’ più di rispetto per le analisi di un campione come Lorenzo Mazza, dovrebbe essere un po’ meno polemico a prescidendere. Le posso assicurare che un equipaggio di tutti timonieri non funzionarebbe mai, non si è accorto che ci sono anche i winch, le drizze da issare e le scotte da cazzare, occorre cinghiare e comunicare bene? Poi faccia come vuole, metta su un equipaggio di AC45 con 6 timonieri di Formula 18 e vediamo cosa ne esce. Marco Radman, che lei cita, è un ottimo timoniere di F18 ed evidentemente vede la cosa dal punto di vista dei multiscafisti. Un esperto di multiscafi avrebbe fatto sicuramente comodo e Matteo Ferraglia è stato provato a lungo negli allenamenti a Marina di Loano, poi il gruppo e il coach Lorenzo Mazza hanno deciso di tenerlo come riserva. Se poi pensa che portare un gruppo di ragazzi italiani nella Baia di San Francisco alla Red Bull Youth America’s Cup sia un cattivo risultato, è liberissimo di pensarlo. Sempre a proposito di multiscafisti/monoscafisti, occorrono i buoni velisti, poi ad andare su un cat si impara, o forse Jimmy Spithill e Ben Ainslie non ci stanno riuscendo? Abbiamo già scritto che il problema di Team Italy non era certo la velocità, ma l’iniziale emozione e la difficoltà a integrare molti timonieri potenziali in un gruppo, tutti compresi. Comunque non ci interessa seguirla sulla strada della polemica, a lei evidentemente cara. Abbiamo cercato di raccontare la campagna di Team Italy al meglio delle nostre possibilità dopo aver visto con i nostri occhi alcune dinamiche. Per rispondere alla sua domanda, personalmente metterei tre talenti alla Ben Ainslie e tre Lorenzo Mazza a bordo, nessun Mario Rossi, ma per esempio farebbe comodissimo anche un Alessandro Siviero, sempre positivo, sorridente e operativo e utile al gruppo. Lei faccia come preferisce. Un saluto

      • Ma lei chi è per dirmi cosa devo fare e come devo essere? Ma come si permette? E’ lei che deve avere più rispetto per i suoi lettori. E rimanga sul tema, senza offendere. Lei che, incredibile ma vero, non ha capito che quando parlo di un equipaggio di 6 Ben Ainslie, non parlo di sei timonieri ma di sei campioni, ognuno nel proprio ruolo: ora ha capito??? Possibile che creda che io non sappia “che ci sono anche i winch, le drizze da issare e le scotte da cazzare, occorre cinghiare e comunicare bene”?? Ma va??? Credo di essere molto più vecchio di lei e vado in barca da molto più tempo, quindi veda di non darmi lezioni dal basso della sua supponenza. Lei ha il pessimo vizio di divagare, straparlare e mettere in bocca agli altri commenti e affermazioni che non hanno scritto (per fortuna lo scritto rimane, per fortuna), ad esempio “che portare un gruppo di ragazzi italiani nella Baia di San Francisco alla Red Bull Youth America’s Cup sia un cattivo risultato”: io ho parlato del risultato finale, non del fatto che il team sia andato a San Francisco. Questo di mettere in bocca agli altri cose che non hanno detto è un vizio che avevo già riscontrato in passato e che da questo momento mi impone di andare definitivamente su altri lidi, respinto dal suo atteggiamento arrogante. Lei forse dirà, a ragione, che certi commentatori è meglio perderli. Beh, è vero, peccato però che ero uno dei pochi. Addio.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here