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Alameda, USA- Cosa succede ad Artemis, il challenger of record della 34 America’s Cup? L’AC72 del team guidato da Paul Cayard si è visto poco negli ultimi giorni a San Francisco e quando lo si è visto ha rimediato figuracce contro Oracle Team USA. Di foiling, per ora, poco o nulla, tanto che dal team di Torbjorn Tornqvist comincerebbero a evadere malumori e dubbi. Un confronto con Emirates Team New Zealand, che del foiling stabile ed efficace fa la sua arma vincente, al momento sembrerebbe improponibile. Ne parla anche Paul Cayard, in un’intervista rilasciata all’autorevole newsletter americana Scuttlebut, in cui il CEO di Artemis parla apertamente della data di fine maggio, quindi solo un mese prima dell’inizio della Louis Vuitton Cup, per il varo della seconda barca. E non solo. La seconda barca sarà “full foiling”, ovvero basata sul sollevamento idrodinamico sui daggerboard, come già stanno facendo gli stessi kiwi, Luna Rossa e, in modo da quello che si è visto ancora non continuo, Oracle Team USA.

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L’AC72 di Artemis, con le derive a J. Foto van der Borch

La prima testa, quella di Terry Hutchinson, è già volata due mesi fa. Ne voleranno altre? I rumor ci sono, anche perché con l’arrivo di Loick Peyron e la promozione del due volte oro olimpico Iain Percy a sailing director tutto pare in movimento nel team multinazionale svedese. Lo stesso Juan Kouyoumdjian, il più geniale progettista dell’ultima generazione, pare stia sudando freddo, visto che il primo AC72 da lui disegnato, a questo punto lo ammettono anche in Artemis, non era un granché, oltre ad aver subito diversi guai strutturali. Nel team c’è Tom Schnackenberg, c’è Santiago Lange. Per il timoniere Artemis è tranquillo, visto che può contare in un giovane talento come Nathan Outteridge, l’australiano oro olimpico nei 49er a Weymouth 2012, ma se la barca non andrà… Il team ha chiamato anche il prodiere di Percy in Star, Andrew “Bart” Simpson, e l’altro australiano Iain Jensen, prodiere dello stesso Outteridge nel 49er olimpico e compagno di ping pong di Tom Slingsby nel relax pre-oro sempre a Weymouth. Il problema è alla voce barca, quindi, che in Coppa America equivarrebbe ad alzare bandiera bianca prima del via.

Lo stesso Cayard ha confermato che il team predisporrà un AC45 per il full foiling, in modo da utilizzare le prossime settimane in attesa di barca 2. Il primo AC72 tornerà a navigare dopo altre modifiche, ma “non sarà mai una barca completamente foiling”, ha chiarito Cayard soffermandosi poi sulla differenza tra le derive a J in possesso di Artemis e quelle a L con una leggera falce viste su Oracle. Il tempo corre e in Artemis pare si impongano scelte urgenti. restiamo in attesa.

Decisamente diversa l’immagine che da Emirates Team New Zealand in questo video:

www.americascup.com

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