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Trieste- Si è conclusa ieri a Trieste la prima edizione dell’Adriatic Sea Forum, l’evento internazionale itinerante dedicato al turismo via mare nell’Adriatico e legato ai settori crociere, traghetti e nautica (vela e motore). Organizzato da Risposte Turismo in partnership con TurismoFVG, ha contato la partecipazione di oltre 250 operatori dei comparti cruise, ferry, sail & yacht. Sei le sessioni previste, incentrate tutte sul mare Adriatico come un’unica destinazione turistica da valorizzare tramite gli sforzi congiunti di tutti i Paesi che vi si affacciano.

A ospitare il forum  è stato il Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima. Diversi i Paesi che vi hanno partecipato: Albania, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro e Slovenia. Gli operatori del settore hanno rappresentato compagnie armatoriali, terminal crocieristici e di traghetti, marine e porticcioli, società di charter nautico, tour operator, cantieri nautici e agenti di viaggio.

Nella giornata conclusiva al centro dei workshop ci sono state tematiche che hanno spaziato dal ruolo delle regate come triano per la nautica e l’indotto, alle prospettive di sviluppo del traffico passeggeri su traghetti, al dibattito su costi e politiche fiscali dei governi “adriatici”.

adriatic

“Il bilancio di questa prima edizione del Forum – ha commentato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, società di ricerca e consulenza a servizio della macroindustria turistica – non può che lasciarci soddisfatti, sia per quanto riguarda la partecipazione internazionale registrata tra gli addetti ai lavori che hanno seguito l’evento, sia per la presenza di media italiani e stranieri intervenuti nella due giorni di lavoro e confronto”.

“I risultati positivi ottenuti – ha proseguito di Cesare – testimoniano la validità dell’intuizione avuta di dedicare un evento al turismo via mare e dal mare nell’Adriatico e ci forniscono lo spunto necessario per lavorare all’edizione 2014 che, vista la natura internazionale dell’evento, potrebbe trovare sede sulla sponda orientale dell’Adriatico”.
www.adriaticseaforum.com

1 COMMENT

  1. Porto Vecchio in bilico tra vivere e morire.

    Se siamo consapevoli che ormai la possibilità di poter ottenere finanziamenti pubblici per far rivivere il Porto Vecchio non esiste, poiché detti finanziamenti sono ormai purtroppo da diverso tempo ridotti al lumicino, e che un futuro Emporiale non sia più proponibile sia per gli irremovibili vincoli sugli immobili che per la mancanza di collegamenti gomma/rotaia adeguati per supportare le notevoli esigenze della Portualità del Terzo Millennio, per rendersi conto di quali siano le esigenze di un moderno Scalo consiglierei una visita al sito >>> http://portualita-del-terzo-millennio.jimdo.com quindi per immaginare per quest’area un futuro penso che non ci rimane che un’unica via “togliere i lacci e laccioli” che incombono sulla libera fruizione dell’area per consentire il suo possibile riuso in chiave Cittadina.

    Riuso in chiave cittadina perseguibile soltanto se chiaramente nel rispetto e la tutela dell’aspetto esteriore degli immobili presenti nel variegato Complesso Emporiale, quest’area dovrebbe essere liberata da vincoli sia di Punto Franco che Demaniali. Punto Franco che potrebbe essere opportunamente trasferito in altri siti posti a Est del nostro frontemare e magari all’occorrenza anche ampliato andando, sia a recuperare ampi spazi al mare che modificando la destinazione d’uso a fini portali di alcuni siti industriali dismessi o in via di probabile prossima dismissione, le aree che si andrebbero a recuperate a Est sarebbero certamente molto più adeguate sia per dimensioni che per le caratteristiche/potenzialità dei collegamenti gomma/rotaia disponibili attuali/futuri, elementi questi assolutamente indispensabili per consentire al nostro Scalo di poter incrementare le sue potenzialità e metterlo realmente nella condizione di essere in grado di assecondare le notevoli crescenti esigenze dei flussi merceologici e dei vettori che l’Armamento sta mettendo in linea sulle rotte internazionali. >>> http://triestesuperporto.jimdo.com

    Soltanto se liberata da lacci e laccioli l’area del Porto Vecchio sarebbe realmente fruibile e si creerebbero le condizioni minimali per sperare di poter generare nuovi e significativi stimoli ed interessi tra i potenziali investitori/imprenditori privati, per far si possa intraprendere un percorso che la porti a divenire una parte integrale della Città e per consentire quindi che questo nostro gioiello immobiliare ereditato dal passato possa finalmente un bel giorno lasciate alle spalle le deleterie e spesso strumentali contrapposizioni del passato ritornare a pulsare giorno e notte, per generare nuove economie e lavoro per il nostro territorio.

    Parte integrale cella Città in cui sia consentito l’insediamento di tutte le attività normalmente previste nel resto dell’area urbana Triestina, siano esse – museali – congressuali – artigianali – manifatturiere – alberghiere – abitative – Istituzionali – commerciali – ricreative – parchi tematici – aree espositive – immaginando pure il possibile ulteriore sviluppo di attività marinare magari con la realizzazione di una nuova moderna Stazione Marittima che sia in grado di assecondare le crescenti notevoli esigenze del mercato >>> http://trieste-terminal-passeggeri.jimdo.com , soluzione questa che ci consentirebbe di sfruttare una nostra straordinaria opportunità “poter riunire in un unico ambito logistico funzionale” le varie tipologie di trasporto legate alla mobilità delle persone “Stazione Ferroviaria – Stazione Autocorriere – Terminal Crociere” ed il tutto adeguatamente supportato da notevoli aree a disposizione per poter gestire convenientemente sia la logistica che da destinare a parcheggi d’interscambio per i turisti in transito.

    Chiaramente la durata delle concessioni ed i canoni richiesti dovrebbero fluttuare sia in base all’impegno finanziario dei vari imprenditori che alla presumibile consistenza del volano economico occupazionale che le varie iniziative sarebbe in grado di materializzare.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

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