SHARE

Pescara- Su ordine del gip del Tribunale dell’Aquila sono finiti oggi ai domiciliari un noto professionista pescarese e un ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture . Le accuse: turbativa d’asta e gravi violazioni alle normative disciplinanti gli appalti pubblici. Inoltre le autorità giudiziarie hanno emesso due ordinanze di interdizione a carico dei titolati di due ditte partecipanti alla gara relativa al terzo lotto di lavori relativi al dragaggio del Porto Canale di Pescara.

Oltre alle due persone ora agli arresti domiciliari, sono indagati il commissario delegato, il responsabile unico del procedimento e gli imprenditori che hanno preso parte alla gara d’appalto.

Sono finiti agli arresti domiciliari un noto professionista pescarese e un ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture. Per loro le accuse di turbativa d'asta e
Sono finiti agli arresti domiciliari un noto professionista pescarese e un ex dirigente del Ministero delle Infrastrutture. Per loro le accuse di turbativa d’asta e violazoni alle normative disciplinanti gli appalti pubblici. Tra gli indagati anche il presidente della Provincia Guerino Testa, all’epoca dei fatti (2011) commissario per il dragaggio del Porto Canale di Pescara

Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, gli indagati avrebbero escogitato un sistema per favorire la ditta Dranaggi, la quale, pur non risultando vincitrice alla gara d’appalto, subentrava al posto della società aggiudicatrice, violando di fatto le regole sulla trasparenza e buon andamento dei lavori. Secondo quanto scrive il messaggero, “ la Dranaggi, prima della formalizzazione della procedura concorsuale, conosceva sia i nomi di tutti i partecipanti sia le percentuali di ribasso che gli stessi avrebbero offerto: informazioni ottenute dal professionista pescarese in virtù del datato rapporto di amicizia e dei doni ricevuti”.

Già nel 2011 la Procura aveva provveduto al sequestro della draga Gino Cucco per opera del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara che, con la collaborazione del Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara, stava indagando sul primo e secondo lotto del lavori del Porto Canale della città abruzzese.

Tra gli indagati figura anche il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, all’epoca dei fatti commissario per il dragaggio del porto pescarese. È accusato  di falso ideologico perché, secondo gli inquirenti, il 12 ottobre 2011 avrebbe siglato i plichi delle offerte di gara pur senza essere presente realmente alla fase di espletamento delle offerte per il bando di gara dei lavori di dragaggio. Le firme sarebbero dunque state poste soltanto in seguito.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here