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La Spezia- Domenica 7 aprile presso Porto Lotti, si è svolta la cerimonia di premiazione della Regata dei Cetacei 2013, manifestazione di altissimo valore sportivo, ambientale e culturale, organizzata dal Vela Mare SSD. Una decima edizione che ha portato con sé grandi novità che hanno reso l’evento ancora più speciale grazie alla splendida cornice del Golfo di La Spezia: la novità principale infatti ha riguardato il percorso dell’ACT1, un percorso che cambia il porto di partenza da Viareggio a La Spezia, con la preziosa collaborazione del Comitato dei Circoli Velici del Golfo e dell’intervento diretto dell’Autorità portuale di La Spezia.

Kuka-Light di Franco Niggeler
Kuka-Light di Franco Niggeler

Sul podio della decima edizione grandi campioni, a partire da Franco Niggeler, armatore dell’imbarcazione Kuka-Light, prima classificata della Rotta delle Balene. Niggeler, regatante esperto proveniente dai cat A Class e dai Melges 24, aveva a bordo Mitch Booth, uno dei più grandi catamaranisti (due medaglie olimpiche in Tornado, bronzo a Barcellona 92 e argento ad Atlanta 96). Il suo progetto per Kuka-Light ha preso forma proprio grazie alla consulenza dello skipper Mitch Booth, ad Angelo Glisoni, al project manager Sebastiano Morassutti ed allo studio italo-olandese Schickler-Tagliapietra. Dalla loro matita è nato questo Open 42′, vagamente simile a un Class 40 ma estremamente più leggero, circa una tonnellata e mezzo, e raffinato nelle soluzioni per ottenere una leggerezza estrema. Il tutto coronato dalla passione di Niggeler per la vela sportiva. Una passione che ha regalato a lui e al suo equipaggio, la vittoria de La Regata dei Cetacei 2013.

Secondo posto per l’imbarcazione Medigest Aki Sports Three dell’armatore Andrea Bonini, che vantava tra i membri del suo equipaggio la ligure Susanne Beyer, seconda donna italiana che ha partecipato, nel 2012, alla Mini Transat 6.50. Terzo posto per Courier de l’Odet di Andrea Fantini, skipper ferrarese con esperienze oceaniche, tra cui la Transat Jacques Vabre.

 

Sulla Regata dei Cetacei pubblichiamo un articolo di Elisabetta Mutto Accordi che analizza i significati ambientali dell’evento:

Ha festeggiato la sua decima edizione quest’anno la regata dei cetacei. La manifestazione, organizzata dal Circolo Vela Mare, che si è tenuta tra venerdì 5 e domenica 7 aprile, ha sperimentato per la prima volta nel 2013 una nuova partenza del percorso, che ha preso il via da La Spezia anziché da Viareggio. Delle 73 barche iscritte, che hanno lasciato gli ormeggi alla volta dell’isola della Girgalia, solo 31 sono state in grado di completare l’intero tragitto, messe alla prova da bonaccia e onda. La prima a tornare in porto dopo un giorno, due ore, diciotto minuti e ventiquattro secondi è stata Kuka-Light, l’open 42 di Franco Niggeler, seguita da Medigest Aki Sports Three di Andrea Bonini, che ha impiegato un giorno, cinque ore, quarantadue minuti e cinque secondi e da Courier de l’Odet di Andrea Fantini, che è rientrata dopo un giorno, sei ore, quarantasette minuti e ventuno secondi.

“In questi anni – spiega Andrea Parenti, presidente del Circolo Vela Mare – abbiamo cercato di dare vita a un evento che sia in grado di abbinare il desiderio di andare per mare e di mettere alla prova le nostre qualità marinare con la sensibilizzazione alla protezione dell’ambiente. L’idea alla base è quella di invitare a focalizzare l’attenzione di chi partecipa non solo sulla perfomance sportiva ma anche sulle risorse naturali degli ecosistemi in cui navighiamo.”

La regata, infatti, attraversa il “Santuario dei Cetacei”, un’area specialmente protetta internazionalmente, creata nel 2000 da un accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, che si estende su una superficie di circa 100.000 chilometri quadrati e all’interno del quale vivono delfini, balenottere e capodogli ma non solo. “In questa zona”, commenta infatti Silvio Nuti, coordinatore del punto informativo dell’Osservatorio toscano dei cetacei di Viareggio, co-organizzatore della regata dei Cetacei, “è presente il 75 per cento di tutte le specie marine animali e vegetali. Per questa ragione si tratta di un’area molto importante i cui ecosistemi sono delicati e hanno dunque la necessità di essere salvaguardati. Eventi come quello delle regate diventano quindi un momento fondamentale per sensibilizzare il mondo della vela”.

È con questo spirito che alcune imbarcazioni hanno partecipato alla manifestazione aderendo alla Carta di qualità del WWF che prevede anche a bordo il rispetto di alcuni standard specifici come la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, la cambusa con prodotti a chilometro zero, l’impiego di detergenti altamente biodegradabili, l’eliminazione delle forniture e stoviglie usa e getta e delle monoporzioni, la riduzione al minimo possibile degli imballaggi nella scelta degli approvvigionamenti.

“Il percorso è segnato”, riprende Parenti, “non a caso anche le nuove regole di regata prevedono oltre a riferimenti generici sulla tutela dell’ambiente, anche uno specifico articolo.” Nella parte quarta infatti l’articolo 55 recita: “Un concorrente non deve gettare deliberatamente rifiuti in acqua”. Il riferimento può apparire semplicistico ma non lo è per nulla se si pensa banalmente all’atteggiamento leggero di molti fumatori”.

“È importante che chiunque frequenti il mare lo rispetti”, sottolinea Elisabetta Freuli del WWF, “ma a maggior ragione chi lo vive con assiduità, come un velista, dovrebbe dimostrare ancora più attenzione.  La consapevolezza della valenza simbolica dei gesti e dei pensieri di attenzione sono il primo importante strumento della ricerca di sostenibilità. La somma di tante azioni, che in alcuni casi sono vere e proprie consuetudini, assieme possono infatti incidere in modo notevole creando, nei casi peggiori, danni molto gravi all’ambiente, e contribuendo, nei casi più frequenti, ad una generale contaminazione della bellezza di un ambiente meraviglioso”. (Elisabetta Mutto Accordi)
www.laregatadeicetacei.net

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