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Napoli- E’ Emirates Team New Zealand il dominatore della giornata di sabato a Napoli. Due vittorie nelle regate di flotta, che lo portano al comando della classifica alla vigilia del supersunday.

Emirates Team New Zealand taglia l'arrivo in race 6, la seconda vittoria di oggi. Foto Tognozzi
Emirates Team New Zealand taglia l’arrivo in race 6, la seconda vittoria di oggi. Foto Tognozzi

Luna Rossa Swordfish vince il derby con Piranha e domani disputerà la finale del match race contro Oracle: Francesco Bruni contro Tom Slingsby.

La giornata, dopo il botto di ieri, non ha vissuto particolari emozioni, con regate abbastanza definite, dominate dai vincitori per quasi tutto il percorso delle quattro regate disputate, due di flotta e due di match race. Oggi era presente a Napoli anche il team leader di Luna Rossa Prada Patrizio Bertelli che, alla Gazzetta dello Sport, ha confermato come il campo di Napoli sia di suo gradimento e che la scelta degli AC72 è stata un errore da parte degli organizzatori.

Molto emozionante l’esibizione di volo acrobatico dell’aereo Red Bull che alle cinque del pomeriggio ha tenuto incollati al cielo migliaia di spettatori sul lungomare.

Manuel Modena esulta dopo la vittoria di Swordfish che vale la finale del match race. Foto Borlenghi
Manuel Modena esulta dopo la vittoria di Swordfish che vale la finale del match race. Foto Borlenghi

Dichiarazioni della giornata:

Francesco Bruni: “Sono veramente felice di aver raggiunto questo risultato che era il mio sogno: la finale di match race contro Oracle, ma soprattutto sono contento per averlo realizzato la prima volta che sono al timone di un multiscafo. Dopo la collisione di ieri con i kiwi, il nostro short team è stato veramente fantastico, ha lavorato tutta la notte per riparare i danni e persino i tecnici pensavano che non ce l’avremmo fatta. Anche io ho dormito poco, ora, a fine regata posso dirlo. Poi, 15 minuti prima dell’inizio delle regate,  invece di fare prove, ho preferito che ci prendessimo un attimo di pausa, tutti. In queste gare, molto rapide e con ritmi estremamente serrati è indispensabile partire ben concentrati.

Abbiamo chiarito con il Team New Zealand ed entrambi ci siamo riscattati oggi per il brutto incidente di ieri con ottimi risultati. Vorrei fare un appello ai napoletani che domani seguiranno la partita di calcio contro il Cagliari: portatevi una radiolina sul lungomare e venite a vedere la nostra regata: dura solo 20 minuti e non è uno spettacolo da perdere. Napoli è veramente il paradiso della vela”.

Dean Barker, Emirates Team New Zealand: “Oggi le condizioni del mare erano difficili con onde corte e alte che facevano beccheggiare le barche, sono contento di aver  vinto in queste condizioni le regate di flotta. Abbiamo fatto buone partenze che rappresentano un vantaggio in regate come queste.  Visto che siamo fuori dalla finale del match race siamo molto concentrati sulla regata di flotta di domani  per mantenere il primato nella classifica della tappa di Napoli”.

Tom Slingsby, skipper di Oracle che oggi ha matematicamente vinto le World Series 2013:
“Domani affronteremo Luna Rossa Swordfish nella finale del match race e Francesco Bruni è molto esperto in questa specialità. Sarà sicuramente una bella sfida soprattutto se ci sarà vento teso ed è su questa regata che punteremo tutto”.

Russell Coutts, oggi presente a Napoli: “Queste World Series hanno dimostrato che  la vela può essere uno spettacolo e penso che si siano raggiunti due risultati importanti, quello di avvicinare  il pubblico alla vela e la terra al mare e quello di consentire ai giovani velisti di mettersi in mostra. Fugati quindi tutti i timori dei tradizionalisti della vela. A chi ha sentito la mancanza di Spithill, impegnato a San Francisco per provare gli AC72 ed  ha commentato  che qui ci fossero dei team di serie B, rispondo che i risultati di questa tappa hanno dimostrato che Oracle  ha portato un team di serie A nel golfo di Napoli”.

ETNZL, dominatore della giornata a Napoli. Foto Martin Raget
ETNZL, dominatore della giornata a Napoli. Foto Martin Raget

16:00 ETNZL vince anche race 6 superando LR Swordfish nella prima poppa dopo che Bruni era scattato in testa e aveva girato al comando la prima bolina. Terzo è BAR, poi Piranha, Oracle ed Energy.

15:15 ETNZL domina race 5 dall’inizio alla fine e va a vincere su un consistente Oracle Slingsby, terza Piranha, poi Ben Ainslie e Luna Rossa Swordfish, tra poco race 6. C’è un po’ di choppy e ora il vento è sugli otto nodi, cosa che non impedisce agli AC45 di risalire in bolina a 13/14 nodi di velocità.

14:40 Luna Rossa Swordfish vince il derby con Piranha, Francesco Bruni supera Chris Draper (il tattico dell’AC72 batte il suo timoniere) e conquista la finale di domani alle ACWS di Napoli contro Oracle Team USA e Tom Slingsby

Ore 14:20 Tom Slingsby vince il duello con Ben Ainslie nella semifinale tra i miti olimpici… Oracle Team USA è il primo finalista del match race alle ACWS di Napoli.

La classifica dopo day 3:

Overall
Stdg
TeamRace
2013-04-18
Race
2013-04-18
Race
2013-04-19
Race
2013-04-19
Race
2013-04-20
Race
2013-04-20
Race
2013-04-21
Total
Pts
StdgPtsStdgPtsStdgPtsStdgPtsStdgPtsStdgPtsStdgPts
1EMIRATES TEAM NZ11248573911211260
2ORACLE TEAM USA SLINGSBY210661122102105755
3J.P. MORGAN BAR391126648483952
4LUNA ROSSA PIRANHA482104857394850
5ENERGY TEAM7539210112DNS06642
6LUNA ROSSA SWORDFISH575739DNF05721040
7ARTEMIS WHITE66757575668431
8HS RACING84938466847526
9CHINA TEAM93849384759322

Ore 11:00 Dopo una nottata di lavoro Luna Rossa Swordfish è riparata ed è pronta per disputare il programma del day 3 delle AC World Series di Napoli, tra cui spicca il derby con Piranha nelle semifinali del match race.

Francesco Bruni dà gli ultimi ritocchi alla prua di Swordfish dopo la riparazione. Foto Tognozzi
Francesco Bruni dà gli ultimi ritocchi alla prua di Swordfish dopo la riparazione. Foto Tognozzi

E ACEA fa autocritica…

Stephen Barclay, CEO di America’s Cup Event Authority, l’ente organizzatore della 34th AC, era in conferenza stampa questa mattina a Napoli. Al di là delle frasi di circostanza su quanto è “bella la Coppa a Napoli”, “come sono contenti di noi a San Francisco”, dalle risposte alle domande della stampa internazionale è emersa una certa autocritica sulla scelta degli AC72 e sull’esito dell’evento, soli tre team alla Louis Vuitton Cup rispetto agli otto promessi. “Gli AC72 sono barche eccezionali, estremamente fisiche e garantiscono spettacolo”, ha dichiarato Barclay rispondendo a una nostra domanda, “ma sono anche tremendamente costose e non alla portata di molti team, soprattutto alla voce rotture e parti di ricambio sono esigenti. Il passaggio dai monotipo AC45, perfetti per eventi di lancio come le ACWS, e gli AC72 non è lineare alla voce costi, ma esponenziale. Ragione per cui chi vincerà la prossima Coppa America dovrà seriamente ragionare sul tipo di barca necessaria a coniugare lo spettacolo con i costi e l’esigenza di avere più team”. Se non è una bocciatura questa… Verrebbe da dire, ma non li avevate scelti voi gli AC72, garantendo che ci sarebbe stata una limitazione dei costi? In effetti, già prima di Barclay l’autocritica era venuta da Russell Coutts stesso, per non parlare dei giudizi negativi di Grant Dalton di ETNZL o di Patrizio Bertelli di Luna Rossa. Ma siamo in ballo e tocca giocare con questi “manufatti industriali hi tech a vela”, come le definì Bertelli stesso il giorno del varo di Luna Rossa ad Auckland.

Stephen Barclay durante la conferenza stampa di questa mattina a Napoli
Stephen Barclay durante la conferenza stampa di questa mattina a Napoli

Le prestazioni sono eccezionali, e ce lo ha confermato Francesco Bruni nell’intervista che FareVela pubblicherà a breve, ma la gestione è talmente complessa da sfiorare l’assurdo. Ciò che invece piace, e che Napoli sta esaltando al massimo livello, è il risultato ottenuto di portare finalmente la vela tra la gente. Tra il pubblico. “Ci piace molto regatare così vicino al tifo e alla gente”, ci ha detto Bruni, “è una sensazione a cui non eravamo abituati e almeno di questo bisogna dare atto a Coutts”. La vela sta rapidamente cambiando e, come altri sport professionistici, porta il suo “circo” tra il pubblico. Con diversi gradi ci stà pensando anche l’ISAF per la World Cup delle classi olimpiche, dopo che lo hanno già fatto le Extreme Sailing Series e la Volvo Ocean Race.

“La Coppa a San Francisco”, dice Barclay, “aveva promesso 50 giorni di regata e li ha grazie anche all’innovazione riuscita della Red Bull Youth America’s Cup, per i team ne abbiamo tre e sarà un grande spettacolo il 5 luglio quando, dopo l’inaugurazione ufficiale del 4 luglio, tutti e quattro gli AC72 si misureranno in una regata di flotta mai vista prima”. La domanda, in verità, era su come ha spiegato ACEA a San Francisco il fatto che degli otto team promessi ve ne sono solo tre… Resta il fatto che la Red Bull Youth AC è un’idea vincente e riuscita, che testimonia come la cesura generazionale sia evidente. Ai giovani velisti le emozioni dei cat con ali rigide piacciono, così come piace vivere un ambiente iper-professionale. Barclay ha anche sfuggito le risposte alle domande sul reale finanziamento avuto da Louis Vuitton, ipotizzato con una clausola che avrebbe visto diminuire in proporzione al numero ridotto di team. E cosa impara ACEA da Napoli? “A capire come un evento velico possa essere portato davvero tra la gente”, e in questo Napoli, come Venezia lo scorso anno, all’AC un favore l’ha fatto davvero, visto che anche oggi Via Caracciolo è stracolma di entusiasti spettatori.

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