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Hythe, Inghilterra- Prosegue celermente il lavoro sul primo esemplare del Volvo Ocean 65, il monotipo con cui si disputerà la prossima Volvo Ocean Race. Da Green Marine, nel sud del Regno Unito, lo scafo costruito da Persico Marine e la coperta prodotta da Multiplast sono state assemblate e si procede ora all’allestimento finale. Ce ne parlano James Dadd, Project Manager della classe, e Connell Daino, Construction Project Manager di Green Marine

Lo scafo numero 1 del Volvo Ocean 65. Foto Deppe
Lo scafo numero 1 del Volvo Ocean 65. Foto Deppe

James Dadd, Project Manager della classe

“Il primo Volvo Ocean 65 è in fase avanzata. Tutte le strutture interne sono state laminate, la coperta montata e laminata in posizione e tutte le resinature secondarie sono complete. Una o due volte la settimana la struttura viene riscaldata a 65 gradi per la cottura delle parti in carbonio pre-impregnato. Abbiamo adottato questo sistema per essere certi di avere un buon controllo sulla quantità di resina in ogni componente e perciò è stata scelto il pre-impregnato invece che il sistema per via umida.

Anche la seconda coperta è arrivata ed è pronta per essere lavorata mentre il secondo scafo dovrebbe lasciare il cantiere italiano Persico nei prossimi giorni. Lo scafo è già stato estratto dallo stampo e vi sono state montate gran parte delle strutture interne, mentre è iniziata la laminazione del terzo scafo e la terza coperta è in lavorazione da Multiplast, in Francia

I primi alberi sono stati spediti da Southern Spars dalla Nuova Zelanda in Europa e la prima chiglia arriverà da Iron Brothers, una società specializzata che ha sede sulla costa occidentale inglese. Le derive per il primo Volvo Ocean 65 arriveranno con il secondo scafo mentre i timoni sono in costruzione da Green Marine. Killian Bush, che rappresenta il Team femminile SCA, ha potuto visionare sia scafo che coperta, secondo il nostro approccio generale infatti lasciamo liberi i team di vedere, ma non di interferire.

Il livello di accuratezza e ripetibilità del processo è estremamente alto, visti i canoni che sono stati usati durante la costruzione dei componenti, utilizzando macchine a controllo numerico per costruire le parti e metterle insieme. Particolare attenzione viene anche data alla quantità di materiali diversi e alle loro diverse reazioni durante il processo di cottura, in modo che tutte le componenti importanti siamo prodotte e installate esattamente nella stessa posizione su ogni barca, con una tolleranza di un quarto di millimetro.

Man mano che si procede con l’assemblaggio di più barche, monitoriamo in maniera costante l’accuratezza e ogni variazione superiore a un millimetro viene verificata. Si tiene conto di ogni grammo di materiale aggiunto per poter capire esattamente dove siano le eventuali variazioni di peso, anche minime, in maniera da poterle correggere sull’intera flotta prima della partenza della regata”.

Connell Daino Construction Project Manager di Green Marine

“Il progetto in sé è una sfida enorme, mettere insieme tutti questi componenti in un periodo di tempo così breve è una sfida. Il team sta lavorando molto bene insieme e sono fiero del modo in cui tutti stanno affrontando il progetto.

Abbiamo due tipi di tecnici al lavoro, fianco a fianco: i costruttori e i laminatori. Il mio compito è quello di organizzare la sequenza dell’assemblaggio dei Volvo Ocean 65 e di gestire attentamente lo spazio, in modo che ognuno possa fare il proprio lavoro. Al momento abbiamo diciotto persone sulla prima barca. Abbiamo già tre vani motore, sei apatie… una montagna di parti pronte per quando arriveranno le altre barche!

Il fattore più grande e importante di questo progetto è che tutte le barche devono essere uguali. La monotipia è alla base di tutto il progetto, ignorare questo fatto significherebbe un fallimento. Ci sono moltissimi controlli, singoli, doppi e tripli. Dobbiamo anche fare esperienza e mettere a punto i processi interni. Ci sono moltissimi canoni per raggiungere la correttezza e la perfezione. E’ decisamente una grande sfida e ce ne siamo accorti nelle fasi si assemblaggio di scafo e coperta, mettere insieme e allineare due parti di così grandi dimensioni è stato un momento molto critico. E James Dadd era presente per verificare che tutto fosse fatto nel migliore dei modi.

Sono molto fortunato ad avere il massimo aiuto da parte di Simon Smith e del resto dell’organizzazione di Green Marine che mi aiutano a concentrarmi sulla barca, la mia è la parte migliore del lavoro, vale a dire fornire al team di costruzione le istruzioni. C’è un ottimo spirito di squadra: quando le cose si fanno dure ci stringiamo insieme e quanto tutto va bene, ci facciamo delle belle risate”.

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