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Valencia, Spagna- Durante la nostra navigazione su Vento di Sardegna ci aveva colpito il fatto che l’Open 50 di Andrea Mura fosse dotato di un nuovo tipo di sartiame ad alte prestazioni. Si trattava del Flex Carbon della Future Fibres, innovativa azienda con sede a Valencia partecipata dall’italiana Persico Marine che si sta sempre più affermando nel mondo del rig ad alta tecnologia.

Il sartiame montato da Andrea Mura consente un risparmio di peso enorme a parità di prestazioni rispetto non solo al vecchio tondino, ma anche ai vari PBO, Dyneema e Kevlar, che pure la stessa Future Fibres ancora produce su richiesta. Può essere spedito arrotolato a spire ovunque nel mondo e consente di soddisfare le esigenze delle barche da regata hi tech o anche del performance cruising su barche di qualsiasi dimensione, dal piccolo monotipo al grande racer.

La linea di produzione del sartiame in FlexC: il carbonio ad alto modulo viene intrecciato sull'anima. Foto Future Fibres
La linea di produzione del sartiame in FlexC: il carbonio ad alto modulo viene intrecciato sull’anima. Foto Future Fibres

Una volta arrivati a Valencia, non ci siamo fatti quindi sfuggire l’occasione di visitare l’avveniristica sede della Future Fibres, situata a Museros, pochi chilometri a nord di quello che fu il Port America’s Cup della città valenciana. A farci da guida è Matteo Micheli, ingegnere genovese che lavora da cinque anni nell’ufficio progettazione di Future Fibres. “L’azienda è stata fondata dall’inglese Tom Hutchinson nel 1996”, ci spiega Micheli mentre visitiamo gli ampi capannoni, “e ha seguito nei primi anni proprio l’America’s Cup, spostandosi prima ad Auckland e poi qui a Valencia, dove siamo rimasti un po’ per le incertezze legate alla sede e un po’ per l’eccellenza logistica di questa città”. Valencia, in effetti, è sempre più un centro della vela sportiva internazionale e anche la sosta di Vento di Sardegna nell’accogliente Port America’s Cup si risolve in poche ore di lavoro in un ambiente piacevole.

La tecnologia Future Fibres è protetta da grandi sistemi di sicurezza e l’ambiente appare giovane, internazionale e decisamente efficiente. Sembrerebbe di essere all’ufficio studi della NASA quanto a spazi… Appena entrati nel reparto rigging ci imbattiamo negli enormi boma da 25 metri di un nuovo supermaxi ketch di Perini Navi attualmente in costruzione. Così grandi da contenere comodamente uno dei 140 dipendenti Future Fibres. L’albero relativo è alto ben 76 metri e vederlo adagiato nel ventre dell’azienda fa certo impressione. Il settore alberi di Future Fibres è in effetti in rapida espansione, tanto da essere ormai uno dei tre al top a livello mondiale. Ogni linea di produzione ha il suo reparto e quella del sartiame arriva alla lunghezza di ben 80 metri, necessaria per stendere e “tirare” il carbonio intorno all’anima della sartia. L’autoclave è lungo 50 metri. Vi sono poi macchine a controllo numerico di ogni tipo per i pezzi custon, plotter per il taglio, reparti studi e non mancano le “stanze segrete”.

L'interno del reparto alberi
L’interno del reparto alberi

Nell’attuale America’s Cup Future Fibres fornisce gli stralli avvolgitori a tutti i team, è poi impegnata nei nuovi Volvo Ocean 65 anche lì per gli stralli, negli Imoca 60 (Gamesa di Mike Golding), Minimaxi (Shockwave), Tp52 e in cruiser racer (tra gli altri X-55, Vismara 62, Mylius 18E35, First 40, GS43, Comet 45, Shipman 72, Hanse 630). A Vento di Sardegna, in un accordo di partnership, Future Fibres ha fornito un set completo di flexible continous carbon rigging, il FlexC. Il velista cagliaritano testerà il sartiame alla Ostar e fornirà i dati all’azienda. Stabilità, leggerezza e sicurezza, con un servizio personalizzato per gli armatori, che Future Fibres segue nella fase di progettazione e scelta, consigliando il rig più adatto. Quanto qui a Valencia il futuro sia in atto ci è risultato evidente pesando con le mani un vecchio tondino e un pari diametro in carbonio… Onestamente non c’è paragone.

Uno dei plotter per il taglio a controllo numerico. Foto Future Fibres
Uno dei plotter per il taglio a controllo numerico. Foto Future Fibres

Future Fibres ha nella vela il core business ma è impegnata anche in Formula Uno (cavetti di trasmissione ultra leggeri) e nell’ingegneria civile.

I prodotti Future Fibres per il sartiame

Dyneema    8% più pesante e 27% più grande sul PBO a parità carico
PBO    Su uno Shipman 80 rispetto al tondino pesa 78Kg invece di 280Kg, con gli ovvi vantaggi in termini di sbandamento e stabilità.
Kevlar    Fibra aramidica, precursore del PBO
TSC ThermoSet Carbon    Carbonio ad alto modulo, minor peso e diametro
FlexC    La novità: unisce ai benefici del TSC i vantaggi della flessibilità, è quello usato su Vento di Sardegna di Andrea Mura

www.futurefibres.com

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