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San Francisco, USA- Sopravviverà la Coppa America all’incidente di giovedì sera? Certo, lo show must go on ma una profonda riflessione si impone ed è attualmente in atto sia in chi la Coppa la gestisce sia in chi la vive professionalmente o la segue. Se ne è parlato in tutto il mondo, anche fuori dall’ambiente velico. Una di quelle notizie che “buca” lo schermo. Non si contano le reazioni e i commenti. Ieri sera, a San Francisco, si è svolta una conferenza stampa on line in cui sono date alcune risposte. A parlare erano Iain Murray, direttore di regata della 34th AC, Stephen Barclay, suo gestore economico in ACEZ, e Matt Bliven della Guardia Costiera degli Stati Uniti.

E’ stato reso noto che il Regatta Director dell’America’s Cup, Iain Murray, condurrà un’indagine relativa agli eventi che hanno portato alla scuffia dell’AC72 di Artemis Racing e alla morte di Andrew Simpson.

Per martedì, Murray ha organizzato un meeting ufficiale con tutti e quattro i team coinvolti nella Summer of Racing (ORACLE TEAM USA, Artemis Racing, Emirates Team New Zaeland e Luna Rossa Challenge). L’incontro si svolgerà a San Francisco.

“L’incontro con i team è il prossimo passo cruciale – ha detto Murray – Dobbiamo creare un piano aperto che convogli le informazioni utili per svolgere un’indagine che faccia chiarezza circa il sinistro e ci metta nella condizione di proporre cambiamenti, qualora questi siano necessari”.

Uno degli aspetti dell’indagine punterà sullo studio di tutti i dati raccolti al momento dell’incidente.

“Una volta che avremo le informazioni, che sapremo come realmente si sono svolti i fatti, saremo in grado di ricostruire la catena degli eventi e di capire come si è arrivati alla tragica perdita di una vita umana”.
Artemis ha dichiarato che collaborareà in tutto con Murray e le autorità locali  e ha chiesto alla comunità velica internazionale di sospendere le speculazioni sulle dinamiche o le cause fino a che i fatti non siano stati accertati.

La conferenza stampa di Murray e Barclay
La conferenza stampa di Murray e Barclay

La dinamica è stata così descritta: “Durante una sessione di allenamento nella baia di San Francisco, Artemis Racing si è ribaltato mentre soffiava un vento tra i 18 e i 20 nodi. La barca si è spezzata in due e Simpson, 36 anni, è rimasto intrappolato. Il personale imbarcato a bordo dei gommoni di appoggio si è subito adoperato per recuperare gli uomini dall’acqua, notando immediatamente la mancanza di Simpson. Una volta individuato e portato a bordo, il velista britannico è stato affidato a un’équipe media che ha tentato per oltre venti minuti di rianimarlo. L’intervento non ha sortito l’effetto sperato e mezz’ora dopo il sinistro Simpson è stato dichiarato morto”.

“Sono passate meno di ventiquattro ore dall’incidente e il dolore che proviamo è fortissimo e avvertito da tutti. Le nostre condoglianze vanno alla famiglia di Andrew, ai suoi amici e ai membri dell’equipaggio di Artemis Racing” ha detto Stephen Barclay, “E’ ancora presto per parlare della cause dell’incidente. Iain Murray si occuperà di svolgere un’indagine e si coordinerà con la polizia di San Francisco, con la Guardia Costiera degli Stati Uniti e con ogni altra parte coinvolta”.

“Tutto ciò che sappiamo è che la barca si è ribaltata e si è spaccata a metà”, ha detto Murray, “Tra il momento in cui la barca navigava di bolina e quello in cui ha scuffiato è passata una frazione di secondo ed è su questo lasso di tempo che dobbiamo investigare”.

Il gommone di Artemis Racing è stato coadiuvato dai mezzi di Oracle Team USA, di Emirates Team New Zealand e di Luna Rossa Challenge 2013, tutti intenti a seguire l’allenamento del team svedese.

“Questo incidente ricorda quante siano le insidie che devono affrontare tutti coloro che sono impegnati sull’acqua, siano essi diportisti o professionisti,” ha affermato il capitano Matt Bliven della Guardia Costiera degli Stati Uniti, che aiuterà Murray nel corso dell’indagine.

“Viene inoltre sottolineata l’importanza di possedere un adeguato livello di allenamento in modo da minimizzare le conseguenze di eventi negativi. E’ un dettaglio che abbiamo sempre notato stare a cuore all’organizzazione dell’America’s Cup e ai team partecipanti,” ha concluso Bliven.

Non è stata comunicata una data di chiusura delle indagini. Nel frattempo la polizia di San Francisco ha avviato una sua indagine, come vuole la consuetudine quando è coinvolta la perdita di una vita umana.

“Iain inizierà la sua indagine e lo farà in modo attento e approfondito”, ha detto Barclay, “Sono convinto che l’evento della prossima estate sarà assolutamente spettacolare e non ho intenzione di pregiudicarlo. Vedremo quali saranno le conclusioni e le raccomandazioni che emergeranno dallo studio di Iain”.

Questa la parte autogestita delle dichiarazioni. Rispondendo alle domande della stampa internazionale, si è saputo che sarebbe stato preso in considerazione anche un rinvio dell’inizio della Louis Vuitton Cup, fissato al 4 luglio 2013. A una domanda sulla pericolosità degli AC72, Barclay ha risposto di non avere elementi pro e contro tale ipotesi. Potrebbe prendere corpo un’ipotesi su dei limiti di vento per la prossima Coppa America (anche perché pare che la seconda barca del defender sia assai competitiva in quelle condizioni) ed è da valutare la posizione della Guardia Costiera dopo due incidenti così rilevanti in pochi giorni di navigazione. Cosa potrebbe succedere quando i team regateranno per davvero nella Baia, con l’evidente esigenza di spingere al massimo?

E’ stato chiarito che il vento al momento dell’incidente (ore 13 locali) era sui 18-20 nodi, con 2-3 nodi di corrente nella Baia. Artemis si sarebbe ingavonato in una puggiata in modo instabile, con la traversa anteriore che ha ceduto provocando il collasso degli scafi su se stessi. Significativo è questo video, dei minuti precedenti alla scuffia, in cui si nota l’estrema instabilità nella navigazione dell’AC72 di Artemis, assai evidente se comparata con il foiling velocissimo di Oracle USA 17 nelle stesse condizioni (i due team si stavano allenando insieme).

Già detto ieri della posizione assunta da Patrizio Bertelli, che ha dichiarato a Yacht Capital che lascerà libero il suo team se continuare o meno nella campagna di Coppa America, si registrano molte dichiarazioni da parte dei protagonisti. Tra queste quella di Iain Percy, tattico di Artemis e timoniere di Andrew Simpson nell’oro e nell’argento olimpici in Star: “Ieri ho perso uno dei miei amici più intimi in oltre 25 anni, l’uomo più amichevole e gentile che ho mai incontrato. Non posso credere che non sia più con noi. Ora tutti i nostri pensieri devono essere con sua moglie e i due incredibili ragazzi che per lui significavano tutto. Andrew aveva più amici di chiunque e tutti noi continueremo a supportare la sua famiglia con tutti i nostri cuori”.

 

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