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San Francisco, USA- E alla fine ciò che era sembrato evidente, ovvero che Artemis non sarebbe riuscito a essere pronto per l’inizio della Louis Vuitton Cup, è stato ufficializzato. Il team di Torbjiorn Tornqvist ha appena annunciato, infatti, che conta di varare il suo secondo AC72 all’inizio di luglio per essere pronto a regatare per la fine del mese. Ciò significa che l’intero Round Robin della Louis Vuitton Cup dovrà essere ripensato, visto che solo due team, Emirates Team New Zealand e Luna Rossa, saranno disponibili a regatare dal 7 luglio.

L'AC45 con foil di Artemis si allena a San Francisco, ma l'AC72 è ancora lontano. Foto Martin Raget
L’AC45 con foil di Artemis si allena a San Francisco, ma l’AC72 è ancora lontano. Foto Martin Raget

Secondo quanto risultava a Farevelanet, avrebbero dovuto essere confermate l’inaugurazione del 4 luglio e la regata di flotta a tre tra ETNZL, Luna Rossa e Oracle del 5 luglio. L’inizio del round robin, che era previsto il 7 luglio con la sfida tra ETNZL e Luna Rossa (Artemis doveva esordire contro ETNZL il 9 luglio), è stato confermato oggi, ma con una riduzione dei match (a questo punto solo e sempre tra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand) da sette a cinque. Il perdente affrontererà a quel punto Artemis nella semifinale prevista a partire dal 6 agosto e il vincente direttamente ammesso alla finale della LVC prevista dal 17 agosto. In questo senso è arrivata anche una mezza ammissione da parte del portavoce del Golden Gate Yacht Club Tom Ehman in una dichiarazione alla CBS. Il nuovo calendario è stato oggetto di trattativa per giorni tra i team e l’organizzazione, ma certo non si era mai visto un evento di questa portata che, a un mese dal suo inizio, ancora non conosce nè le date esatte nè il programma. Un po’ come se a un mese dai mondiali di calcio non si sapessero le date delle partite. Il comunicato di ACEA ha seguito di un paio d’ore quello di Artemis che annunciava il ritardo.

Ecco qui sotto il PDF con il nuovo calendario:

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Artemis, al momento, sta navigando con gli AC45 dotati di foil e sta lavorando sul suo secondo AC72, visto che il primo è andato distrutto nell’incidente del 9 maggio scorso che causò la morte di Andrew Simpson. Sempre secondo quanto ci risulta da fonti attendibili, Artemis sarebbe alle prese con notevoli problemi di strutture e avrebbe persino chiesto delucidazioni sulle prove di carico a Emirates Team New Zealand. Un’operazione complessa, che implicherebbe anche il rovesciamento della piattaforma e l’applicazione di pesi per le verifiche.

Emirates Team New Zealand in allenamento due giorni fa nella Baia. Foto Martin Raget
Emirates Team New Zealand in allenamento due giorni fa nella Baia. Foto Martin Raget

Si può solo supporre cosa stia avvenendo all’interno del team guidato da Paul Cayard, dopo l’allontanamento del capo progettista Juan Kouyoumndjian e dello strutturista Andrea Avaldi. Le parole del comunicato di Artemis, “L’AC72 sarà sottoposto a un rigoroso programma di test e quando il sailing team sarà soddisfatto dal fatto che la barca possa essere spinta al massimo in condizioni di regata, riprenderemo parte alla competizione”, equivalgono a una conferma diretta delle difficoltà, visto che pare davvero strano che un team di Coppa America si ritrovi con un tale ritardo e incertezza di metodi a poche settimane dal via. Onestamente, non era mai successo nella storia della Coppa America che un team di questo budget fosse in una situazione del genere alla vigilia delle regate.

Anche le parole del CEO di Artemis Paul Cayard sembrano chiare: “Stiamo lavorando contro il tempo per avere la nuova barca pronta, nell’acqua e per preparare il nostro team alla regata”, ha detto oggi Cayard, “Abbiamo ancora una montagna da scalare, ma il nostro piano è di lanciare la nostra nuova barca ai primi di luglio e di essere nella posizione di poter regatare alla fine del mese”.

Oracle Team USA in una puggiata in boa ieri a SF. Foto Martin Raget
Oracle Team USA in una puggiata in boa ieri a SF. Foto Martin Raget

Una situazione paradossale, se non fosse per gli eventi drammatici che l’hanno originata. Ma è l’intera Coppa a essere ormai criticata da tutti i maggiori organi di stampa indipendenti. Ne ha scritto il New York Times analizzando come il budget illimitato di Oracle Team USA, ovvero del top tycoon della Silicon Valley Larry Ellison, sia riuscito a costruire un evento credibile. Ne ha parlato Bloomberg scrivendo come Larry Ellison alla fine abbia sabotato il suo stesso AC Party. Torneremo presto su questa situazione, ripercorrendo i fatti dal 2010 a oggi di questo caos che è diventata la Coppa America.

1 COMMENT

  1. Bene possiamo dire che Oracle ha fatto progressi rispetto alla 33a edizione della coppa… da uno sfidante siamo passati a due…

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