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Newport, USA- Fa davvero piacere ricevere oggi una telefonata da Andrea Mura, arrivato da 48 ore dall’altra parte dell’oceano via mare, a vela, da solo e quasi sempre controvento. Primo in tempo reale, i celebri “Line Honours”, alla mitica Ostar. Sarai un po’ stanco Andrea… “No, mi sono riposato in un bell’albergo e ho fatto una lunga dormita per recuperare le forze, ora sto benissimo”. Beh, complimenti, sei stato bravissimo e secondo noi hai regatato davvero bene.

Bandiera sarda e tricolore per Andrea Mura all'arrivo a Newport. Foto Black
Bandiera sarda e tricolore per Andrea Mura all’arrivo a Newport. Foto Black

“Posso dire ora con certezza che la Ostar è durissima e che certamente non la farò mai più”, ci risponde Mura, “burrasche, moltissima bolina, è massacrante e non avevo mai sofferto così in una regata. Anche io, che di solito dormo in pozzetto, sono dovuto andare spesso a riposare sotto perché il freddo, dell’aria e dell’acqua gelida, era intenso e ti rompeva le ossa, ma credo di aver fatto delle buone scelte e non era assolutamente scontato tener dietro un trimarano di 53 piedi come Branec IV, portato da un marinaio tosto come Roger Langevin. Devo fare i complimenti a tutti i regatanti di questa mitica regata, soprattutto a Richard Lett del Koopmas 32 Pathways to Children che sembra avviato a vincere in compensato. Lo aspetterò per stringergli la mano perché ha fatto una regata notevole ed è andato anche molto a nord dove io non me la sono sentita. Il mio obiettivo era vincere in reale. Per il record ci speravo ma non ci sono state le condizioni per renderlo possibile e su quello non ci puoi far niente”.

Ma come è stata questa regata vissuta su Vento di Sardegna? “Come ho detto massacrante, e ora tra Ostar e Twostar, ho già dato con tutta questa bolina, voglio tornare a pensare un po’ alle portanti e magari l’anno prossimo riprovo il Rhum poi vedrò cosa fare con Vento di Sardegna. E’ davvero estrema in certa situazioni, sempre controvento per giorni e giorni, tra burrasche, senti davvero di rischiare qualcosa, ma sono molto contento e orgoglioso di avercela fatta e di aver sempre regatato. Credo di aver fatto delle ottime scelte strategiche, come sempre senza software di navigazione ma guardando la meteo e usando la mia esperienza”. Ci è piaciuto soprattutto il suo approccio a Terranova e ai Grandi Banchi: “Sì, li ho giocato bene le mie chance posizionandomi credo nel modo migliore tra i sistemi meteo e riuscendo a distanziare Roger. E’ un peccato che i francesi di primo livello non facciano più questa regata, che è così dura ma continua ad avere un grande fascino”.

Il prossimo fine settimana, Andrea Mura e Vento di Sardegna saranno a New York, dove è in corso di preparazione una calda accoglienza, decisamente meritata. “Mi aspettano e lascio fare a loro, ai miei amici sardi, che sono un po’ dovunque quassù. Bisognerebbe aiutarci tra noi navigatori italiani, senza gelosie, perché possiamo far bene. Io credo di aver dato una mano alla nostra vela”. Non c’è dubbio, caro Andrea. Tanta sostanza, ancora una volta, per questo velista e navigatore, che, lo ripetiamo, meriterebbe davvero una sfida totale come il prossimo Vendee Globe.

13 COMMENTS

    • Ciao Alberto, certamente sì, per quanto ci riguarda. Lo abbiamo scritto molte volte. Mura, così come D’Alì, sarebbe un investimento sicuro per un Vendee Globe.

      saluti

    • Secondo noi uno cresciuto in mezzo a 100 470 di classe olimpica, non avrebbe problemi a mergere anche tra 40 Class 40. Mura è un velista completo, non un fenomeno mediatico, con esperienze in classi olimpiche, Coppa America (era alla randa del Moro) e molto altro. Un saluto

  1. Due considerazioni. La prima è che Andrea Mura è un grande, ce ne fossero come lui a cui vanno i complimenti di tutti noi velisti. La seconda riguarda Fare Vela e il modo differente con cui tratta i navigatori oceanici. Avete (e non solo voi, sia inteso) massacrato Giovanni Soldini per il suo record sulla rotta dell’oro, definito fasullo, scontato, facile, etc etc… (un monoscafo di 70 contro un monoscafo vecchio di 60′, etc etc). Beh, scusate, ma avete visto contro chi correva Andrea in questa Ostar? Vogliamo dirlo? Guardate che mica sminuisce quello che ha fatto, è solo una quesitone di verità. Non è un caso che la regata era corsa in tempo compensato. Ma voi che fate? esaltate Andrea che ha vinto in reale una regata che si corre con i compensi. Infine, Andrea puntava al record di Soldini, stabilito nel 1996, quindi con una barca più vecchia di quella di Mura, ma il tempo clamoroso di Giovanni non è stato battuto. Andrea dichiara “Per il record ci speravo ma non ci sono state le condizioni per renderlo possibile e su quello non ci puoi far niente”. Giustissimo. Questo signfica che nessun record è scontato in partenza, al contrario di quello che dicevate parlando di Soldini. E che forse siete stati troppo ingiusti nei confronti di Giovanni, che a suo tempo la ostar l’ha fatta facendo faville e facendo meglio di Mura. PS Quando parlate di fenomeno mediatico vi riferite sempre a Soldini? E i riscontri che Mura ha avuto sui media, vincendo in reale una regata con i compensi (a proposito, ma Mura alla fine quanto è arrivato?), non sono un “fenomeno mediatico”? Lo ripeto: è chiaro che avete due pesi e due misure.

    • Caro lettore (se si fosse firmato l’avremmo salutata volentieri),

      ma perché nella vela italiana bisogna sempre finire per parlare di Giovanni Soldini? Forse Andrea Mura, Pietro D’Alì, Andrea Caracci, Marco Nannini, Pedote… non sono abbastanza bravi e famosi? Andrea Mura è stato onestissimo e a dichiarato che correva la Ostar con due obiettivi: vincerla in reale e provare a battere il record sui monoscafi detenuto da Soldini. Il primo risultato è stato raggiunto, il secondo no. Tecnicamente FareVela ha scritto, unica testata a farlo, più volte che Vento di Sardegna era terza in compensato nella sua classe e va da sé che in una regata a compensi il vincitore overall è chi vince in compensato. Punto. Lo stesso Mura lo ha riconosciuto nelle dichiarazioni post-regata. Vincere la Ostar in tempo reale, anzi portarla a termine, non è uno scherzo per nessuno e il 32′ che sta vincendo in compensato ha fatto una regata splendida. Per cui, non capiamo perché bisogna tirar fuori a ogni occasione Soldini, come se la vela oceanica italiana fosse solo lui. Una volta forse era così, adesso fortunatamente non più. A noi piacerebbe vedere Mura e D’Alì, solo per citare i due velisti potenzialmente più completi (dalle classi olimpiche alla Coppa America all’oceano), a bordo di un Imoca 60 al prossimo Vendee Globe. Saluti

      • perché ci conosciamo?
        a parte ciò, per quale motivo le da fastidio che si parli di Soldini? noi lettori non possiamo parlarne? è vietato? il record che mura non ha battuto di chi era? di paperino? e perché se “in una regata a compensi il vincitore overall è chi vince in compensato” voi titolate “Andrea Mura parla a Farevelanet dopo la vittoria alla Ostar”? vittoria di cosa? siete voi ad essere incoerentti. E siete voi a usare due pesi e due misure quando si parla di soldini e di altri navigatori italiani.

        • Caro lettore,
          Di solito quando uno scrive si firma, comunque continuiamo a parlare di Soldini invece di Andrea Mura o Pietro D’Alì, come preferisce lei. Si vada a rivedere i nostri articoli sulla Ostar e vedrà che la comunicazione ufficiale del suo ufficio stampa, sicuramente sbagliata perché enfatizzava troppo parole sbagliate come “eroe” o “tempeste”, non è stata da noi presa in nessuna considerazione e che abbiamo scritto più volte l’esatta posizione tattica e la situazione in compensato di Andrea Mura, ovvero terzo tranne un giorno in cui era secondo. Scusi ma la vittoria in tempo reale, i “line honours”, non è una vittoria? Guardi che viene premiata al Fastnet, alla Hobart, alla Middle Sea race, in tutte le regate d’altura. Il vincitore overall è invece il vincitore in handicap (in questo caso IRC) a cui va il Trofeo Challenge dell’evento. E va solo a lui ed è lui il vincitore appunto “overall” dell’evento. In questo secondo caso il vincitore non è Vento di Sardegna. Chiaro così?
          Non ci dà fastidio parlare di Soldini quando è Soldini a regatare o a compiere navigazioni. Ci dà un po’ di fastidio, lo ammettiamo, doverne parlare anche quando i protagonisti sono altri.
          Un saluto

          • Ma FiloHPR cosè? Non è una firma? E Davi? cos’è? Mi chiamo Filippo Luzi: ora è contento? La vittoria in tempo reale in una regata a compenso è solo un modo per dare il contentino a chi c’è l’ha più lungo (lo scafo ovviamente), perché se ci sono i compensi, evidentemente, ci sarà un motivo, altrimenti si fa una bella regata opean, in tempo reale, e vince chi arriva davanti. voi che fate tanti i tecnici dovreste saperlo e dare il giusto risalto a chi veramente ha vinto la regata. Comunque adesso lei lo ha messo nero su bianco: le da fastidio parlare di Soldini e questo è abbastanza grave perché un giornalista non può scrivere in base a simpatie e antipatie. Comunque ce ne faremo una ragione, anche se sorge il sospetto che ci sia qualcosa dietro. Magari avete provato a salire a bordo della sua barca e vi ha dato picche, al contrario di Mura. Come si dice dalle mie parti: “quelo che te ‘npari da putelo, no’ te lo desmenteghi pì”.

          • Caro Filippo, Non dica cose che non abbiamo detto. Non ci dà fastidio parlare di Soldini, ci dà fastidio parlare di Soldini quando stiamo invece parlando di Andrea Mura. Ci dispiace contraddirla, ma non abbiamo mai chiesto di salire su una barca di Soldini. Abbiamo invece navigato con piacere con D’Alì, Mura e altri ottimi velisti, cercando di imparare alcune cose e di trasmetterele ai nostri lettori, a cui va la risposta sul fatto se ci siamo riusciti o no. Saluti

  2. Sconcertante la diatriba partita dal lettore che si firma FiloHPR. Chi tace acconsente, perciò non posso tacere: seguo da anni Farevelanews e posso solo fare i miei più sinceri e disinteressati complimenti a Michele Tognozzi per la professionalità e correttezza con cui la conduce.

  3. dopo aver visto la video intervista su sailingsardinia, dubito fosse tutta colpa dell’ufficio stampa di vds che enfatizzava tropp..

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